PRIMA PAGINA

Comunicare Europa

Un sito per informare e dare la parola ai cittadini

Nell’ottobre del 2005, la Commissione Europea pubblicava il “Piano D come Democrazia, Dialogo e Dibattito”, al fine di “incoraggiare i dibattiti nazionali sull’avvenire dell’Europa” e “rafforzare il dialogo, il dibattito pubblico e la partecipazione dei cittadini”. Nell’ottobre del 2007, la Commissione ha raccomandato un “approccio di partenariato in materia di comunicazione”, precisando questa volta un triplice obiettivo: “migliorare l’accesso dei cittadini all’informazione, rafforzare la loro comprensione della dimensione europea, nazionale e locale delle politiche comunitarie, e coinvolgere i cittadini in un dialogo costante sulle questioni europee”.In queste ultime settimane ha preso il via “Debate Europe – La Parola ai cittadini”, un’iniziativa mirata a “favorire un dibattito generale e permanente tra i cittadini di tutti gli orizzonti, a livello nazionale e comunitario, sull’avvenire dell’Unione Europea”.Si tratta dello svolgimento coerente di una strategia di comunicazione efficace o di una risposta a quello che è percepito come un fallimento? La Commissaria Europea Margot Wallstrom si limita a prendere nota del cambiamento di contesto: dall’oscuro “periodo di riflessione” del 2005, che ha fatto seguito al rigetto del Trattato Costituzionale da parte di Francia e Paesi Bassi, alla prospettiva delle elezioni europee del 2009.Riuscire a far passare efficacemente il proprio messaggio presso coloro che non si sono mai interessati è il Sacro Graal della politica. L’informazione pubblica serve quasi esclusivamente da auto-giustificazione e del resto non soltanto per i partiti politici, e dunque la “comunicazione” si fonda sulle “pubbliche relazioni”. I cittadini quindi vedono facilmente tali informazioni come propaganda, che a sua volta rappresenta una temibile sfida per coloro che hanno il compito di spiegare realtà complesse nel nostro mondo mediatizzato di slogan e di piccole frasi. Forse è per questo motivo che l’intensità delle campagne elettorali appare tanto vuota. Le convention elettorali americane sono imbarazzanti per chi le osserva dall’esterno, ma le elezioni locali non sono di meglio. Nel 2006, alcuni cartelloni elettorali collocati non lontano dal nostro ufficio di Bruxelles mostravano il volto piacevolmente sorridente di una candidata donna e il suo slogan “Priorità all’azione!” (“D’accordo, Signora, ma quale azione?”).E tuttavia, quando il sistema politico è, come quello dell’Unione Europea, un po’ opaco agli occhi del pubblico, la necessità di comunicare bene è allo stesso tempo un’urgenza e un problema. Un’urgenza, perché l’Unione deve arginare un flusso incessante di articoli ostili pubblicati sulla stampa nazionalista dei vari paesi. Un problema, perché la terminologia necessaria (una “partecipazione” centralizzata, un “dialogo costante sulle questioni europee”) è francamente demoralizzante. La nuova iniziativa “Debate Europe” e il suo bel sito internet (http://europa.eu/debateeurope/index.fr.htm completato da un proprio spazio video su YouTube, il cosiddetto “EU Tube”!) è un nuovo, utilissimo tentativo di presentare gli obiettivi e le istituzioni comunitarie. Ma non è niente di più.In un contesto chiaro, quello di una elezione parlamentare, un’informazione pubblica di valore potrebbe essere stabilita sulla base di tre criteri. I cittadini devono essere sufficientemente consapevoli delle questioni più importanti da fronteggiare, della fattibilità delle alternative e dei grandi orientamenti politici dei vari partiti. “Debate Europe” non cita assolutamente raggruppamenti politici, non contiene alcun link che vi conduca e non presenta i loro punti di vista. Il sito è distaccato da qualsiasi struttura politica collettiva, ad eccezione della stessa Unione Europea: è la politica di un’epoca apolitica.