Erasmus cresce, soprattutto a EstContinua a crescere il numero degli studenti e dei docenti che usufruisce di un periodo di formazione all’estero nell’ambito dei 31 paesi che aderiscono al programma Erasmus. Nell’anno accademico 2006-2007 si sono mossi 160mila giovani e 26mila professori universitari, per un periodo medio di 6 mesi. Erasmus, creato nel 1987, è lo strumento di punta dell’Unione europea nel settore della mobilità universitaria; dotato di fondi per 450 milioni di euro l’anno, fa parte del programma comunitario di apprendimento permanente 2007-2013 (Lifelong Learning Programme). La Commissione ha presentato gli ultimi dati, rivelando che nel 2006-2007 s’è registrato un aumento del numero di soggiorni all’estero del 3% per gli studenti e del 10% per i professori, con punte di crescita particolarmente significative in Turchia e nei paesi dell’Europa orientale. Il commissario alla cultura e formazione, Jan Figel’, ha affermato: “In Europa occorre aumentare la mobilità e migliorarne la qualità a tutti i livelli e il programma Erasmus rappresenta un passo eccellente in tale direzione. Esso migliora la conoscenza, lo spirito di cooperazione e le attitudini interculturali dei partecipanti, cosa che in ultima analisi va a beneficio di tutti gli europei”. Secondo le statistiche presentate dall’Esecutivo, gli studenti più propensi a soggiornare all’estero per ragioni di studio sono i tedeschi (oltre 23mila in un anno), seguiti da francesi, spagnoli e italiani. La Spagna resta invece la destinazione preferita per l’Erasmus (oltre 27mila ospiti), seguita da Francia, Germania e Regno Unito. Nel corso dei primi vent’anni d’esistenza, Erasmus ha consentito soggiorni all’estero a 1,7 milioni di giovani europei. Tra gli impegni per il futuro, vi è quello di aumentare la dotazione media dell’assegno erogato agli studenti, che è attualmente pari a 192 euro al mese. Euro 2008: Ue e Uefa tutelano i tifosi-consumatoriUn numero verde disponibile nelle 23 lingue ufficiali; due specifici indirizzi internet; un opuscolo con un vero e proprio “decalogo” a uso del tifoso in trasferta. È l’iniziativa assunta di comune accordo fra Ue e Uefa in vista dei Campionati europei di calcio che si svolgeranno in Austria e Svizzera dal 7 al 29 giugno. “Il messaggio della Commissione vuole essere chiaro – ha spiegato la commissaria Megleva Kuneva – i cittadini dell’Unione europea hanno diritti chiari e definiti in quanto consumatori. È necessario conoscerli e utilizzarli. I sostenitori delle squadre devono avere la migliore esperienza possibile quando viaggiano in occasione di Euro 2008 e conoscere i loro diritti potrà aiutarli”. La campagna vuole fornire consigli pratici ai cittadini che raggiungeranno i due paesi alpini dai quattro angoli del continente. La campagna si riferisce in particolare al problema dei falsi biglietti, al trasferimento di biglietti in caso di malattie, ai viaggi aerei, ai soggiorni alberghieri, alle spese per le chiamate in roaming, all’assicurazione sanitaria. Dati che saranno disponibili in rete dal 1° giugno sui siti www.euro2008.com e www.supportersrights.eu. Il numero verde sarà invece 00800 6 7 8 9 10 11. Michel Platini, presidente dell’Uefa, si è detto soddisfatto per questo accordo che “aiuterà i sostenitori di tutti i Paesi ad approfittare al meglio del loro soggiorno in Austria e in Svizzera”.Prezzi dei generi alimentari: la posizione dei 27L’aumento dei prezzi dei generi alimentari in Europa e nel mondo approda giovedì 22 maggio nell’aula dell’Europarlamento, riunito per la sessione plenaria a Strasburgo. Il problema affligge l’Ue27 dove, secondo una risoluzione che dovrà essere votata dai deputati, molte famiglie faticano ad arrivare alla fine del mese. Ma il documento allarga gli orizzonti al resto del pianeta e in particolare ai paesi in via di sviluppo, dove crescono le popolazioni colpite dalla fame: non a caso si sono recentemente registrate rivolte in varie nazioni come Burkina Faso, Camerun, Haiti, Indonesia, Costa d’Avorio, Mauritania, Bolivia, Uzbekistan. Secondo un recente rapporto della Banca mondiale sono 33 i paesi a rischio di sommosse civili. Il commissario allo sviluppo e agli aiuti umanitari, Louis Michel, aveva già sostenuto in aula nel mese di aprile che l’aumento dei prezzi dei prodotti alimentari dall’inizio dell’anno “ha causato una presa di coscienza planetaria della sfida alimentare mondiale”, sottolineando però che “il fenomeno non è recente”: dal 2000, “i prezzi in dollari del grano sono triplicati e quelli del riso e del granoturco sono raddoppiati”. Nel testo al vaglio dei deputati si cerca di identificare le cause del problema e si fa riferimento al prezzo del petrolio, alle variazioni della domanda alimentare, alla diminuzione della produzione e delle scorte agricole (sotto accusa i biocarburanti), ai disastri riconducibili ai mutamenti climatici, alle regole del commercio internazionale e persino agli effetti della Politica agricola comune.