L’Ue in breve

Trattato: prosegue la marcia”L’Unione europea ha molto da guadagnare dall’entrata in vigore del Trattato di Lisbona. I cittadini, le imprese, così come gli Stati membri ne beneficeranno”: Janez Jansa, premier sloveno e presidente di turno del Consiglio dei 27 sottolinea con favore la ratifica del trattato da parte della Germania (23 maggio), portando a 14 gli Stati che hanno detto definitivamente “sì” al testo. Jansa spiega, a differenza di quanto sostenuto finora, che il Trattato dovrebbe entrare in vigore non il 1° gennaio ma il 1° maggio del 2009, proprio alla vigilia delle elezioni per il Parlamento europeo, a loro volta fissate dal 4 al 7 giugno del prossimo anno. Anche il presidente della Commissione, il portoghese José Manuel Barroso, reagisce al voto favorevole di Bundesrat e Bundestag. “Vorrei ringraziare il governo e il parlamento tedesco per il costante sostegno al Trattato”, afferma il capo dell’Esecutivo, che “risulta adesso ratificato da oltre la metà dei paesi membri dell’Unione europea. Spero che ciò sia seguito al più presto dagli altri Stati”. I paesi che hanno finora dato l’ok per via parlamentare sono, oltre alla Germania: Ungheria, Francia, Portogallo, Polonia, Malta, Slovenia, Slovacchia, Bulgaria, Romania, Austria, Lettonia, Lituania e Danimarca. Per il 12 giugno è fissato l’unico referendum popolare in materia, che si svolgerà in Irlanda. Gli altri paesi hanno deciso di seguire la via della ratifica tramite le assemblee legislative. Ricerca, scienza ed economia”Migliori carriere e maggiore mobilità: una partnership europea per i ricercatori”: la Commissione Ue ha presentato nei giorni scorsi una comunicazione in cui auspica una partnership con gli Stati membri per “rafforzare il contributo della scienza e della tecnologia a un’economia basata sulla conoscenza”. Per questo, occorre sostenere le “risorse umane”. “L’Europa affronta una concorrenza mondiale crescente per i migliori talenti – spiega il commissario per la ricerca, Janez Potocnik -. Alcune azioni prioritarie congiunte dovrebbero rendere l’Ue più attraente per i ricercatori e consentire loro di essere più mobili tra paesi e tra il settore accademico e privato”. Gli interventi principali che vengono proposti “sono finalizzati ad aprire sistematicamente le assunzioni” e ad assicurare uno stipendio e una pensione adeguati. “Dobbiamo liberare il potenziale dei nostri eccellenti ricercatori se vogliamo raggiungere gli obiettivi generali dell’agenda di Lisbona e realizzare lo Spazio europeo di ricerca”, aggiunge il commissario. Tra gli impegni concreti da assumere, l’Ue indica: la necessità di soddisfare le esigenze di sicurezza sociale e pensionistiche dei ricercatori; fornire condizioni di occupazione e lavorative allettanti con, ad esempio, migliori condizioni contrattuali, retribuzioni e opportunità per lo sviluppo della carriera; garantire che i ricercatori abbiano la formazione appropriata “per tradurre le conoscenze in risultati, in particolare rafforzando i legami tra le università e l’industria”. La partnership lanciata dall’Esecutivo, sostenuta da tutte le istituzioni Ue, dovrà essere verificata nel 2010, così da considerarne i risultati e prendere eventuali provvedimenti correttivi.Strade più sicure e “pulite”Migliorare la sicurezza dei veicoli, fare in modo che auto e camion siano più rispettosi dell’ambiente. Con due diverse iniziative rese note nei giorni scorsi, l’Esecutivo intende rendere più sicure le strade, inquinando meno. Con il primo provvedimento la Commissione propone che, a partire dal 2012, “tutte le automobili nuove montino sistemi elettronici di controllo della stabilità (Esc), che ne migliorino decisamente la sicurezza”. A partire dal 2013, invece, “gli autocarri e altri veicoli pesanti dovranno essere muniti di dispositivi avanzati di frenata d’emergenza (Aebs) e di sistemi di avviso di deviazione dalla corsia (Ldw)”. Nel 2007 la squadra Barroso aveva già proposto il montaggio obbligatorio sulle autovetture di sistemi di frenata assistita (Bas) per proteggere i pedoni. “Queste misure – secondo l’Esecutivo – dovrebbero ridurre di 5mila il numero dei morti sulla strada ogni anno”. Viene inoltre proposta – ma il provvedimento deve avere il via libera dagli Stati membri – l’introduzione obbligatoria nel 2012 di pneumatici a bassa resistenza al rotolamento, “capaci di diminuire notevolmente sia i consumi che le emissioni di CO2 e in grado di contenere la rumorosità pur mantenendo alti standard di sicurezza”. Allo stesso tempo la Commissione ha varato una campagna di sensibilizzazione per la riduzione dei consumi di carburante, coinvolgendo 45mila stazioni di benzina di 29 paesi. Verrà messa in distribuzione una brochure con semplici regole per moderare la velocità e rendere più efficienti e “puliti” i trasporti su gomma.