Ritrovare le radici

VERSO SYDNEY 2008

Oltre 400 giovani in arrivo dalla Puglia a confermarlo il vicepresidente della Federazione pugliesi d’Australia, Felice Montrone. A Sydney da oltre 30 anni, Montrone è molto conosciuto nella comunità italo-australiana. Ha ricoperto diverse cariche, come quella del segretario del Comites, il Comitato degli italiani residenti all’estero, e presidente della associazione imprenditori pugliesi, mentre tra quelli attuali annovera la carica di consigliere generale della Confederazione italiani nel mondo (Cim). Montrone oltre che essere attivo nel sociale lo è anche nella organizzazione dell’accoglienza dei giovani pellegrini italiani in arrivo per la XXIII Giornata mondiale della gioventù che si svolgerà a Sydney dal 15 al 20 luglio. Un lavoro relativo al coordinamento dell’ospitalità nelle parrocchie. Dalla Puglia arriveranno due numerosi gruppi di giovani, se ne stimano oltre 400 senza contare quelli che arriveranno senza passare per l’organizzazione della Cei, ovvero chi prenota solo il volo senza richiedere l’alloggio e questi saranno circa 50.

250 mila pellegrini in arrivo, circa 9mila sono italiani e tra questi quasi 500 pugliesi. Come si sta organizzando la comunità italiana per accoglierli?
“Le famiglie hanno risposto e stanno continuando a rispondere bene specie per quanto riguarda l’accoglienza. Siamo felici di ospitare i giovani azzurri. Molte famiglie ci danno disponibilità solo per una settimana, quella in cui sarà qui il Papa, perché ospitare i giovani per così lungo tempo è difficile, quindi sarà dura trovare una sistemazione anche per dopo. Un problema che cercheremo di risolvere. Questo vale anche per i giovani che alloggeranno nelle parrocchie. Ci siamo mossi proprio da quest’ultime, riempiendo una parrocchia a sud-ovest di Sydney a Panania, esattamente vicino alla linea ferroviaria, proprio per avere accesso velocemente ai mezzi di trasporto, mentre abbiamo lasciato i posti vacanti nelle zone del quartiere italiano di Leichhardt e dintorni”.

Cosa avete in programma per loro?
“Avremo un momento di accoglienza ufficiale il 10 luglio, presso il TownHall di Leicchardt, dove i ragazzi saranno ricevuti dalle famiglie e condotti nei loro alloggi. Saranno divisi in sotto gruppi ed ognuno di loro verrà seguito da un responsabile dell’associazione giovani pugliesi, come punto di riferimento. Durante la settimana abbiamo organizzato anche delle brevi escursioni nei dintorni di Sydney per far loro conoscere almeno un po’ di Australia”.

Insomma una bella risposta, generosa, come nella migliore tradizione italiana…
“Certamente, nonostante il fatto che, come sappiamo, le prime generazioni di emigrati italiani sono ormai anziane e spesso diffidenti e dunque un po’ restie a mettersi in casa qualcuno che non conoscono. Ma tutti hanno risposto bene. Sono convinto che la Gmg per i nostri emigrati sarà un momento per riabbracciare l’Italia. Inoltre questo ha permesso anche a noi di riavvicinarci anche alle associazioni regionali che sono in Italia. Ci tengo poi a dire che in questo lavoro abbiamo agito in collaborazione con la Cei che, a sua volta, ha lavorato in stretto contatto con le associazioni italiane presenti sul territorio. Ne esistono ben 180 tra regionali e comunitarie nel solo New South Wales”.

Cosa sperate di ricevere come comunità da questa rimpatriata fatta di fede e di amicizia così come dalla Gmg?
“Un grande beneficio sopratutto per coloro che vivono soli, perché sarà un tempo di riavvicinamento all’Italia che risveglierà un sentimento nazionale forse un po’ sopito. Questo tipo di eventi hanno il merito di riaccendere anche il sentimento di fede e fanno riavvicinare la comunità alla Chiesa. Ricordo che nel 2005 quando venne l’icona della Madonna di Loreto, organizzammo una messa nello stadio per quanti fedeli c’erano e questo fu un momento aggregativo molto importante. Qui si vive diversamente l’andare a messa e non esiste quel rapporto stretto, come può esistere in Italia, tra parroco e fedeli. Ma c’è un altro importante elemento da sottolineare: la presenza di giovani italiani tra noi servirà anche a favorire l’integrazione tra italiani d’Australia, che spesso langue. Le nuove generazioni si sentono più australiane che italiane. Ma è in casi come questi che vengono rispolverate le proprie radici e lo spirito aggregativo”.

a cura di Francesca Baldini – Sydney
  (18 giugno 2008)