Irlanda

Rispondere alla violenza Un summit che discuta del problema della violenza nella società irlandese. L’ha chiesto l’arcivescovo di Dublino mons. Diarmuid Martin durante una funzione religiosa per commemorare due polacchi Pawel Kalite e Marius Szwajkos uccisi con un cacciavite lo scorso 23 febbraio vicino alla loro casa a Drimnagh, un sobborgo di Dublino, dopo una lite con una gang di giovani. La veglia, organizzata nei giorni scorsi nella chiesa di “Our Lady of Good Counsel”, alla quale hanno partecipato anche il presidente irlandese Mary McAleese, il ministro di Giustizia Brian Lenihan e quello di Stato Conor Lenihan, è stata definita dall’arcivescovo di Dublino esempio di “una grande risposta comunitaria a una tragedia”. “Alcuni mesi fa ho lanciato un appello perché venisse organizzato un vertice per discutere il problema della violenza nella nostra società”, ha detto mons. Martin durante la funzione, “non ho nessun piano specifico. Forse l’ipotesi migliore sarebbe che questo incontro venisse organizzato dalla gente comune. Gruppi di associazioni locali, genitori, giovani, insegnanti, sacerdoti e polizia potrebbero lavorare insieme su questioni che preoccupano tutti, condividere informazioni, sollevare temi di discussione alla prima occasione. Le autorità potrebbero offrire sostegno pratico a questi gruppi e aiutarli ad incontrarsi”. “Molto lavoro è già stato fatto contro la violenza e tale lavoro va ripetuto in tutta la città e esperienze e informazioni vanno condivise nel modo più ampio possibile”, ha detto ancora l’arcivescovo di Dublino, per il quale la sfida che violenza e abuso di droga portano alla società irlandese va oltre il problema della prevenzione della criminalità e richiede un lavoro più ampio, che coinvolga l’intera comunità. “Non possiamo ritrovarci vicini come comunità soltanto nei momenti di tragedia, quando è troppo tardi”, ha detto. Oltre duemila persone hanno partecipato a una veglia silenziosa, durante la quale è stata letta una lettera di ringraziamento della famiglia dei due giovani per il sostegno morale ricevuto.Il card. Brady incontra l’Ordine orangistaIl Cardinale Sean Brady, arcivescovo di Armagh e Primate di tutta Irlanda, ha incontrato, ad Armagh, i rappresentanti dell’Ordine orangista, che ogni anno a luglio marciano attraverso un quartiere cattolico, scatenando disordini. La marcia è stata sospesa nel 1998 per evitare nuove violenze. La marcia parte dalla chiesa di Drumcree e celebra la sconfitta del re cattolico Giacomo II nel 1690 ad opera di Guglielmo III. I residenti cattolici di Garvaghy Road la percepiscono come un attacco alla loro identità perché si tratta di una manifestazione che celebra la tradizione protestante. E’ la prima volta che il Primate cattolico incontra i capi dell’Ordine orangista, fondato alla fine del 1700 per promuovere l’identità protestante. Darryl Hewitt uno dei rappresentanti dell’Ordine orangista ha dichiarato al settimanale cattolico “The Universe”: “il card. Brady ha dichiarato ai giornali che occorre fare uno sforzo maggiore per capire la tradizione orangista e ha condannato gli attacchi contro i nostri quartieri generali, le orange halls. Volevamo incontrare il cardinale e ringraziarlo per le sue parole soprattutto la sua condanna della violenza e degli attacchi organizzati contro le nostre proprietà. Volevamo anche spiegare al cardinale perché siamo a un punto morto con la parata di Drumcree e ripetere che l’Ordine orangista è disponibile a trattare direttamente con i residenti di Garvaghy Road per risolvere la disputa. L’unica condizione che poniamo e che riteniamo ragionevole è che vi sia un presidente indipendente”. Giovedi santo ecumenico con la Regina”E’ stata la Regina stessa a volere che la cerimonia del Giovedì santo comprendesse, oltre ai cattolici, anche metodisti e presbiteriani e diventasse una funzione ecumenica molto importante per il nord Irlanda”. Così Alan Harper, Arcivescovo di Armagh e leader della “Church of Ireland”, la Chiesa anglicana irlandese racconta al “Sir” la decisione della sovrana di trasferire l’antica funzione per la prima volta nella cattedrale anglicana di St. Patrick, ad Armagh, in nord Irlanda. Alla cerimonia parteciperà anche il primate cattolico d’Irlanda card. Sean Brady e rappresentanti delle chiese metodiste e presbiteriane. La funzione, durante la quale la Regina distribuirà borsellini con denaro a 164 rappresentanti delle quattro denominazioni cristiane, risale al 1300. In passato il sovrano lavava i piedi dei sudditi invitati. E’ stato nel 1633 con Giacomo II, dopo la Riforma protestante, che la lavanda dei piedi è stata sostituita con la distribuzione di borsellini di denaro coniato apposta per l’occasione. I partecipanti sono un uomo e una donna, per ogni anno dell’età della sovrana, che si sono distinti nel servizio alle loro comunità. Secondo il leader della Chiesa anglicana irlandese “è significativo che una funzione come quella del Giovedì Santo, costruita sulla virtù dell’umiltà’, diventi una occasione ecumenica”.