PUGLIA
Disegno di legge per gli immigrati
L’8 aprile la Giunta regionale ha approvato lo schema di disegno di legge per l’accoglienza e l’integrazione degli stranieri immigrati in Puglia, per il quale è stato avviato l’iter consiliare. Sono previsti la Consulta regionale per l’integrazione, l’Osservatorio sull’immigrazione e il diritto d’asilo, il Registro delle associazioni degli immigrati, l’indizione ogni 3 anni della conferenza regionale sull’immigrazione. Le politiche per l’integrazione prevedono un Piano regionale per l’immigrazione, l’accesso ai servizi sanitari anche grazie ai mediatori linguistico-culturali, l’integrazione culturale anche con interventi di alfabetizzazione, la formazione professionale, programmi per l”inserimento lavorativo e l’accesso alla casa, l’accoglienza di richiedenti asilo e rifugiati, programmi contro violenza, tratta e discriminazione. Secondo l’Istat, gli stranieri residenti nel 2006 erano 51.242 (+46% rispetto al 2002), concentrati in particolare nelle province di Bari e Foggia. Si registra un forte incremento di provenienze dall’area balcanica-est europea e dall’Estremo Oriente.Nel segno dell’integrazione. “Il giudizio complessivo è positivo”, esordisce don Raffaele Sarno, delegato regionale della Caritas pugliese, che ha fatto parte della commissione ristretta di lavoro che ha prodotto il testo del ddl. “Il testo ha diversi punti di forza, dalle proposte sanitarie alla formazione professionale, dall’istruzione alle prospettive di lavoro” e soprattutto “favorisce l’integrazione, poiché se è indubitabile che siamo in società multiculturale, è pur vero che, di fatto, esiste una mancata integrazione”, prosegue. Le proposte del testo “vanno tutte verso questo obiettivo”, attraverso la realizzazione di “una rete di servizi a cui gli immigrati possono accedere, anche per mezzo dei Piani sociali di zona”. Adesso “questi servizi sono di difficile accesso”, spiega. “Sono un po’ deluso – riprende – per il reinserimento dei detenuti stranieri. La nostra proposta prevedeva un maggiore intervento per favorire le misure alternative, dato che alle persone immigrate manca il supporto che hanno gli italiani a livello territoriale”. E’, infatti, “difficile” che un immigrato “possa avere gli arresti domiciliari o la semiliberta”. Tuttavia, prosegue “anche in questo campo la legge nazionale dà poche opportunità”. L’articolato, dice, “è subordinato alla legge nazionale, che mette dei paletti”. Proposta della base. Quella approvata dalla giunta regionale “è una proposta che parte dalla base” e da lontano. “Nel 2005, ad un forum di associazioni che si occupano di immigrazione proponemmo la bozza, che poi è stata fatta propria dalla Regione”, con alcune modifiche. “E’ stato importante che la Regione abbia proposto 2 anni fa l’iniziativa ‘Pugliaperta’, una assise a cui hanno partecipato le associazioni per un confronto sulla proposta di legge”, per la quale, lo scorso marzo, la Regione ha avviato una nuova fase di consultazione. La casa al centro. Anche per don Antonio Mottola, responsabile della pastorale sociale e del lavoro della diocesi di Cerignola-Ascoli Satriano, “è positivo il giudizio sul disegno di legge”. Questa “fa riferimento sia a lavoratori comunitari che extra comunitari ma con diritto di soggiorno”, a fronte di una vasta presenza di non regolari. “Sulla praticità delle azioni da metter in campo – aggiunge – c’è da fare di più. Per esempio da noi la presenza di immigrati è concentrata nella agricoltura. Il datore di lavoro dice, stando la situazione economica attuale, che non può pagare più di 30 euro al giorno il lavoratore, perché altrimenti non sarebbe più conveniente tenerlo. Ecco che mi viene da pensare a forme di sussidiarietà: siccome non si riesce a dare un compenso equo al lavoratore, per venire incontro agli stranieri, per esempio, si poteva pensare ai contributi ai fini pensionistici”, mentre il datore di lavoro poteva pagare “solo il lavoro materiale che l’immigrato fa”. Il ddl opera “uno sforzo di coinvolgere le realtà presenti sul territorio regionale, come l’esempio della Consulta dimostra,che portano ad una ricchezza di proposte per il futuro”. Oltre che “assicurare un lavoro, per eliminare quello nero”, per Mottola è centrale la “questione della abitazione: occorre moltiplicare i centri di accoglienza sociale”, in attesa di creare le abitazioni per le famiglie, “perché i cittadini stranieri aumentano e se ne notano tanti abbandonati a se stessi, che vivono in miseria, senza salubrità e dignità”. “Lo scorso anno il vescovo e il consiglio presbiterale ritennero importante dare un segnale forte”, dice, riferendosi alla firma del protocollo con il Comune Cerignola per la gestione, ad opera della associazione San Giuseppe, di un “albergo diffuso” per immigrati, con un centinaio di posti, finanziato dalla Regione. La struttura su cui sorge l’albergo e l’associazione accolgono immigrati da dieci anni e sono state volute dalle 5 diocesi di Capitanata. “Trovo positiva – conclude – l’istituzione dell’osservatorio regionale”, che si affiancherà “a quelli provinciale e diocesano”.a cura di Antonio Rubino(22 aprile 2008)