ECUMENISMO

Nel cuore della Russia

Viaggio del card. Walter Kasper alla scoperta delle tradizioni ortodosse

Un viaggio per conoscere più in profondità le ricchezze religiose e culturali della tradizione russa. Così il Pontificio Consiglio per la promozione dell’unità dei cristiani ha presentato il viaggio che il suo presidente, card. Walter Kasper, ha compiuto in Russia, dal 21 al 30 maggio, accogliendo l’invito del Sua Eminenza Kyrill, Metropolita di Smolensk e Kaliningrad e Presidente del Dipartimento per le Relazioni Ecclesiastiche Esterne del Patriarcato di Mosca. Il viaggio ha portato il cardinale in varie parti del Paese. A Kazan, “luogo caro al suo cuore”, per venerare l’icona della Madonna che egli stesso, a nome del Servo di Dio, Papa Giovanni Paolo II, aveva riportato in Russia nel 2004. Poi una visita al monastero di Diveevo nei pressi di Nizhniy Novgorod, dove si venera il santo Serafino di Sarov, particolarmente amato dal popolo russo. Giovedì 29 maggio il cardinale è stato ricevuto a Mosca da Sua Santità, il Patriarca Alessio II al quale ha consegnato un messaggio ed un dono da parte di Papa Benedetto XVI. Alla comunità cattolica di Mosca. La divisione dei cristiani è “in contraddizione” con “la volontà di Cristo che, alla vigilia della sua morte, ha pregato affinché tutti siano una sola cosa”. Lo ha detto il card. Walter Kasper, nell’omelia pronunciata durante la celebrazione della festa del Corpus Domini nella cattedrale cattolica della Madre di Dio a Mosca. “La divisione fra i cristiani e fra le Chiese – ha aggiunto il card. Kasper – è in contraddizione con il sacramento centrale e il mistero più alto della Chiesa”. Ricordando poi il testamento di Gesù, che “tutti siano una sola cosa”, il cardinale ha chiesto: “Abbiamo preso sul serio questo suo testamento? Forse non completamente. Pertanto c’è ragione di pregare ininterrottamente e, in ogni celebrazione eucaristica, preghiamo soprattutto per la pace e l’unità della Chiesa, ma non solo questo, dobbiamo essere attivi, fare del nostro meglio per preparare le vie per la ricomposizione dell’unità”. Ai giovani ortodossi. Lunedì 26, il cardinale ha incontrato gli studenti dell’Università ortodossa San Tikhon di Mosca. Abbiamo molte più cose in comune di quelle che ci separano – ha detto il cardinale – e siamo sempre più convinti che i segni dei tempi ci obbligano a stabilire una collaborazione più stretta tra le nostre Chiese”. Il cardinale si è intrattenuto in un colloquio fatto di domande e risposte con i giovani ortodossi. Riguardo al dialogo teologico, il cardinale ha detto: “Non è sufficiente che i teologi e i vescovi si incontrano; è più importante unire i popoli. La mentalità e le disposizioni interiori delle popolazioni sono molto più difficile da cambiare”. “Si può preparare l’unità, ma non organizzarla”. Dono dello “Spirito Santo” – ha detto il cardinale – “possiamo solamente pregare perché si realizzi l’unità”. “Per unità – ha poi specificato il presidente – non si deve assolutamente intendere unificazione”. La Chiesa una “può essere una unità nella diversità, o meglio una diversità nell’unità”. Con il Patriarca Alessio II. La presenza della Chiesa greco-cattolica Ucraina, il dialogo della Commissione mista e “l’incidente di Ravenna”. questi – secondo l’agenzia di stampa russa Interfax – i temi affrontati dal Patriarca Alessio II e dal card. Kasper nell’incontro avuto a Mosca. Alessio II ha espresso “la sua ferma convinzione – si legge in un comunicato diffuso dal Patriarcato – della necessità di sviluppare ulteriormente il dialogo tra la Chiesa cattolica e quella ortodossa, base del quale sono le posizioni delle due chiese che coincidono su molte questioni del mondo contemporaneo”. Da parte sua il card. Kasper ha ringraziato il patriarca per l’incontro e gli ha consegnato una lettera da parte di Benedetto XVI.