La libertà è per il bene

IL PAPA NEGLI USA

“Vengo come amico e annunciatore del Vangelo, come uno che rispetta grandemente questa vasta società pluralistica”. Ad assicurarlo è stato il Papa, nel suo primo discorso ufficiale in terra americana, pronunciato il 16 aprile – giorno del suo 81° compleanno – alla Casa Bianca di Washington. “I cattolici americani hanno offerto, e continuano ad offrire, un eccellente contributo alla vita del loro Paese”, ha esordito Benedetto XVI, auspicando che il suo ottavo viaggio apostolico internazionale “possa essere fonte di rinnovamento e di speranza per la Chiesa negli Stati Uniti e rafforzi la determinazione dei cattolici a contribuire ancor più responsabilmente alla vita della Nazione, della quale sono fieri di essere cittadini”. L’altro discorso del 16 aprile il Papa lo pronuncerà durante l’incontro con i vescovi Usa. Il 17 aprile è il giorno della Messa al National Stadium di Washington e di altri due discorsi: agli universitari cattolici e ai rappresentanti di altre religioni. Venerdì l’atteso discorso all’Onu.

“Credenze religiose”, società e politica. “Sin dagli albori della Repubblica, la ricerca di libertà dell’America è stata guidata dal convincimento che i principi che governano la vita politica e sociale sono intimamente collegati con un ordine morale, basato sulla signoria di Dio Creatore”. Così il Papa ha “riletto” il ruolo che hanno svolto nella storia americana “non solo i cattolici, ma tutti i credenti”: una “convinzione”, questa, su cui si basarono “gli estensori dei documenti costitutivi di questa Nazione”, quando “proclamarono la verità evidente per se stessa che tutti gli uomini sono creati eguali e dotati di inalienabili diritti, fondati sulla legge di natura e sul Dio di questa natura”. “Il cammino della storia americana – le parole del Pontefice – evidenzia le difficoltà, le lotte e la grande determinazione intellettuale e morale che sono state necessarie per formare una società che incorporasse fedelmente tali nobili principi”. “Lungo quel processo, che ha plasmato l’anima della Nazione – ha sottolineato il Papa – le credenze religiose furono un’ispirazione costante e una forza orientatrice, come ad esempio nella lotta contro la schiavitù e nel movimento per i diritti civili”.

Libertà e democrazia. “Anche nel nostro tempo, particolarmente nei momenti di crisi, gli Americani continuano a trovare la propria energia nell’aderire a questo patrimonio di condivisi ideali e aspirazioni”, ha osservato il Pontefice, aggiungendo: “Ora che la Nazione deve affrontare sempre più complesse questioni politiche ed etiche, confido che gli americani potranno trovare nelle loro credenze religiose una fonte preziosa di discernimento e un’ispirazione per perseguire un dialogo ragionevole, responsabile e rispettoso nello sforzo di edificare una società più umana e più libera”. Poi il Papa si è soffermato su uno dei principi-cardini dello Stato americano, la “difesa della libertà”, che “non è solo dono, ma anche un appello alla libertà personale”, e in quanto tale “chiama a coltivare la virtù, l’autodisciplina, il sacrificio per il bene comune e un senso di responsabilità nei confronti dei meno fortunati”, ed “esige il coraggio di impegnarsi nella vita civile, portando nel pubblico ragionevole dibattito le proprie credenze religiose e i propri valori più profondi”. Per Benedetto XVI, “la libertà è sempre nuova”, è “una sfida posta ad ogni generazione, e deve essere costantemente vinta a favore della causa del bene”. “La democrazia può fiorire soltanto, come i vostri Padri fondatori ben sapevano – ha ammonito il Papa – quando i leader politici e quanti essi rappresentano sono guidati dalla verità e portano la saggezza, generata dal principio morale, nelle decisioni che riguardano la vita e il futuro della Nazione”.

Onu e “solidarietà globale”. “Incoraggiare gli sforzi in atto per rendere quella istituzione una voce ancor più efficace per le legittime aspettative di tutti i popoli del mondo”. Sarà uno degli “spunti” dell’atteso discorso del Papa all’Onu. A rivelarlo è stato lo stesso Benedetto XVI, nel discorso alla Casa Bianca. “Da ben oltre un secolo, gli Stati Uniti d’America hanno svolto un ruolo importante nella comunità internazionale”, ha sottolineato il Pontefice, secondo il quale “nel 60° anniversario della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo, l’esigenza di una solidarietà globale è più urgente che mai, se si vuole che tutti possano vivere in modo adeguato alla loro dignità, come fratelli e sorelle che abitano in una stessa casa, attorno alla mensa che la bontà di Dio ha preparato per tutti i suoi figli”. In particolare, il Papa ha espresso la “fiducia” che la “preoccupazione per l’ampia famiglia umana”, tipicamente americana, “continuerà a trovare espressione nel sostenere gli sforzi pazienti della diplomazia internazionale volti a risolvere i conflitti e a promuovere il progresso”, in modo che “le generazioni future saranno in grado di vivere in un mondo dove la verità, la libertà e la giustizia possano fiorire – un mondo dove la dignità e i diritti dati da Dio ad ogni uomo, donna e bambino, vengano tenuti in considerazione, protetti e promossi efficacemente”.

(17 aprile 2008)