ISLAM
Ferme condanne da tutta Europa al film olandese “Fitna”
A dispetto degli appelli dei responsabili olandesi, timorosi di una crisi internazionale paragonabile a quella scatenata dalla diffusione delle caricature danesi di Maometto, un deputato dell’estrema destra olandese, Geert Wilders, ha diffuso giovedì 27 marzo via internet il controverso cortometraggio dal titolo ‘Fitna’ (che in arabo significa “divisione e discordia in seno all’Islam”) nel quale si dipingono il Corano e la religione islamica come nemici della libertà. In una dichiarazione in tv, il primo ministro olandese Jan Peter Balkenende si è fermamente dissociato da questa iniziativa affermando: “Il film associa Islam e violenza, noi respingiamo questa interpretazione”. Ma nel mondo, il cortometraggio ha provocato una vasta ondata di reazioni e manifestazioni soprattutto nei paesi a maggioranza musulmana. Forte la condanna delle Chiese cristiane in Europa e negli altri continenti. Il film. Pubblicato in due versioni, inglese e olandese, sul sito LiveLeak.com, il film dura circa un quarto d’ora ed è preceduto da un’avvertenza: attenzione, immagini scioccanti. Il collage di scene è realizzato da Geert Wilders, 44 anni, fondatore e capo del Partito della libertà, che conta 9 deputati sui 150 del parlamento olandese. Si passa infatti dai terribili fotogrammi sulla strage delle Torri Gemelle a quelle dell’attentato di Madrid alla stazione di Atocha. C’é anche l’inquietante intervista alla figlia di una donna kamikaze, che mostra una bimba in tenera età già indottrinata e pronta al sacrificio, come la madre morta in un attentato suicida. Compare anche la famosa vignetta di Maometto col turbante-bomba, pubblicata due anni fa su un quotidiano danese. L’allerta, nei Paesi Bassi e non solo, è al massimo livello, anche perché nelle scorse settimane l’annuncio della pubblicazione del film aveva già provocato non solo proteste, ma era stato seguito da vere e proprie minacce contro le autorità olandesi. Domenica 30 marzo, gli studenti di una scuola coranica in Indonesia hanno manifestato nell’isola di Giava e il ministro per gli affari sociali del Paese aveva chiesto alle organizzazioni islamiche di manifestare contro il film. A Karachi il ministro degli esteri pakistano ha convocato l’ambasciatore olandese a Islamabad per “protestare vivamente” contro la diffusione su internet di un film anti islam. Stessa cosa è avvenuta in Iran dove il ministero degli esteri ha convocato l’ambasciatore olandese e l’incaricato di affari della Slovenia, che è presidente di turno dell’Ue. Le Chiese cristiane. Unanime la condanna al film da parte delle Chiese cristiane. Il Consiglio delle Chiese olandesi – in una nota del segretario generale Klaas van der Kamp – parla di “una deprecabile caricatura dell’Islam”. “Le Chiese olandesi – si legge nella nota – credono che la società non dovrebbe essere guidata dalla paura. Se esistono problemi tra i vari gruppi che la compongono, vanno risolti soltanto con il dialogo reciproco”. Nella nota viene ricordato che, “attraverso le immagini di attacchi terroristici da collegare ad elementi estremisti all’interno dell’Islam, Wilders diffonde un’immagine unilaterale di questa religione. Le Chiese riconoscono gli orrori della violenza e aborriscono ovviamente qualsiasi forma di terrorismo”. Ma “il film di Wilders” oltraggia ciò “che è sacro per gli altri”. Per il direttore del “programma sul dialogo interreligioso” del Consiglio mondiale delle Chiese (Wcc), rev. Shanta Premawardhana, si tratta di un “chiaro caso di islamofobia”: “attraverso l’uso delle immagini, il regista dipinge la violenza dell’estremismo senza alcun tentativo di distinguerlo da ciò che è l’Islam”. Ferma la condanna anche da parte del Consiglio europeo “ Religions for peace“. “Possiamo sperare e pregare – dice il segretario generale rev. Vebjorn Horsfjord – che questa potenziale crisi nelle relazioni tra musulmani e la popolazione in Europa possa essere convertita in una opportunità per un più profonda comprensione, rispetto e dialogo”. La Chiesa italiana. Associare islam e violenza è “un’identificazione che nasce da pregiudizio e ignoranza”. Così mons. Vincenzo Paglia, vescovo di Terni-Narni-Amelia e presidente della Commissione episcopale per l’ecumenismo e il dialogo, commenta la diffusione via internet di “Fitna”. “Ciò non vuol dire – aggiunge mons. Paglia – che tra i musulmani non vi siano violenze, ma quel che è da evitare è l’identificazione tout court dell’Islam e di tutti i suoi seguaci con la violenza”. “È quindi urgente – sottolinea – favorire la conoscenza e non il pregiudizio, pena una pericolosa irresponsabilità”. “Purtroppo non di rado assistiamo alla strumentalizzazione della religione per fini che religiosi non sono, ed è in questa prospettiva che bisogna intervenire, anche praticando l’arte del dialogo, dell’incontro, essendo fermi nel condannare ogni violenza. Ma tutto questo richiede sapienza e fermezza, conoscenza e pazienza”.