Il vigoroso apostolo

ANNO PAOLINO

“Far conoscere meglio il grande valore e la ricchezza dell’insegnamento di San Paolo, il più vigoroso divulgatore del Vangelo, ancora troppo poco noto fra i cristiani”, e “pregare, agire e operare per l’unità della Chiesa”: sono questi, ha spiegato il 5 giugno a Roma il card. Andrea Cordero Lanza di Montezemolo, arciprete della basilica di San Paolo fuori le mura, “i compiti affidati da Benedetto XVI all’Anno Paolino” che, indetto in occasione del bimillenario della nascita dell’Apostolo delle genti (collocata dagli storici tra il 7 e il 10 d.C.) si apre il 28 giugno (fino al 29 giugno 2009). In una conferenza stampa nella sede della Radio Vaticana, il cardinale ha confermato che nel pomeriggio del 28 giugno “il Papa inaugurerà ufficialmente l’anno giubilare nella basilica di San Paolo con la celebrazione dei primi vespri della solennità dei Santi Pietro e Paolo”. Ad affiancarlo, ha reso noto, “saranno il patriarca di Costantinopoli, Bartolomeo, e un rappresentante dell’arcivescovo di Canterbury, che non potrà essere a Roma per concomitanti impegni liturgici”. Saranno presenti, ha assicurato il card. Montezemolo, “anche altri esponenti delle Chiese cristiane, secondo la vocazione ecumenica propria della basilica, e la dimensione che connoterà tutto lo svolgimento dell’anno giubilare”.

I “gesti” del Papa. Come primo gesto, il Pontefice accenderà nel quadriportico la “fiaccola paolina” che affiderà ai monaci benedettini della basilica, incaricati di mantenere acceso per tutto l’anno un braciere. Subito dopo il Papa aprirà una delle cinque porte, quella simmetrica alla Porta Santa, che da allora verrà detta “Porta paolina”. Oltre che nelle basiliche patriarcali, ha informato il card. Montezemolo, “l’indulgenza plenaria legata all’Anno Paolino sarà lucrabile anche nelle singole diocesi, laddove i vescovi individuino dei luoghi legati all’Apostolo delle genti, come stabilito qualche giorno fa da un decreto della Penitenzieria apostolica”. In uscita, Benedetto XVI passerà attraverso il chiostro e “un’area espositiva e museale, comprendente anche una pinacoteca in fase di allestimento, che inaugurerà”, ha aggiunto l’arciprete che, in qualità di architetto, “per deformazione professionale” dirige i lavori. Durante l’Anno paolino, ha annunciato, “verranno intensificati in basilica i servizi liturgici e sarà predisposta un’area riservata alle confessioni”, ma la basilica “ospiterà anche eventi ecumenici e concerti”. Rispondendo ai giornalisti che gli chiedevano di avanzare previsioni sulle presenze dei pellegrini durante il giubileo paolino, “una stima approssimativa non è possibile – ha affermato -, ma sono già numerosissime le prenotazioni pervenute a San Paolo da tutto il mondo. In base al contatore numerico installato all’ingresso, la media giornaliera dei visitatori è attualmente di circa 4mila. Nella giornata del 1° maggio sono stati 9mila”.

Un percorso e una card. “Un percorso in nove tappe per far conoscere Paolo attraverso i luoghi più famosi legati al suo passaggio a Roma, ma anche tramite siti meno noti”,” e “una card del pellegrino realizzata in collaborazione con l’Atac”, l’azienda per la mobilità del Comune di Roma, che darà la possibilità ai fedeli di accedere a tutti i mezzi di trasporto pubblico romano e agli open-bus delle linee di “Roma cristiana”: è stato mons. Liberio Andreatta, vicepresidente dell’Opera romana pellegrinaggi, ad illustrare le iniziative Orp per l’Anno paolino. Per l’occasione, ha spiegato, verrà “ampliata” la cosiddetta “Paolina”, tradizionale percorso “che comprende i quattro luoghi fondamentali legati alla memoria del Santo: la basilica di San Paolo fuori le mura, l’abbazia delle Tre fontane, e le basiliche di San Pietro e di San Giovanni. Ad essi, nell’itinerario predisposto per il giubileo 2008-2009 si aggiungono infatti le chiese di San Paolo alla regola e Santa Maria in Via Lata, la basilica e le catacombe di San Sebastiano, la chiesa di Santa Prisca all’Aventino e il Carcere Mamertino”. Info: www.josp.com.

In sé tutte le culture. “Sarà inoltre possibile – ha proseguito Andreatta -, ripercorrere anche alcune tappe dei viaggi di Paolo (oltre 16mila km) tra Grecia, Malta, Cipro, Siria e Asia Minore; itinerari nel mondo ortodosso, ebraico e musulmano che l’Orp ha voluto improntati allo spirito di fratellanza e capacità di dialogo che deve essere di ogni cristiano ed è alla base del concetto stesso di pellegrinaggio”. “In questi Paesi – ha sottolineato – l’Anno paolino conoscerà una forte tonalità ecumenica”. “La celebrazione del bimillenario della nascita di Paolo – ha aggiunto l’amministratore delegato Orp, padre Cesare Atuire – deve costituire l’occasione per riscoprire l’entusiasmo della fede sul modello dell’Apostolo, il primo cittadino globalizzato che ha incarnato in sé tutte le culture allora conosciute”. Padre Atuire ha reso noto che, come già avvenuto in Turchia, l’Orp sta curando la formazione di guide turistiche in Siria, attraverso “elementi di cultura cristiana e conoscenza di San Paolo, figura che è emblema di speranza per il dialogo ecumenico”.

(05 giugno 2008)