Lituania

Restituire valore al dono della vitaUn incoraggiamento a restituire valore al dono della vita: questo, in sintesi, il contenuto del messaggio che i vescovi lituani hanno rivolto ai fedeli in occasione della Giornata per la vita, celebrata lo scorso 21 aprile. “Noi adulti, presi dalle preoccupazioni della quotidianità – si legge nel testo -, non comprendiamo più la vita in modo autentico e quanto sia bello vivere. I bambini possono diventare” in questo “un aiuto indispensabile. Con il loro amore incondizionato per il padre e la madre, dimostrano quanto bene procura il vivere alla presenza di Dio e quanto grande è la missione della paternità e della maternità”. “Siate generosi quando decidete quanti figli avere” esortano i vescovi, rammentando che “non a caso, secondo le statistiche, le famiglie che hanno più figli si separano di meno, e i loro figli non conoscono la noia o la solitudine”, mentre “la necessità di risparmiare le risorse materiali” è ricompensata “in abbondanza con la gioia della comunità”. La Chiesa “si preoccupa per il benessere della famiglia ed auspica politiche ad essa favorevoli – si legge ancora nel messaggio -. Allo stesso momento invita i lituani a non aspettare di raggiungere il livello economico degli altri Stati europei per poter dare la vita ad un secondo o ad un terzo bambino”. Per i vescovi, “cercando la realizzazione nella sfera professionale è facile dimenticare che la procreazione – che è collaborazione con Dio nella creazione e nella crescita della persona umana – dà alla vita un senso profondo, difficilmente sostituibile con qualsiasi tipo di attività o successo professionale”. “Fare crescere felice e spiritualmente forte l’uomo – ammoniscono – è il senso della vocazione paterna”. “Parlando della vita non si può dimenticare il doloroso tema degli aborti” osservano ancora i presuli, rilevando che “una delle cause principali di essi è la mancata consapevolezza che non permettendo a questo piccolo, fragile ‘inizio’ di vita nuova (l’embrione) di svilupparsi, si perde la possibilità di avere una persona, una persona che ti amerà come nessun altro”. Una perdita che, affermano, “rimane a lungo negli abissi dell’anima” e con il passare del tempo “non diminuisce, ma anzi, si rafforza, rivelandosi una dolorosissima esperienza”. Pertanto, è la conclusione del messaggio, “difendendo la vita, la Chiesa vuole proteggere anche il cuore di una madre e di un padre dal senso di colpa e di delusione per la propria vita”. Un ambiente favorevole alle vocazioni”La Chiesa prega il Signore affinché mandi più lavoratori nelle sue vigne” per “proclamare la sua parola” donandosi “nel generoso servizio agli altri”. Esordisce così il messaggio dei vescovi lituani per la Giornata mondiale delle vocazioni, celebrata lo scorso 13 aprile su “Le vocazioni al servizio della Chiesa-missione”. “Da secoli – scrivono i presuli – il Signore mediante l’imposizione delle mani consacra gli uomini attraverso i quali continua portare la salvezza al mondo”. “Per questo importante servizio Dio stesso sceglie e chiama le persone”, non secondo apparenze o criteri umani, “ma guardando all’interno del cuore dell’uomo” perché “tutte le vocazioni spirituali provengono da Lui”. Di qui l’invito alla preghiera perché i “chiamati da Dio” rispondano con coraggio a questa chiamata”. Secondo i presuli ciò non è tuttavia sufficiente: “senza dubbio è Dio stesso a chiamare, ma spetta “alla comunità ecclesiale, a tutti noi, creare l’ambiente favorevole alle vocazioni”.”I genitori – esortano allora i vescovi – dovrebbero rallegrarsi che i loro figli si scelgano la strada del sacerdozio, incoraggiarli e aiutarli, ma affinché questo avvenga, occorre che i credenti ritrovino e comprendano di nuovo il valore e il significato del sacerdozio”. Centrale, per i vescovi, “la vitalità delle nostre parrocchie e comunità. L’esperienza mostra che le vocazioni abbondanti e buone nascono nelle parrocchie dove i credenti non solo vivono una vita personale di fede, ma sono ben inseriti in comunità” all’interno delle quali “i giovani, potendo sperimentare concretamente la fede”, percepiscono “l’importanza del sacerdozio” sentendosi “necessari per i credenti”. Secondo i presuli, “non è vero che oggi i ragazzi non sono disponibili al servizio”; anzi “se avvertiranno il sacerdozio come un importante servizio ne sceglieranno la strada”. Altrettanto decisivo, concludono, il ruolo delle famiglie nelle quali “la fede va sviluppata e approfondita”. “Come voi avete bisogno dei sacerdoti – è il monito ai genitori – cosi loro hanno bisogno di voi”.