UE
Necessaria una politica estera comune più forte ed efficace
L’Unione europea ha bisogno di una politica estera univoca, forte ed efficace. Lo ha affermato la scorsa settimana il Parlamento dei 27, riunito in plenaria a Bruxelles (4-5 giugno), mettendo al contempo in luce le troppe incoerenze e divisioni tra gli Stati membri e le istituzioni comuni. I deputati hanno ribadito nella stessa sede il rapporto prioritario tra Ue e Stati Uniti, il cui summit era in calendario il 10 giugno, per poi soffermarsi sulla politica euromediterranea, in vista del vertice di Parigi del 13 luglio ad essa consacrato.Principi condivisi per un’azione efficace. Secondo l’Assemblea dei 27, la Pesc (Politica estera e di sicurezza comune) è un elemento fondamentale “nel rafforzamento dell’identità europea” e per il “ruolo dell’Ue come attore globale”. Gli eurodeputati denunciano però la “riluttanza degli Stati membri ad adottare le riforme necessarie e indispensabili” per assegnare maggior efficacia alla politica estera. Tanto è vero che “il ruolo dell’Unione europea nel mondo non è commisurato al suo potenziale e alle aspettative dell’opinione pubblica” continentale. Il Parlamento chiede dunque “il superamento del potere di veto e l’introduzione del voto a maggioranza qualificata” in seno al Consiglio per tale settore. Lo ha spiegato a chiare lettere il deputato polacco Jacek Saryusz-Wolski, la cui relazione ha ottenuto in aula 520 voti favorevoli e 107 contrari. Per procedere su questa strada occorre che a livello comunitario si definiscano chiaramente gli obiettivi comuni da perseguire, dotandosi di “strumenti adeguati”. La relazione indica quindi i principi-guida cui l’Ue dovrebbe attenersi sulla scena planetaria: “Il rispetto del diritto internazionale, un effettivo multilateralismo, la sicurezza umana e il diritto dei cittadini a essere protetti in tutto il mondo, la prevenzione dei conflitti, il disarmo e il ruolo delle istituzioni internazionali”. Le priorità e il “Corpo civile di pace”. Tra le “priorità geografiche” indicate dall’Eurocamera figurano invece: la stabilizzazione nei Balcani occidentali, la missione Eulex in Kosovo, una coraggiosa politica di vicinato e di cooperazione nell’area euromediterranea, l’intensificarsi dei negoziati fra israeliani e palestinesi, il partenariato con Mosca, il rafforzamento della “alleanza transatlantica” con gli Stati Uniti. Regioni “problematiche” restano tutto il Medio Oriente (con i casi specifici di Iran e Afghanistan) e la Cina. Molteplici le “priorità tematiche”: in cima all’agenda della Pesc devono figurare per l’Assemblea il contrasto al terrorismo, il nodo dei processi migratori, la questione energetica, la lotta alle armi di distruzione di massa. Con un altro documento, firmato dal rappresentante tedesco Helmut Kuhne, l’aula ha poi invitato Consiglio e Commissione a istituire un “Corpo civile di pace dell’Ue” per la “gestione delle crisi e la prevenzione dei conflitti”.Cartellino rosso alla prostituzione forzata. La sessione plenaria non si è occupata solo di politica estera. Anna Zaborska, eurodeputata slovacca, presiede la commissione dei diritti delle donne del Parlamento Ue: in occasione dei campionati di calcio Euro2008 ha lanciato l’allarme contro la prostituzione, così come era avvenuto in occasione dei mondiali di football nel 2006. “Vogliamo ribadire che la prostituzione coatta e la tratta delle donne sono forme di violenza inaccettabili e che tutti hanno il dovere di agire per contrastare tale forma di sfruttamento”. “Nessuno vuole turbare la manifestazione sportiva” e tanto meno si punta l’indice verso Austria e Svizzera, i due paesi organizzatori del torneo. “Si tratta di difendere delle persone che subiscono violenza e sfruttamento”, ha ricordato Zaborska, affiancata dalle colleghe Christa Prets (Austria) e Lissy Groner (Germania). Il tema è giunto in aula grazie a un’interrogazione orale che chiedeva all’Ue quali misure siano state prese “per contrastare la tratta a scopi di sfruttamento sessuale” della quale si occupa uno specifico “piano d’azione” comunitario. Sensibilizzare i cittadini. Le deputate hanno chiesto iniziative per sensibilizzare i cittadini e per “incoraggiare la cooperazione transfrontaliera di polizia”. Zaborska, Prets e Groner hanno inoltre colto l’opportunità per rilanciare la campagna “Cartellino rosso alla prostituzione coatta”, avviata nel 2006. Ma quante sono le persone che possono essere oggetto di prostituzione forzata durante il periodo di Euro2008? “Non abbiamo una cifra esatta – risponde Christa Prets a SIR Europa -. Nemmeno gli organi di polizia sono certi dei numeri. Ma abbiamo testimonianze e avvertimenti da parte delle associazioni che si occupano del problema”, secondo cui sarebbero migliaia le ragazze, soprattutto dell’est, obbligate a prostituirsi nei paesi che ospitano le partite.