Portogallo, Germania, Irlanda

Portogallo: petizione contro la legge sul divorzioIn relazione all’imminente dibattito parlamentare, il Forum della Famiglia ha lanciato la petizione Cittadinanza – Famiglia – Matrimonio contro il nuovo progetto di legge sul divorzio presentato dal Partito socialista. Il documento si oppone ad un testo legislativo che intende introdurre nella società civile “la supremazia dello statalismo, della legge penale che miracolosamente tutto risolve, dell’istituzionalizzazione dei bambini e dell’irresponsabilità nelle relazioni personali e nei contratti giuridici”. “Si tratta di una questione di cittadinanza e di organizzazione sociale: la famiglia è la cellula base della società e il matrimonio è l’istituto che meglio protegge gli individui, le loro relazioni affettive, e il patrimonio. In esso sono generati i figli, e la natalità, da cui dipende lo sviluppo di una società, non si ottiene con un sussidio, ma con politiche che favoriscano la stabilità della coppia”. La petizione afferma che “il progetto di legge è rivolto ad eliminare ogni responsabilità interna al matrimonio, mentre la violazione dei doveri familiari non ha alcuna conseguenza; ad esempio, colui che picchia la moglie può addirittura avvalersi di questa circostanza per chiedere il divorzio (art. 1781, comma d): in tal modo s’introduce la logica dell’irresponsabilità e del lassismo”. Inoltre, “s’istituisce anche una specie di regolamento finale di conti tra i coniugi (art. 1676), che favorisce il calcolo economico e l’utilitarismo, distruggendo completamente il concetto e la sensazione d’unità di vita e d’intento comune”. La petizione, sottolinea infine la perversità di “uno spirito legislativo che, fomentando e facilitando la separazione, penalizza fortemente i figli ed il coniuge economicamente e socialmente più debole. Ben sapendo e riconoscendo i nefasti effetti delle famiglie destrutturate, il progetto di legge risolve il problema criminalizzando i comportamenti dei padri assenti: si tratta chiaramente di una completa trasformazione in senso giudiziale dell’istituto familiare”.Germania: aborto tardivo, brutale assassinioGli aborti tardivi “sono una forma particolarmente brutale di assassinio”: lo ha affermato mons. Robert Zollitsch, presidente della Conferenza episcopale tedesca(Dbk), in un’intervista pubblicata nei giorni scorsi al quotidiano “Neue Osnabrücker Zeitung”. Nell’intervista, l’arcivescovo di Friburgo ha ribadito il netto rifiuto della Chiesa degli aborti tardivi, spiegando che “è inaccettabile che le persone decidano con quali disabilità altri possano vivere o non vivere”. Secondo Zollitsch, “Non è più opportuno arrivare automaticamente ad un aborto qualora si preveda una disabilità del bambino” e in tal senso, Zollitsch ha definito un “piccolo passo in avanti” una proposta di legge presentata dall’Unione (Cdu/Csu) che mira a circoscrivere le interruzioni di gravidanza dopo la 23ma settimana con una serie di provvedimenti. Zollitsch ha poi sottolineato la vicinanza con il partito dei Verdi sulle questioni etiche, ad esempio per quanto riguarda la legge sulle cellule staminali o in campo ecologista. L’arcivescovo ha espresso critiche circa la produzione dei biocarburanti in quanto “in questo modo si sottraggono alimenti alle persone”. Irlanda: scuole cattoliche e minoranzeLe scuole cattoliche non discriminano o escludono stranieri o alunni con difficoltà. Lo stabilisce un recente studio del Ministero dell’istruzione irlandese che di fatto risponde alle accuse rivolte agli istituti gestiti dalla Chiesa da alcuni settori politici e del mondo degli insegnanti di essere “ambienti elitari che rifiutano stranieri e bambini più poveri”. Le polemiche erano cominciate sin dallo scorso settembre, dopo che alcuni bambini stranieri sono rimasti esclusi da una scuola di Dublino. In quel caso la chiesa era stata accusata di “apartheid educativo” da politici e membri del sindacato degli insegnanti. La mancanza di posti era dovuta, secondo la Chiesa, a un deficit organizzativo del Governo che non aveva previsto l’arrivo di un alto numero di famiglie straniere. Ora dallo studio emerge che “le iscrizioni di alunni stranieri, figli di zingari e con difficoltà nelle scuole cattoliche elementari è superiore alla media e in alcuni casi il doppio rispetto alle scuole non cattoliche della stessa zona”. Mons. Dan O’Connor, segretario generale della “Associazione per la gestione delle scuole elementari cattoliche” ha dichiarato che “questo ultimo studio dimostra che le scuole cattoliche sono sempre state all’avanguardia nell’istruzione delle minoranze. Questo studio dimostra quello che abbiamo detto per anni, che le scuole cattoliche, pur mantenendo il loro ethos, hanno sempre aperto le porte ad alunni stranieri e con difficoltà”, ha ribadito il segretario generale.