PROBLEMI SOCIALI
L’alcol è la terza causa di morte nell’Ue
La maggior parte dei cittadini europei consuma alcol, ma ci sono anche 55 milioni di adulti che se ne astengono (15%); considerando questo dato e il consumo non registrato, ogni individuo beve in media 15 litri all’anno. Poco meno della metà di questi 15 litri viene consumata in birra (44%), e il resto è diviso tra vino (33%) e superalcolici (23%). L’alcol è il terzo fattore di rischio morte nell’Ue, davanti a sovrappeso-obesità e dietro solo al tabacco e all’ipertensione. Sette milioni di adulti europei hanno dichiarato di essere stati coinvolti in risse dopo aver bevuto nell’arco dell’ultimo anno. Sono alcune anticipazioni dei dati contenuti nella pubblicazione “Prospettive di intervento sui problemi alcol correlati” curata dall’ente italiano di ricerca Isfol (Istituto per lo sviluppo della formazione professionale dei lavoratori,) per conto del ministero della Solidarietà sociale.9 miliardi di euro . Secondo la ricerca, in Europa si ha un quarto della produzione mondiale di alcol e oltre la metà di quella del vino. “Il commercio di alcol contribuisce per circa 9 miliardi di euro al bilancio delle merci dell’intera Ue”; circa 750mila gli addetti alla produzione di alcol, principalmente vino. Altri posti di lavoro sono legati alla catena dell’offerta, ad esempio in locali o negozi. Nell’Ue a 15 – Austria, Belgio, Danimarca, Francia, Finlandia, Germania, Grecia, Irlanda, Italia, Lussemburgo, Olanda, Portogallo, Spagna, Svezia e Regno Unito – gli adulti riferiscono di ubriacarsi 5 volte all’anno. Hanno anche dichiarato che per 17 volte in un anno hanno fatto ricorso al “binge drinking” (consumo concentrato in un’unica occasione di più di 5 bicchieri di bevande alcoliche. Ciò equivale, si legge nella ricerca, “a 40 milioni di cittadini europei che ‘bevono troppo’ ogni mese, e a 100 milioni (1 su 3) con episodi di ‘binge drinking’ almeno una volta al mese”. Troppo giovani. In Europa si inizia presto a bere. A quanto emerge dall’indagine Isfol “quasi tutti gli studenti tra i 15 e i 16 anni hanno usato l’alcol in qualche momento della propria vita; mediamente l’età di iniziazione è 12 anni e mezzo e la prima ubriacatura avviene a 14 anni”. Più di 1 su 8 tra i quindicenni e i sedicenni (13%) si è ubriacato più di 20 volte nel corso della vita, e più di 1 su 6 (18%) ha avuto episodi di “binge drinking”. I costi economici degli atti criminali attribuibili all’alcol sono stati stimati, nel 2003, in una cifra pari a 33 miliardi di euro. Il costo è diviso tra polizia, tribunali e carceri (15 miliardi), spese per la prevenzione del crimine e costi assicurativi (12 miliardi). I danni alla proprietà causati dalla guida in stato di ebbrezza sono stati invece stimati in 10 miliardi di euro, “mentre i costi intangibili degli effetti fisici e psicologici dei crimini vengono valutati da 9 a 37 miliardi di euro”. Alcol e famiglia. “L’alcol – rileva l’Isfol – ha anche un impatto sulla famiglia, con il 16% degli abusi e dell’incuria nei confronti dei minori attribuibili al suo consumo. Diversi milioni di bambini vivono infatti in famiglie con problemi correlati all’alcol. Secondo alcune stime, nota l’Isfol, “ogni anno, sono 23 milioni le persone che accusano dipendenza da alcol” mentre “le sofferenze causate ai membri delle famiglie rappresentano un costo di 68 miliardi di euro”. Alcol e lavoro. Notizie non rassicuranti anche sul fronte lavoro: quasi il 5% dei bevitori maschi e il 2% delle donne nell’Ue a 15 riferiscono un impatto negativo dell’alcol nel lavoro o nello studio. La perdita di produttività dovuta ad assenteismo attribuibile all’alcol e la disoccupazione sono stati rispettivamente stimati da 9 a 19 miliardi e da 6 a 23 miliardi di euro. Dal punto di vista della salute, l’alcol è responsabile di circa 195mila morti ogni anno nell’Unione. Alcol, incidenti e malattie . Secondo l’Isfol, sono “17mila i morti all’anno dovuti a incidenti stradali, 27mila i morti accidentali, 2mila gli omicidi, 10mila i suicidi.” L’alcol influisce anche sui non bevitori: “10mila i morti per incidenti causati dalla guida in stato di ebbrezza di persone diverse dal guidatore”. Sono invece, 45mila i morti per cirrosi epatica, 50mila i decessi per tumori e 17mila le morti conseguenti a problemi neuro-psichiatrici. A questa lunga lista si aggiungono anche più di 200mila casi di depressione. I costi del trattamento sanitario sono stimati in 17 miliardi di euro, insieme a 5 miliardi di euro spesi per il trattamento e la prevenzione dell’alcoldipendenza. Tra tanti effetti negativi, collegati al consumo di bevande alcoliche, l’Isfol evidenzia una nota positiva: “il ritardo di 160mila morti riferite ad anziani per l’effetto protettivo che l’alcol, se consumato con moderazione, ha sulle malattie cardiovascolari”.