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Il discorso di Benedetto XVI all’Onu
C’è un aspetto del discorso di Benedetto XVI all’Onu, il 18 aprile scorso, che mi sembra dia particolarmente da pensare all’Europa.E’ la necessità di dare un contenuto e un fondamento a quelli che chiamiamo i valori, i diritti e i doveri, che devono guidare l’agire dei singoli e dell’umanità, per uscire della retorica e dal caos delle interpretazioni. In Europa troviamo facilmente consenso nel fare l’elenco dei valore e dei diritti. Ma i problemi e la retorica emergono quando guardiamo ciò che accade di fatto o ci confrontiamo sui contenuti di queste parole: sono spesso parole senza contenuto. Che contenuto ha la parola dignità umana nel dibattito sull’eutanasia? O in quello della sperimentazione o uso delle cellule staminali embrionali? O nel rapporto tra i nostri Paesi europei e i paesi del mondo dove si muore per fame o per violenza? E’ veramente la giustizia il criterio del rapporto tra l’Europa e l’Africa? Nel suo discorso il Papa mostra l’urgenza storica di fare l’impegnativo cammino di trovare un fondamento comune ai valori e ai diritti, per non vedere corrodere il loro contenuto; per non perderli nell’anarchia delle interpretazioni, come se il contenuto dei valori fosse relativo alle diverse culture, filosofie, ideologie…; per non ridurli a qualcosa di meramente pragmatico su cui gli uomini tentano di mettersi d’accordo per rendere il viaggio della vita sopportabile, con meno incidenti possibili e anche per non livellare il piano dei diritti a quello della sola legalità, quasi che i diritti fossero decisi dai legislatori.Su cosa si potrebbe fondare un organismo universale come l’Onu se non ci fossero valori, diritti e principi stabili che hanno il medesimo contenuto per tutta l’umanità? Come possiamo procedere nella costruzione dell’unità europea se non abbiamo valori, diritti e principi validi per tutti i paesi europei? L’Europa è solo una realtà pragmatica? Cosa può fondere un “bene comune” europeo? Come coinvolgere tutti i Paesi europei, in particolare quelli dell’Europa centroorientale, nel decidere le regole dell’Ue, senza dipendere dai pochi più forti? Come trovare un fondamento che obblighi “l’Europa all’assunzione di responsabilità per le grandi sfide planetarie come l’ambiente o la pace?Benedetto XVI indica anche le tappe di questo cammino per il ritrovamento delle fondamenta.I diritti sono universali, indivisibili e interdipendenti in quanto riguardano la persona umana. La persona ha un’origine comune e la sua dignità precede Stati, istituzioni e interessi particolari: è universale. La persona umana è una e non può essere considerata a frammenti, quindi i diritti umani sono indivisibili. La persona umana, nella sua essenza è rapporto con le altre persone, quindi i diritti sono mai qualcosa di individualistico. Nella persona umana è inscritta una legge naturale comune in tutte le culture e civiltà. La ragione umana è capace di cogliere questa legge inscritta nel reale e nella persona. Infine la persona umana è aperta al trascendente e costituita dal rapporto con il trascendente. L’esperienza religiosa dischiude il valore ultimo e sorprendente della persona, creatura e immagine di Dio. A questo punto il Papa sembra chiedersi: perché gli Stati vogliono assumersi l’esclusiva di rispondere alle attese delle persone e di salvaguardare la dignità delle persone e non danno spazio all’esperienza religiosa che ha un contributo così alto per l’umanità? Non è l’Europa il continente che sembra volere rinunciare a questo contributo unico della dimensione religiosa e trascendente per trovare il senso della vita, per introdurre la novità dell’amore nel rapporto tra le persone e i popoli, per dire l’assoluta dignità della persona?Non è questa una troppo grave responsabilità per gli Stati e le istituzioni pubbliche? Si tratta di dare uno spazio alla religione e non di confondere l’ambito politico con il religioso. D’altra parte è chiara la responsabilità delle religioni di essere autentiche, di non concedere spazi a manipolazioni o strumentalizzazioni del nome di Dio, addirittura per scelte violente. Altrettanto chiara per le religioni è la realtà della autentica laicità dello stato e della realtà pubblica.Negli Stati Uniti risulta che l’ispirazione originaria della laicità sorgesse dalla volontà di dare libertà e autenticità alla dimensione religiosa, riconoscendone il contributo unico per la persona umana e la convivenza dei popoli. Cosa ne pensa l’Europa?