ABRUZZO
Per la gestione integrata dei rifiuti
Ridurre la produzione dei rifiuti, promuovere la raccolta differenziata, individuare le forme di un adeguato recupero energetico: questi gli obiettivi della legge n. 45 “Norme per la gestione integrata dei rifiuti” emanata dalla Regione Abruzzo lo scorso 21 dicembre al fine di “preservare le risorse naturali e proteggere la salute umana e l’ambiente, con particolare riferimento ai valori naturali e paesaggistici del territorio regionale”. La legge – che dà attuazione alla normativa nazionale del 2006 in materia ambientale (d.lgs 152/2006) – individua nel dettaglio le competenze in materia di Regione, Province, Comuni; questi ultimi costituiscono in ciascun Ato (Ambito territoriale ottimale), un consorzio obbligatorio denominato Autorità d’ambito (AdA), che gestisce in modo unitario tutte le funzioni amministrative spettanti ai Comuni nel settore della gestione dei rifiuti. È previsto un piano regionale per la loro gestione integrata e l’istituzione di un “Osservatorio regionale rifiuti” con il compito, tra gli altri, di adottare un sistema informatizzato che consenta il veloce aggiornamento dei dati statistici raccolti, l’integrazione tra le informazioni e i sistemi degli enti interessati, la loro analisi e monitoraggio. Ai fini dello sviluppo del recupero e del riciclo, viene definito un programma d’azione per la sostenibilità ambientale dei consumi pubblici che prevede la promozione di “acquisti verdi” da parte delle amministrazioni e l’approvvigionamento di beni attraverso prodotti provenienti dal mercato del riciclaggio.Migliorare la vita. “Si tratta di una legge strutturata che affronta in maniera organica tutte le competenze e i processi legati allo smaltimento dei rifiuti e l’abbiamo accolta positivamente”: è questo il giudizio di Antonio Centi, presidente di Anci (Associazione nazionale Comuni d’Italia) Abruzzo. “È importante – prosegue Centi – che la materia sia regolata in modo non settoriale ed è giusta la prospettiva finalizzata alla riduzione dei rifiuti e al riciclaggio. Nella concreta attuazione occorrerà, però, prevedere sostegni adeguati, soprattutto per i Comuni più piccoli anche se inseriti in Ato”. Ad esempio, “è interessante la sperimentazione dei servizi di raccolta differenziata domiciliari o di prossimità, il c.d. porta a porta, però è un sistema che per funzionare bene presuppone almeno 1000-1500 abitanti. In Abruzzo sono presenti 277 Comuni al di sotto di 5 mila abitanti e all’incirca 190 di questi contano tra i 300 e i 1.000 abitanti. D’altra parte, l’ottica della legge deve essere quella di migliorare la vita di tutti, non di sanzionare; le multe in caso di comportamenti inadempienti sono necessarie, ma per prima cosa occorre mettere i Comuni nella condizione di fare”.Comuni virtuosi e regioni negligenti. La legge regionale 45/2007 prevede incentivi per i Comuni maggiormente attivi nella riduzione della produzione dei rifiuti e nella raccolta differenziata. “Occorre – commenta Centi – che i premi regionali arrivino in tempi ragionevoli, altrimenti il Comune che ha realizzato un investimento, magari a scapito delle politiche sociali, si trova penalizzato e non premiato. L’efficacia della legge si fonda sulla sua credibilità; premi tempestivi possono avere un effetto di trascinamento positivo dei Comuni pigri, stimolati a partecipare ad una gara che deve essere per tutti al rialzo e non al ribasso”. La legge stabilisce anche il divieto di smaltire in impianti localizzati nel territorio abruzzese i rifiuti urbani non pericolosi prodotti in altre regioni: non viene meno, in qualche modo, un principio di solidarietà nazionale? “La logica, così come per la previsione degli Ato – spiega Centi – è quella di spingere ogni territorio a responsabilizzarsi e a trovare le strade migliori per lo smaltimento dei rifiuti, senza la facile soluzione di inviarli altrove con un notevole aggravio di costi. Ciò non toglie che le autorità regionali possano adottare provvedimenti d’urgenza in caso di necessità: l’Abruzzo è stata una delle prime regioni a dare disponibilità all’accoglimento dei rifiuti della Campania in seguito all’emergenza verificatasi”.Il ruolo dell’informazione. Decisivo per il raggiungimento degli obiettivi fissati dalla legge saranno le campagne previste di comunicazione e informazione al cittadino: “Per non essere per sempre alle prese con il problema rifiuti – afferma Enzo De Berardis, responsabile di Acli Anniverdi di Teramo – occorre informare su quali comportamenti adottare. Per questo le Acli sono attive nelle iniziative di sensibilizzazione dei cittadini; oggi, infatti, anche per chi vuole attivarsi nella raccolta differenziata, non è ancora chiaro, ad esempio, come separare le varie categorie di rifiuti”. È d’accordo Centi: “Non si tratta solo dividere i sacchetti della spazzatura, ma di abituarsi a scegliere, e quindi premiare, ciò che viene prodotto con meno spreco di imballaggi, meno produzione di rifiuti. Abituarsi, cioè, a una nuova concezione della vita che premi la sobrietà a vantaggio dell’ambiente e a garanzia della sua bellezza”.a cura di Chiara Santomiero(09 aprile 2008)