MALTA
Mediterraneo: un’iniziativa della diocesi nell’anno paolino
Il Creato di Dio e la sostenibilità nel Mediterraneo” è il tema del corso e del convegno di formazione intensiva che la Commissione ambiente dell’arcidiocesi di Malta, il seminario arcivescovile della stessa diocesi e il Seminario vescovile della diocesi di Gozo promuovono a Malta dal 12 al 17 luglio prossimo, in vista di una più ampia cooperazione regionale mirata a promuovere seminari nelle diverse aree per diffondere e sostenere un’autentica capacità di gestione ambientale. L’iniziativa, che si svolge in occasione dell’Anno paolino (28 giugno 2008 – 29 giugno 2009), è organizzata in collaborazione con la Banca Aps, il Centro per la ricerca e la formazione sull’ambiente, le Facoltà di educazione e di teologia dell’Università di Malta.Un “melting pot”. “Storicamente – spiega una nota della diocesi di Malta – il Mediterraneo è stato, al tempo stesso, una via e una barriera, separando le diverse culture che si affacciavano lungo le sue coste, ma anche fornendo ad esse gli strumenti per fondersi, influenzarsi o conquistarsi reciprocamente”. E questo “melting pot” di “pressioni religiose, politiche, economiche, culturali e demografiche, con le sue naturali restrizioni, ha portato ad un paesaggio territoriale e marino che presenta oggi urgenti problemi bisognosi di soluzione, così come di opportunità per poter realizzare un futuro sostenibile”. “La religione ha sempre svolto un ruolo dominante per lo sviluppo sociale e culturale del Mediterraneo” e in particolare “San Paolo, l’Apostolo delle genti, con i suoi pioneristici viaggi da costa a costa”. “Nonostante la diversità culturale e religiosa che caratterizza questa regione – proseguono dalla diocesi -, speriamo in un futuro sostenibile che dipende dalla capacità dei suoi popoli di lasciarsi guidare dai fondamentali valori morali nelle loro scelte quotidiane riguardanti l’ambiente”. Per un’Europa sostenibile. Le “Raccomandazioni per la formazione allo sviluppo sostenibile”, rapporto stilato nel maggio 2005 dal Gruppo di lavoro sull’educazione del Network europeo cristiano per l’ambiente (Ecen), affermano che “l’educazione e l’istruzione devono essere al cuore di ogni sforzo per un’Europa sostenibile”. Eppure, – si legge nel rapporto – “nell’Europa centrale, orientale e occidentale, questa educazione si svolge all’interno di una dominante cultura di individualistico consumismo. Quando la gente si trova di fronte all’evidenza delle crisi ambientali, questa cultura ha ben poco da offrire, appartiene più al problema che alla soluzione, così la gente si scoraggia e non capisce in che modo possa effettivamente contribuire ad un futuro degno di essere vissuto”.Una conversione ecologica. “L’impegno educativo – spiegano ancora dalla diocesi di Malta – non consiste tuttavia nella semplice offerta di informazioni, bensì nell’offerta di esperienze formative stimolanti e ispiratrici, capaci di condurre a ciò che la consultazione delle Conferenze episcopali europee ha chiamato la ‘conversione ecologica’: profondi cambiamenti del cuore e della mente per rispondere al dono della vita da parte di Dio”. Lo stesso Rapporto Ecen osserva che per molte tradizioni cristiane un importante elemento di formazione per chi svolge il servizio religioso o è impegnato nel ministero dell’insegnamento consiste “in una corretta comprensione dei temi ambientali e nella capacità di impegnarsi a loro favore nella vita quotidiana e nell’attività delle congregazioni locali”. Ancorché molti Seminari cristiani e cattolici e diverse Facoltà teologiche includano già nei loro curricula elementi di educazione ed etica ambientale, “vi è ancora spazio per ulteriori sviluppi e miglioramenti nella formazione dei preti – si legge nella nota della diocesi di Malta -, incentrati specificamente sul Mediterraneo, la sua identità ambientale, i suoi problemi e opportunità”. A tale fine sono auspicabili “maggiore cooperazione regionale in materia di studi religiosi e formazione permanente in ecologia e giustizia sociale”.L’attualità di San Paolo. “In questo anno dedicato alla commemorazione del bimillenario della nascita di San Paolo – proseguono dalla diocesi – avvertiamo di dovere andare oltre le solite celebrazioni, ed esplorare il reale significato, la rilevanza e l’attualità dei suoi insegnamenti”. Di qui l’iniziativa del corso di luglio a Malta, “località del naufragio dell’Apostolo delle genti durante il suo ultimo viaggio verso Roma, e rappresentativo microcosmo degli attuali temi ed emergenze ambientali del Mediterraneo”. Tra gli argomenti che verranno affrontati: l’economia della sostenibilità, le pressioni umane derivanti dallo sviluppo, l’etica e la morale dell’ambiente, il Mediterraneo come area di conflitti religiosi e percorso di luoghi sacri, il ruolo della Chiesa nell’educazione ambientale. Per ulteriori informazioni: www.maltadiocese.org.