Decolla la telefonia mobile sugli aereiLa Commissione approva un nuovo quadro normativo che stabilisce le condizioni per l’avvio dei servizi di telefonia mobile sugli aerei. Di fatto ogni viaggiatore potrà a breve utilizzare il proprio cellulare per chiamate e messaggi durante i voli in Europa. “Il 90% dei passeggeri aerei, che già porta il proprio cellulare a bordo – spiega la commissaria Viviane Reding – sarà raggiungibile durante i voli”. La notizia è stata accolta in maniera positiva dalle compagnie (alcune, come Air France, sono già tecnicamente pronte per introdurre la novità) e da molti viaggiatori, mentre altri apprezzavano la “tranquillità” di un volo indisturbato. “Per attuare questo servizio – spiega la Reding – occorreva una normativa valida per tutto lo spazio aereo” del continente. L’Esecutivo si attende ora che “le offerte tariffarie degli operatori siano trasparenti e innovative. I servizi di telefonia mobile a bordo possono essere molto interessanti, soprattutto per coloro che hanno necessità di comunicare ovunque si trovino. Tuttavia, se i consumatori riceveranno bollette astronomiche il servizio non decollerà”. Resta inoltre aperto il problema di “creare sugli aerei le condizioni necessarie affinché coloro che utilizzano il cellulare non disturbino gli altri passeggeri”. Eurostat: l’Europa delle micro impreseUn’economia costellata da imprese di piccole e piccolissime dimensioni: è il quadro che emerge dal rapporto Eurostat diffuso l’8 aprile a Bruxelles. Nell’era della globalizzazione e delle multinazionali, l’Ufficio statistico della Commissione Ue registra una situazione “frammentata” nei paesi membri. “La quasi totalità delle imprese” attive in Europa nel 2005 – ultimo dato disponibile – sono “micro, piccole o medie aziende”. Le prime, fino a 9 dipendenti, sono il 92% del totale (la ricerca riguarda tutte le imprese, salvo quelle del settore agricolo, quelle pubbliche e finanziarie) e danno lavoro a 38 milioni di persone, ossia il 30% della manodopera Ue. Le micro imprese caratterizzano in particolare i sistemi produttivi di Grecia, Italia, Portogallo; sono meno diffuse in Germania, Danimarca, Romania. L’importanza relativa delle micro, delle piccole (da 10 a 49 dipendenti) e delle medie imprese (fino a 249 addetti) in termini di impiego e di creazione di ricchezza è però “inferiore al loro peso nel numero di aziende”, spiega il rapporto Eurostat. Le grandi aziende, infatti, che nell’Ue sono 40mila (0,2% delle imprese), “assicurano il 33% di occupazione e generano il 42% di valore aggiunto complessivo”.Ue, “preoccupazione per lo Zimbabwe”L’Unione europea ha seguito “con attenzione” le elezioni nello Zimbabwe del 29 marzo e “plaude alla determinazione della popolazione nell’esercitare il diritto democratico fondamentale a votare”. “Incoraggia ora tutte le parti interessate a mantenere questo approccio costruttivo”. La presidenza di turno slovena del Consiglio Ue interviene sulla vicenda del paese africano, che sta attraversando una difficile fase di transizione. Il ritardo nella diffusione ufficiale dei risultati del voto e il braccio di ferro tra le parti politiche rischiano di gettare il paese nel caos. “Sono preoccupato per ciò che sta accadendo nello Zimbabwe”, ha spiegato mercoledì 9 aprile nella sala stampa della Commissione il presidente José Manuel Barroso. “Ci sono stati troppi ritardi nei risultati elettorali, mentre la gente ha diritto a una procedura democratica certa e trasparente”. Allo stesso tempo “il paese ha bisogno di un governo che avvii la lotta contro la povertà estrema e che punti al rilancio dell’economia”. Allo Zimbabwe, secondo Barroso, servono “stabilità istituzionale, aiuti internazionali dall’Ue e dall’intera comunità internazionale e buoni rapporti con i paesi africani vicini”. Consiglio d’Europa: religioni e cultureLa dimensione religiosa del dialogo interculturale è stato il tema al centro di un dibattito svoltosi a Strasburgo martedi 8 aprile nella sede del Consiglio d’Europa. Presenti esponenti del CdE, politici, personalità religiose, accademici e giornalisti, l’incontro è stato introdotto da una relazione di Jean-Paul Willaime, che ha sottolineato “l’utilità del dialogo tra comunità religiose e non credenti: un confronto basato su obiettivi chiari e sui valori contenuti nei testi del Consiglio d’Europa”, relativi a democrazia, pace, diritti umani e libertà fondamentali, diversità culturale. “Il Consiglio d’Europa adotta un approccio laico i cui elementi chiave sono l’intelligenza e il dialogo; un approccio che appartiene a tutti gli europei”, ha spiegato il professore. Il relatore ha ricordato che il CdE “si sta occupando dell’insegnamento di fatti religiosi e relativi alle convinzioni nell’ambito dell’istruzione scolastica pubblica destinata a tutti i bambini”. Ampio il dibattito che ne è seguito. Il Comitato dei ministri CdE rifletterà sui risultati della giornata il prossimo 7 maggio e deciderà su ulteriori iniziative circa la dimensione religiosa del dialogo interculturale.