SANTUARI EUROPEI

L’umile Benoite

Per 54 anni le apparizioni di Notre Dame de Laus (Francia)

Ha suscitato notevole interesse la notizia della approvazione ecclesiastica, avvenuta domenica 4 maggio in Francia, circa la veridicità delle apparizioni mariane di Notre Dame de Laus che si trova nella diocesi di Gap ed Embrun (Regione alpina) di cui è vescovo mons. Jean-Michel di Falco Leandri. Molti giornali, in Europa e anche fuori dai suoi confini, ne hanno parlato e il quotidiano della Santa Sede, “L’Osservatore Romano”, ha scelto di affidare ad uno specialista, Salvatore M. Perrella, docente di dogmatica e di mariologia presso la Pontificia Facoltà Teologica ‘Marianum’ di Roma, il compito di approfondire la questione delle “mariofanie”, le manifestazioni o apparizioni della Madonna. Mercoledì 7 maggio è apparso un lungo saggio dal titolo “Apparizioni e visioni. I criteri della Chiesa”, che muove dal dato storico forse più rilevante: tali apparizioni ebbero luogo per ben 54 anni, praticamente quasi l’intera vita “dell’umile e analfabeta pastorella sedicenne Benoite Rencurel (1647-1718), dichiarata da Pio IX venerabile nel maggio 1872 e di cui è in corso il processo di beatificazione”. La veggente – spiega Perrella – fu di fatto “completamente dedita, su comando della stessa Signora, alla costruzione di un santuario ‘in onore del mio adorato Figlio’ e alla non facile ma importante ‘pastorale dell’accoglienza’ dei numerosi pellegrini che accorrevano sempre più numerosi a Laus, nei quali inculcava la via della riconciliazione, della preghiera e del Vangelo: un servizio di evangelizzazione da molti contrastato e deriso, ma sicuramente efficace e carico di frutti”.I criteri della Chiesa. Il “mariologo” Perrella mette in rilievo “la singolare coincidenza che dopo circa 350 anni dagli eventi originari, tale placet ecclesiastico sia stato rilasciato proprio nell’anno commemorativo del centocinquantesimo delle apparizioni di Lourdes” e sviluppa poi una lunga trattazione “sulla procedura ecclesiastica tesa a verificarne la veridicità e autenticità”. Vengono così classificate le “visioni” (quali “percezioni soprannaturali di un oggetto che è naturalmente invisibile”), rispetto alle “apparizioni” (“manifestazione sensibile di una persona o di un essere la cui presenza nelle precise circostanze nelle quali si produce, non può essere spiegata secondo il corso ordinario della natura”). Spiega anche che le “rivelazioni private” (o “particolari”) “non possono essere messe sullo stesso piano della Rivelazione fondatrice divina data dal Cristo, riportata nella Scrittura e trasmessa dalla tradizione della Chiesa”. Aggiunge che esse “non sono superflue .. ma detengono un significato insostituibile nella Chiesa” (Rahner). La parte centrale del saggio è dedicata alle “procedure di verifica”, tra le quali cita: esame del messaggio, diagnosi medico-psicologica dei veggenti, grado di istruzione, conoscenza della dottrina, loro vita spirituale e sacramentale, grado di comunione ecclesiale, moralità dell’esistenza, eventuali guarigioni miracolose. Annota poi che “rispetto al passato le commissioni ecclesiastiche sottopongono i veggenti a scrupolosi esami spirituali, cercando di stabilire la ‘verità’ dei fenomeni straordinari” (ad es. a Medjugorie).Prudenza nelle approvazioni. “La Chiesa ha approvato durante il corso della storia 11 apparizioni su 295 sottoposte a indagine – di cui la dodicesima è proprio quella riguardante Nostra Signora di Laus, approvata pubblicamente il 4 maggio 2008”: così l’autore annota nella parte terminale del suo saggio. Il dato storico di un “misero” 3 per cento di approvazioni ecclesiastiche rispetto alla quasi 300 sottoposte a controllo, sembrerebbe confermare la serietà e prudenza con cui la Chiesa, nel corso dei secoli, ha affrontato questo tema così complesso e spinoso. Scrive Perrella in merito: “Le apparizioni costituiscono un argomento sempre attuale e suscitano sempre vivo interesse tra persone di ogni estrazione sociale e culturale: esse, inoltre, sono ancora oggi dono per la fede e sfida per la ragione”. Spiega poi che “il magistero ecclesiale davanti a fenomeni apparizionistici opera con una triplice criteriologia con relativo giudizio: il ‘criterio positivo’, secondo cui ‘consta la trascendenza’ (constat de supernaturalitate); il ‘criterio attendista’, secondo cui ‘non consta la trascendenza’ (non constat de supernaturalitate); il ‘criterio negativo’, secondo cui ‘consta la non trascendenza’ dei fatti asseriti (constat de non supernaturalitate)”. In chiusura, l’autore ricorda che “le apparizioni mariane non sono dirette alla gloria della Vergine, ma sono finalizzate a irrobustire la fede nel Dio di Gesù Cristo .. e in questo modo loro proprio influiscono sulla storia del mondo”.