Sydney 2008

Un tesoro da scoprire

Turchia: 12 giovani pronti a partire per la Gmg

È un anno importante, il 2008, per i giovani cattolici turchi impegnati non solo nella preparazione dell’Anno Paolino, che si aprirà il 21 e 22 giugno a Tarso, ma anche della Giornata mondiale della Gioventù che si svolgerà a Sydney dal 15 al 20 luglio 2008. “In Australia non sarà presente una delegazione numerosa – spiega al Sir mons. Luigi Padovese, presidente della Conferenza episcopale turca – ma significativa. Grandi sono infatti le difficoltà da superare in ordine ai costi e alla durata. La partecipazione turca è stata resa possibile solo grazie all’aiuto di uno sponsor. La Chiesa cattolica turca è molto povera”. Dalla Gmg e dall’Anno Paolino la Chiesa cattolica turca si attende molto sia per un rinnovato slancio pastorale che di approfondimento della fede. (Sull’argomento cfr SIR Europa 17/2008)Eccellenza, ci saranno giovani turchi alla Gmg di Sydney?“Dalla Turchia sarà presente una delegazione di dodici giovani, almeno fino ad ora, ma speriamo che altri possano aggiungersi, rappresentanti dei quattro riti cattolici della Turchia: latino, armeno, caldeo e siro-cattolici. A guidarli sarà il corepiscopo siro-cattolico mons. Saag”.Dodici giovani, un numero simbolico. È proprio così?“Nel numero non c’è nulla di simbolico ma è legato al numero delle diocesi. Quelle latine sono tre, con sei giovani partecipanti, due sono le armene, due le caldee e due le siro-cattoliche. Ma, ripeto, c’è la speranza che anche altri giovani possano unirsi. Il viaggio è molto costoso e sia la chiesa turca, che è molto povera, che gli stessi giovani, non possono permettersi un esborso economico così alto”.In che modo, allora, si sono pagati la partecipazione alla Gmg?“La loro partecipazione è stata resa possibile unicamente grazie al contributo dell’associazione “Aiuto alla Chiesa che soffre” (Acs). Altrimenti sarebbe stato impossibile”.In altri Paesi europei le Chiese stanno organizzando degli eventi paralleli per permettere ai giovani di seguire da casa la Gmg. Farete lo stesso anche in Turchia?“Per chi resta qui non si prevede nessun evento parallelo alla Gmg australiana. I nostri giovani sono pochi e il fatto di appartenere a riti diversi crea qualche difficoltà; la Chiesa turca poi non può permettersi di organizzare grossi eventi. A complicare il tutto c’è anche il territorio immenso del Paese. Radunare i giovani sarebbe uno sforzo troppo grande sotto diversi punti di vista”.Se dovesse tracciare un identikit di un giovane turco cristiano come lo farebbe?“I giovani turchi cristiani vivono in una realtà di cultura tipicamente musulmana ma provengono da famiglie che hanno tenuto fede alla loro identità. Quello che si nota è che si lasciano un po’ omologare. Sono cristiani, sono consapevoli di esserlo ma manca un approfondimento della propria fede. Il rischio è quello di avere ricevuto un tesoro importante, la fede appunto, ma per molti è ancora sotto terra. Hanno il terreno, sanno che c’è un tesoro, ma non l’hanno ancora visto o scoperto. Scoprire il tesoro della fede: questa è l’esperienza che sono chiamati a fare cosicché una volta tornati nelle loro chiese locali potranno raccontare quello che hanno visto e vissuto a Sydney, contagiando i loro coetanei”.È questo che vi attendete dai “dodici”, e qui mi lasci passare la simbologia, che andranno a Sydney?“Certamente. La speranza che riponiamo in coloro che andranno a Sydney, che siano dodici o più, è quella che tornino con un entusiasmo contagioso che, in un ambiente come quello turco in cui i cristiani sono netta minoranza, sarebbe un grande frutto. Esperienze come la Gmg danno il senso dell’identità e dell’appartenenza e quindi possono aiutare i nostri giovani a riscoprire la gioia e la consapevolezza dell’essere cristiani. In una parola: essere confermati nella fede”.