VERSO SYDNEY 2008
Continuano a lampeggiare i cartelloni lungo le strade trafficate di Sydney. Avvisano quanti giorni rimangono alla partenza della XXIII edizione della Giornata mondiale della gioventù, prevista dal 15 al 20 luglio. Una tra le città più moderne del mondo sarà presto teatro della più importante manifestazione giovanile religiosa, affiancando il suo nome a capitali mondiali come Roma, Parigi, Manila, Toronto, Colonia, tanto per citarne solo alcune, che la Gmg l’hanno già ospitata e con grande successo.
Ma che atmosfera si respira in questa lunga vigilia? Passeggiando per le strade di questa metropoli dai colori cosmopoliti, mi rendo conto di quanto non si stia accorgendo di diventare protagonista di un evento di rilevanza mondiale. La rincorsa verso il progresso si scontra con il desiderio di tranquillità, di paura dell’altro, proprio dell'”altro” e del diverso che centinaia di anni fa, a Bologna, è stato la base che ha costituito questa società. Una Babele dei giorni nostri che vive la dicotomia tra attesa del futuro e il peso del passato. Una città distratta che si muove a ritmi veloci, che cambia, che assapora il futuro, con una grande voglia di “internazionale”. Questo progresso così palpabile è anche ricerca d’identità, come la sua gente che di identità ne ha tante.
Così la stampa locale rimarca ed avverte i cittadini da un lato dell’introito economico che questo evento apporterà alla società australiana e dall’altro li invita a fuggire in quella settimana per il probabile caos che ci sarà. Stesso copione di otto anni fa, quando Sydney si apprestava ad accogliere gli atleti e tifosi di tutto il mondo per le Olimpiadi, eppure l’Harbour Brigde è ancora lì così come la Sydney Opera House.
Penso che Sydney con i suoi cittadini, al di là dell’essere pronti o meno ad accogliere le centinaia di migliaia di pellegrini, sia più che altro indifferente. Un atteggiamento che nasce da una misticanza di religioni e culture che, come un puzzle, convivono insieme.
Nonostante ciò, la Gmg farà bene a questa società in cui il diverso e il primitivo s’incontrano e si scontrano e a quest’immensa isola lontana da tutto, che sta diventando la nuova terra promessa. Forse Sydney e i suoi 4 milioni di abitanti si renderanno conto di ciò che vivranno solo quando vedranno questi giovani invadere le strade. Saranno forse proprio loro, la Chiesa del domani, a dare coraggio a questa terra per certi aspetti ancora selvaggia e a trasmettere un messaggio diverso di aggregazione e condivisione, che supera le ferree regole del pub e della sbronza a tutti i costi in cui l’alcol diventa un perfetto riempitivo di nulla. Per ora non resta che gustarci l’attesa.
Francesca Baldini
Sydney
La Chiesa suona la sveglia
A colpi di spot su radio, tv, di manifesti sulle strade per invitare gli abitanti di Sydney a prendere parte alla Gmg (15-20 luglio) e per ricordare che è aperta a tutti. A meno di due mesi dall’inizio di quello che viene considerato “un evento storico per tutta l’Australia” il Comitato organizzatore della Gmg ha lanciato la campagna “Giornata mondiale della gioventù – il tempo della tua vita eterna”. “Sappiamo che gli abitanti di Sydney hanno voglia di essere coinvolti in questa grande manifestazione di fede – afferma il direttore operativo della Gmg, Danny Casey – i cattolici sono il gruppo di credenti più numeroso della città, ma non tutti frequentano regolarmente la Chiesa. Vogliamo tuttavia dire loro che sono i benvenuti”. La campagna che continuerà fino a metà luglio prevede anche la distribuzione di volantini porta a porta per invitare i “Sydneysider” a iscriversi come volontari o a offrirsi per ospitare i giovani in casa. “La Gmg ha bisogno di te” è l’appello che il vescovo coordinatore della Gmg di Sydney, mons. Anthony Fisher, sta lanciando in queste ultime settimane a tutti gli abitanti della città e dell’Australia. Principale obiettivo è raggiungere quota 8mila volontari, ai quali Benedetto XVI si rivolgerà in un’udienza speciale nel corso della Gmg. Al momento i volontari iscritti sarebbero oltre 5.000 ma il Comitato confida molto anche nei giovani provenienti da fuori Australia. Secondo quanto affermato da Linda Burney, ministro del New South Wales per il volontariato, “i volontari rappresentano una parte importante dello stile di vita australiano. Essi riflettono l’apertura e l’accoglienza del nostro Paese verso la diversità culturale. Sarà grazie anche a loro che Sydney lascerà un ricordo memorabile nei giovani della Gmg”.
(21 maggio 2008)