EUROPARLAMENTO
La plenaria del 19-22 maggio
Molte discussioni sul piano internazionale (Cina, Birmania, Libano) e attenzione ai temi “interni”: alcuni a carattere istituzionale (negoziati di adesione della Turchia), altri sociali (stop alle discriminazioni, situazione dei rom), altri ancora economici (stato di salute della Politica agricola comune, piccola e grande distribuzione commerciale, trasporti marittimi, aiuti al settore del tabacco e alle piccole imprese). La plenaria dell’Europarlamento di Strasburgo condensa sempre una miriade di argomenti e quella del 19-22 maggio non ha fatto eccezione.Lotta alle discriminazioni. Tutte le minoranze presenti in Europa, e in particolare la comunità rom, necessitano di una “protezione sociale specifica”. Fra i testi approvati dai deputati dei 27 figura la relazione della rappresentante inglese Elizabeth Lynne intesa a contrastare ogni forma di discriminazione. Il pronunciamento ha preceduto di poche ore il dibattito sulla situazione dei rom (SIR Europa 38/2008) le cui condizioni, secondo Lynne, “sono peggiorate dopo l’allargamento del 2004”, in vari settori, fra cui scuola, salute, occupazione e diritti delle donne. Più complessivamente l’Eurocamera sostiene che occorre “combattere le discriminazioni basate sul sesso, l’origine razziale o etnica, la religione o la fede, la disabilità, l’età o l’orientamento sessuale”. I deputati chiedono quindi alla Commissione di provvedere al più presto a una direttiva che comprenda tutte le discriminazioni, come previsto dai Trattati comunitari. Un’altra sottolineatura è dedicata all’handicap. Infatti il Parlamento attende “lo sviluppo della definizione comunitaria di disabilità che permetterà ai disabili di usufruire degli stessi diritti a prescindere dal luogo in cui si trovano”.Birmania, precedenza alla vita. Dura la condanna del Parlamento europeo verso il regime birmano, giudicato colpevole per non aver operato immediati aiuti alla popolazione civile colpita dal ciclone Nargis, giungendo persino a ostacolare gli aiuti internazionali. “Se il governo continuerà a impedire gli aiuti, dovrà essere processato dal Tribunale internazionale per crimini contro l’umanità”. Una risoluzione in tal senso, sostenuta da tutti i gruppi politici tranne la destra nazionalista, ha ottenuto 524 voti favorevoli, solo 3 contrari e 13 astensioni. Secondo l’Assemblea di Strasburgo, le autorità del paese asiatico, sconvolto dalla recente catastrofe naturale, “attribuiscono un’importanza maggiore al proprio potere che alla sopravvivenza dei cittadini”. Il governo birmano deve invece “dare la precedenza alla vita” delle persone, consentendo “che le operazioni di aiuto umanitario internazionale raggiungano le aree colpite dal ciclone”. Per questo occorre “rilasciare immediatamente i visti ai cooperatori, consentire alle agenzie Onu e umanitarie internazionali di distribuire gli aiuti direttamente a quanti ne hanno bisogno e permettere ai paesi vicini di consegnare gli aiuti per via aerea e marittima alle vittime non facilmente raggiungibili in altro modo”. Nuovi aiuti ai terremotati cinesi. Ben diverso l’atteggiamento degli eurodeputati verso la Cina, almeno per quanto riguarda la pronta risposta fornita dalle autorità nazionali alle popolazioni colpite dal sisma del 12 maggio. Una risoluzione passata quasi all’unanimità sottolinea la prontezza dimostrata nelle “operazioni d’emergenza” e la disponibilità con cui sono stati accettati gli aiuti e l’assistenza internazionali. Si precisa inoltre la richiesta “di facilitare il lavoro delle organizzazioni umanitarie e di volontariato nel distribuire gli aiuti”, garantendone l’accesso “a tutte le persone che ne hanno bisogno”. Positiva anche la libertà di informazione che si è potuta riscontrare per l’occasione. Vengono dunque esortati Consiglio e Commissione a inviare nuovi fondi e mezzi nelle zone colpite dal terribile terremoto che ha causato decine di migliaia di vittime, feriti e senzatetto.I supermarket cambiano i consumi? Fra gli altri temi affrontati, l’Europarlamento ha preso posizione sulla grande distribuzione commerciale. Con una dichiarazione approvata a maggioranza chiede infatti alla Commissione “di avviare uno studio sugli effetti che la concentrazione del settore dei supermercati nell’Ue sta avendo sulle piccole aziende, i fornitori, i lavoratori e i consumatori”. “Il settore della distribuzione alimentare è sempre più dominato da un numero limitato” di catene di grandi magazzini, denuncia l’Assemblea, che sembrano assumere il ruolo di “nuovi guardiani del mercato”. Il pericolo che si intravvede è che la concentrazione del settore della distribuzione in poche mani possa nuocere al sistema commerciale dei paesi membri, specie per la distribuzione al dettaglio. Ma si parla di altri rischi: perdita della diversità dei prodotti comunitari, imposizione di modelli di consumo (specialmente alimentare) che non fanno parte della tradizione del vecchio continente, problemi per le piccole aziende agricole e di trasformazione.