CAMPANIA

Misure di solidarietà

Una pubblicazione sulla legge a favore delle vittime della criminalità

“Analizzare i temi della sicurezza, purtroppo quasi sempre abbandonati ai bollettini della cronaca quotidiana, all’insegna di un approccio scientifico”: questo l’obiettivo della pubblicazione “Misure di solidarietà in favore delle vittime della criminalità. Il sostegno della regione e il ruolo delle associazioni”, ad opera dell’assessorato regionale alla sicurezza delle città della Campania. La pubblicazione, che rientra nella più ampia iniziativa dell’Osservatorio sulla sicurezza della Regione Campania, è stata realizzata, in questo mese, in collaborazione con Censis, Adacta, Iprs e “Il Sole 24 Ore”. Nell’instant book, pubblicato in questi giorni e consultabile anche su internet sul sito della Regione (www.regione.campania.it), sono raccolte le iniziative realizzate in questi anni dalla Regione Campania in attuazione della legge 11 del 2004 a sostegno delle vittime della criminalità. All’interno, un’analisi della legge 11, che mette sullo stesso piano le vittime di reati comuni e quelle della criminalità organizzata, il ruolo svolto dalle associazioni e dagli organismi impegnati nel settore, con interventi sulle prospettive della legge, analizzate dai diversi soggetti che lavorano sul tema, e testimonianze dirette di familiari e di vittime della criminalità.La legge. Sono sei, ricorda la pubblicazione, le attività ascrivibili alle linee di intervento della legge 11/04: “Promozione e sostegno alle province e ai comuni, anche in forma associata, per la realizzazione di progetti di sicurezza urbana integrata che hanno come finalità l’aiuto alle vittime di reati e la prevenzione di attività criminali; promozione e sostegno all’associazionismo di settore; acquisizione e catalogazione delle buone pratiche, anche comunitarie ed internazionali, sviluppatesi in materia; promozione di attività di comunicazione e pubblicizzazione sui servizi offerti alle vittime ed ai loro familiari; predisposizione di piani di formazione finalizzati a qualificare operatori del settore ed alla creazione di nuove professionalità; adozione del metodo della consultazione delle associazioni dei familiari delle vittime e degli altri organismi consultivi ed associativi”. Fino a questo momento la legge regionale 11/2004 ha operato per tre annualità, mettendo in campo una dotazione finanziaria complessiva di 7 milioni di euro, con cui sono stati finanziati progetti di Comuni, di Province, di organismi che operano nel settore del contrasto alla criminalità e in favore delle vittime, di organismi di sostegno al credito.La parola ai protagonisti. Nella pubblicazione è dato spazio anche a tre forum. Nel primo la parola è data a tre dirigenti della Regione Campania, Enrico Tedesco, Adele Mascolo e Clementina Quinterno, che spiegano il senso della Fondazione Polis, che dovrebbe essere varata a breve: “La Fondazione è un tentativo di risposta alle criticità che si sono evidenziate nelle prime tre annualità di azione della legge 11. Questo nuovo soggetto dovrà occupare uno spazio che fino a questo momento è rimasto vuoto, sostenendo le iniziative a favore delle vittime di criminalità”. Al secondo forum hanno partecipato, tra gli altri, Lorenzo Clemente, presidente del Coordinamento campano delle vittime innocenti della criminalità, Paolo Siani, fratello del giornalista Giancarlo, ucciso dalla camorra nel 1985, Luca Vitale, figlio di Vincenzo, commerciante di Pimonte ucciso nel 1993.”Le istituzioni – dice Clemente, che è il vedovo di Silvia Ruotolo, uccisa nel 1997 mentre tornava a casa in uno scontro tra clan camorristici – devono sforzarsi di abbattere le barriere che rischiano di crearsi tra il familiare della vittima e il resto della società. Può accadere che il familiare venga lasciato solo, perché magari considerato persona scomoda. Questo non deve assolutamente accadere”.”L’unica cosa importante dello strumento legislativo varato dalla Regione a sostegno delle vittime – sostiene Siani – sta nel fatto che ha riconosciuto che la legge sta dalla nostra parte. È una legge che possiede soprattutto un significato etico”.Per Vitale, “la legge 11 però sconta la lentezza della pubblica amministrazione e la difficile concertazione tra la Regione da un lato, le Province ed i Comuni dall’altro. È su questo aspetto che bisogna incidere, modificando la legge per assicurare effetti immediati”.Alcune criticità. Nel terzo forum si è dato voce ai protagonisti delle organizzazioni antiracket e antiusura. Don Andrea La Regina, presidente della fondazione antiusura Nashak sorta nell’ambito della diocesi di Teggiano-Policastro, evidenzia: “La legge 11 si è rivelata per noi uno strumento estremamente importante, innanzitutto perché ha riconosciuto il contributo di associazioni e Fondazioni che rispondevano ad una serie di drammatiche esigenze esistenti sul territorio”. Con la legge 11, prosegue, “abbiamo poi avviato progetti di sostegno al credito per piccole imprese artigianali, attività per le quali è stata fondamentale la costituzione del fondo”. Per Amleto Frosi, presidente dell’associazione “Alilacco Sos Impresa Campania”, vanno evidenziate alcune criticità della legge regionale: “Innanzitutto non è apparsa vincente la scelta degli enti locali come soggetti propositivi delle azioni di sostegno alle vittime. Un altro limite è il fatto che ha un raggio troppo ampio per le sue disponibilità economiche”.a cura di Gigliola Alfaro(28 marzo 2008)