POLONIA

Bisogno di fiducia

I temi dell’assemblea plenaria della Kep

Alla 343ª sessione plenaria della Conferenza episcopale polacca (Kep) svoltasi nei giorni scorsi a Varsavia, hanno preso parte rappresentanti di 11 episcopati europei. L’incontro è stato arricchito dalle celebrazioni del 25° di cardinalato del primate di Polonia Jozef Glemp, il quale fra meno di due anni trasferirà le sue funzioni all’arcivescovo di Gniezno (la prima capitale della Polonia cattolica). Nel corso dell’incontro i problemi legati alla bioetica sono emersi come la questione più urgente per la Chiesa europea. “E’ importantissimo far sentire la viva voce di tutta la Chiesa, far vedere un atteggiamento coerente tra i vari episcopati”, ha affermato mons. Riccardo Fontana, arcivescovo di Spoleto-Norcia e delegato della Conferenza episcopale italiana, rilevando l’importanza di “una posizione comune tra i vescovi europei soprattutto in difesa della vita”. Di bioetica ha parlato anche il rappresentante dell’episcopato francese mons. Dominique Rey, anticipando il documento (in preparazione da parte dei vescovi di Francia) che conterrà le principali tesi della Chiesa inerenti alle questioni di etica nel campo della scienza, espresse da scienziati noti a livello internazionale. I rappresentanti dell’episcopato polacco hanno rilevato che fra i problemi più pressanti da risolvere a livello nazionale vi è proprio la necessità che lo Stato adotti norme che disciplinino il campo della bioetica, finora privo di qualsiasi regola.Pastorale dei migranti . A Varsavia si è discusso anche di pastorale degli immigrati polacchi nei Paesi europei. Il presidente della conferenza episcopale dell’Inghilterra e del Galles, card. Cormac Murphy-O’Connor ha proposto ai vescovi polacchi di costituire un gruppo di lavoro congiunto per studiare le nuove prospettive della pastorale per gli immigrati in Gran Bretagna, dove negli ultimi anni sono approdati circa 1,5 milione di cittadini polacchi. Il presule ha rilevato la necessità di incrementare il numero di sacerdoti polacchi in Gran Bretagna dove attualmente operano 200 centri polacchi per la pastorale. “Noi, vescovi cattolici d’Europa, dobbiamo essere uniti nell’impegno pastorale e nella sollecitudine per il bene spirituale di coloro che hanno lasciato le loro case nella ricerca di una nuova vita, di una nuova famiglia e del benessere”, ha affermato il cardinale auspicando che i sacerdoti polacchi che prestano il loro servizio fra gli emigranti possano “diventare strumenti di dialogo, aiutando coloro a cui servizio sono preposti di capire la nuova cultura e la nuova lingua”. Nella prospettiva di elaborare una adeguata pastorale per gli emigranti la Kep ha nominato nuovo responsabile mons. Zygmunt Zimowski, che ha affermato: “Vorrei avere contatti più frequenti con i responsabili dei centri cattolici polacchi in vari Paesi. Dovremmo insieme recarci dai vescovi locali per approfondire come meglio servire gli immigrati”.Rapporti Stato-Chiesa. L’episcopato polacco ha approvato altresì il resoconto presentato da mons. Slawoj Leszek Glodz sui recenti lavori della Commissione congiunta dello Stato e dell’episcopato polacco. I presuli hanno espresso l’auspicio che anche nel futuro siano rispettati i principi che regolano la collaborazione tra le Autorità civili e la Chiesa, soprattutto per una rapida soluzione dei problemi sorti in merito all’insegnamento della religione nelle scuole. “In nome del bene comune e del futuro della Polonia – si legge nel comunicato finale – bisogna introdurre riforme” nel “sistema sanitario, pensionistico e scolastico”. Famiglia e giovani . Mons. Kazimierz Nycz ha definito “catastrofica” l’attuale situazione demografica in Polonia e ha affermando l’urgenza dell’adozione di politiche a favore della famiglia, ricordando l’esempio della Francia. L’arcivescovo di Varsavia ha rilevato l’importanza del ruolo della Chiesa per risvegliare e rinforzare le speranze della popolazione. “Seminare il pessimismo, approfondire le divisioni, legare la Chiesa ai singoli partiti politici, aderire ad un modo fazioso di esercitare la politica non è mai stato e non può essere il compito della Chiesa. Non lo può essere soprattutto oggi, quando la Polonia ha bisogno di fiducia reciproca e dell’unità” ha affermato. I vescovi hanno inoltre adottato il documento programmatico sulla pastorale dei giovani, predisposto da mons. Henryk Tomasik, intitolato “La gioventù con Cristo”, e hanno approvato definitivamente la proposta del nuovo Statuto che prevede, tra le altre cose, di ampliare i poteri dei vescovi diocesani. Mons. Slawoj Leszek Glodz ha presentato le conclusioni elaborate dalla Commissione storica ecclesiale e dal gruppo di lavoro per la valutazione etico legale della documentazione custodita negli archivi dell’Istituto nazionale della memoria (Ipn) e riguardante i sacerdoti e i religiosi cattolici registrati dai servizi di sicurezza della Polonia comunista come collaboratori o persone da contattare. La documentazione sarà ora trasmessa alla Congregazione per i vescovi.