Polonia, Inghilterra, Germania

Polonia: vescovi contro l’abortoIl Consiglio permanente della Conferenza episcopale polacca ha espresso in questi giorni la “ferma condanna” della risoluzione del Parlamento europeo (No 1607 del 16 aprile scorso) che promuove la depenalizzazione dell’interruzione volontaria di gravidanza, e il libero accesso al cosiddetto “aborto sicuro”. “La risoluzione del Parlamento europeo è dannosa sia per i bambini indifesi sia per le loro madri nonché per la società intera”, osservano i vescovi. “Aborto è, e rimane, l’assassinio del bambino totalmente indifeso, in quanto – dal momento del concepimento – egli ha il diritto alla vita, mentre la madre che si trova in una situazione difficile ha sempre diritto a ricevere da parte della società un adeguato sostegno”, scrivono i vescovi, esprimendo “categoricamente” la loro “contrarietà ad ogni tentativo di imporre per vie amministrative dei principi contrastanti la fondamentale sensibilità morale della coscienza umana”. Il cardinale Jozef Glemp che ha preso parte alla riunione del Consiglio e, nella festa della Madonna Regina della Polonia ha celebrato nel santuario di Jasna Gora una solenne liturgia pronunciandosi contro i metodi di fecondazione artificiale ha affermato con forza: “La Polonia di oggi è minacciata da una nuova ideologia che mira soprattutto allo sviluppo individuale a scapito dei principi morali. Una volta, ai tempi del nazismo, l’idea portante era quella della razza umana, più tardi – ai tempi del comunismo – l’ideologia dominante era quella della classe operaia. Oggi l’accento principale si è spostato sull’individuo, per il quale la società è solo il materiale da usare a secondo la propria comodità e piacere”. Il Primate di Polonia ha rimarcato inoltre che la Chiesa, cui compito principale è quello di diffondere la fede, nel caso della fecondazione artificiale “deve difendere la ragione e la razionalità”. Inghilterra: chiudono le agenzie di adozioneE’ la terza agenzia di adozione cattolica a perdere la propria identità a causa della nuova legislazione che impone a qualsiasi istituzione di questo tipo di affidare bambini a coppie omosessuali. Dopo la chiusura di “Catholic Care” nella diocesi di Leeds e l’abbandono della propria identità cattolica di un’analoga agenzia della diocesi di Northampton, anche l’agenzia di adozione “Catholic Children’s Society” di Nottingham interromperà qualsiasi rapporto con la diocesi. Il risultato sarà un’istituzione di tipo secolare con un generico carattere cristiano che considererà per l’adozione anche coppie gay. “Siamo stati costretti a questo e non sono affatto contento”, ha dichiarato il vescovo della diocesi di Nottingham, mons. Malcolm McMahon al settimanale cattolico “The Universe”. Il vescovo di Nottingham McMahon ha scritto a ogni sacerdote della diocesi per spiegare la situazione dicendo che il Primate cattolico di Inghilterra e Galles, il card. Cormac Murphy-O’Connor ha tentato di trovare una via legale che consentisse alle agenzie di adozione cattoliche di evitare la nuova legislazione. “E’ diventato presto chiaro”, ha detto il vescovo nella lettera, “che era impossibile seguire l’insegnamento cattolico senza violare la nuova legge. La decisione di interrompere i rapporti è stata presa con grande tristezza”.Germania: festa del lavoro ad AmburgoLa concomitanza della Festa del lavoro del 1° maggio e della solennità cristiana dell’Ascensione hanno causato un inedito mix ad Amburgo: nella Spielbudenplatz, alle tradizionali manifestazioni del 1° maggio, hanno partecipato anche la Chiesa cattolica e quella protestante. L’unione delle manifestazioni non è stata solo dettata dalla coincidenza di calendario (che avviene di rado, l’ultima volta nel 1913), ma anche dalla crescente fiducia tra Chiese e lavoratori, soprattutto in considerazione della globalizzazione e delle nuove sfide sociali da essa derivanti. “Mi ha sorpreso – ha detto l’arcivescovo di Amburgo, Werner Thissen, – il fatto che nei giorni precedenti si è sempre parlato del presunto rapporto difficile tra Chiese e sindacati, mentre entrambe le organizzazioni vogliono fare qualcosa per le persone”. Le posizioni comuni tra Chiese e sindacati sono emerse dalle richieste relative alla politica sociale: tutti hanno infatti chiesto maggiore equità sociale. “Al primo posto non devono essere posti il denaro e il capitale, ma la persona”, ha affermato la vescova evangelica Maria Jepsen. Da parte sua, mons. Thissen ha definito “inaccettabile” il fatto che “nella sola arcidiocesi di Amburgo 80.000 lavoratori abbiano bisogno del sostegno dello Stato, oltre che del loro stipendio”. “Il reddito minimo, un alloggio adeguato, le domeniche libere e l’istruzione non sono elemosine, ma un comandamento di giustizia”, ha aggiunto Jepsen, ribadendo che “è nostro compito attenderci e chiedere” tutto ciò. L’unione di Chiese e sindacati per il 1° maggio era motivata anche da un’altra circostanza: protestare insieme contro una manifestazione contemporanea, organizzata dal partito di estrema destra NPD in un’altra parte della città. Al termine dell’evento si è svolta una celebrazione ecumenica presieduta dall’arcivescovo Thissen e dalla vescova Jepsen.