Slovenia: per la vita e la famiglia”Per la vita, per la famiglia”: questo il tema della Giornata pastorale nazionale della Chiesa cattolica slovena, che si è svolta il 10 maggio nell’Arena petrol di Celje. L’incontro è stato preceduto, il 26 aprile, da una giornata di studio e riflessione sull’attuazione degli orientamenti del primo Concilio plenario della Chiesa slovena tenutosi negli anni 1997-2002. L’evento del 10 maggio rientra nel programma pastorale dell’anno 2007-2008, interamente dedicato alla famiglia e di fatto, spiega al Sir mons. Andrej Saje, segretario generale dei vescovi sloveni, “ha rappresentato la conclusione della prima fase degli orientamenti del Primo concilio plenario”. Scopo della Giornata, “comprendere gli sviluppi del cammino che la Chiesa in Slovenia sta compiendo nella realtà nazionale, e del contributo che può dare alla crescita della società”. Presenti a Celje tutti i vescovi sloveni; il nunzio apostolico, mons. Santos Abril y Castello; rappresentanti delle Conferenze episcopali vicine, numerosi sacerdoti e più di 11mila persone. A presiedere la concelebrazione, il presidente dei vescovi sloveni, mons. Alojz Uran, arcivescovo di Ljubljana. Al termine, il nunzio apostolico ha letto il messaggio che il Papa ha rivolto alla Chiesa della Slovenia “assicurando – riferisce mons. Saje – la propria preghiera al Signore, affinché aumenti la consapevolezza del ruolo insostituibile della famiglia per la Chiesa e la società”, e “incoraggiando a difenderne il valore, minacciato dalla mentalità laicista e relativista”. Secondo il segretario generale, “in Slovenia e in Europa l’ambiente sociale non è favorevole alla vita familiare tradizionalmente intesa, ancorché la maggioranza dei cittadini attribuisca ad essa grande valore. Una salda vita familiare rappresenta, infatti, l’elemento indispensabile per una seria educazione delle nuove generazioni”. “La Slovenia, presidente di turno del Consiglio dell’Ue – conclude – ha una grande responsabilità nel trattare a livello europeo le questioni legislative che la riguardano”. Inghilterra: a Westminster 700 coppie di sposi”Nel nostro Paese poche cose sono importanti come il sostegno al matrimonio. Per questo ho invitato le oltre 700 coppie sposate che quest’anno celebrano anniversari significativi”. Così l’arcivescovo di Westminster, card. Murphy-O’Connor, spiega la “Messa di ringraziamento per il matrimonio” presieduta in cattedrale alla vigilia di Pentecoste, lo scorso 10 maggio, alla quale hanno preso parte gli sposi della diocesi che nel 2008 festeggiano 10, 25, 30,40, 50 e 60 anni di matrimonio (9 queste ultime). “Oggi – ha affermato il card. O’Connor -, forse più che mai nella vita e nella storia della Chiesa, abbiamo bisogno di un testimonianza visibile dell’amore tra marito e moglie, perché un matrimonio felice significa una famiglia felice”, mentre “i fallimenti nuziali sono uno dei mali peggiori” della società. Le conseguenze, per l’arcivescovo, “sono spesso alla base dell’uso di droghe o di atti criminali. Si tratta di una bomba ad orologeria con effetti insidiosi”. Di qui l’importanza di incoraggiare e sostenere il matrimonio, “da cui dipende il benessere della famiglia, importante a sua volta per il futuro del Paese, perché ne rafforza la stabilità e promuove il valore della fedeltà e della fiducia verso la società”. Lussemburgo: l’attualità di San Willibrordo”Ricordatevi di chi vi ha annunciato la parola di Dio”: questa l’esortazione rivolta dal card. Godfried Danneels, arcivescovo di Malines-Bruxelles, durante l’omelia della messa di Pentecoste celebrata nella basilica di Echternach (l’odierna Lussemburgo) alla presenza di vescovi e sacerdoti di diversi Paesi europei. “È proprio quello che stiamo facendo” ha proseguito il cardinale, richiamando il 1350° anniversario della nascita di San Willibrordo (657 – 739), noto come “l’apostolo dei frisoni”. “Celebrando la mensa del Signore sulla sua tomba – ha osservato – rendiamo grazie a Dio per la sua vita”. Rammentando che “Willibrordo ha annunciato il Vangelo in un’epoca lontanissima dalla nostra, ma il contenuto del suo messaggio non è cambiato”, il card Danneels ha aggiunto: “Gli evangelizzatori non passano semplicemente delle informazioni, cercano la conversione, cioè si appellano al cuore e alla ragione di chi hanno davanti. Per annunciare Cristo la cultura o la competenza teologica non bastano, è indispensabile amare”. In Belgio e in Lussemburgo sono in corso le celebrazioni per la ricorrenza della nascita del monaco e missionario inglese, arcivescovo di Utrecht, di cui viene ricordata la dimensione ecumenica ed “europea”. In programma, in questi giorni, solenni liturgie eucaristiche, la famosa “processione danzante” e un convegno internazionale sul santo. L’anno giubilare, che si è aperto il 4 novembre 2007, si concluderà il prossimo 16 novembre. Ogni anno, in occasione della Pentecoste, pellegrini lussemburghesi, belgi, olandesi, francesi e tedeschi si recano a pregare sulla sua tomba nell’abbazia di Echternach, da lui fondata nel 698.