ALLARGAMENTO (6)

I nuovi dodici

Bulgaria

Ultima in ordine di tempo con la Romania a fare il suo ingresso nell’Unione Europea, la Bulgaria sta compiendo passi da gigante per avvicinare economia e società agli standard comunitari. Altri dieci Paesi – Cipro, Estonia, Lettonia, Lituania, Malta, Polonia, Slovacchia, Slovenia, Repubblica Ceca e Ungheria – sono entrati nell’Ue nel 2004 (per i servizi già pubblicati sui Paesi dell’allargamento cfr SIR Europa 19-23-34-37-41/2008). Nel giro di pochi anni, da satellite fedele dell’Unione Sovietica la Bulgaria è riuscita a mettersi sui binari dell’integrazione europea, grazie anche al sostegno dei Fondi Ue per la coesione che Sofia usa meglio della maggior parte dei nuovi Stati membri. Malgrado ritardi e problemi siano ancora all’ordine del giorno, i benefici per il popolo bulgaro sono già evidenti.SIR Europa ha intervistato l’Eurodeputata liberale Bilyana Raeva, componente della Commissione affari sociali e Presidente della Delegazione per le relazioni con lo Spazio Economico Europeo, già responsabile dell’applicazione del Fondo Sociale Europeo nel suo Paese.Sono trascorsi soltanto 17 mesi da quando la Bulgaria è entrata nell’Unione Europea nel 2007: come descriverebbe l’influenza che questo ingresso sta avendo sulla vita socio-economica?“Negli ultimi 20 anni, la Bulgaria ha attraversato un periodo di intensa transizione. Dal 1997 (quando è stata politicamente adottata la decisione di ingresso nell’Unione Europea) fino al 2007, quando questa è diventata realtà, la gente riteneva che l’Unione Europea fosse impossibilmente lontana e che tutto fosse perfetto. Ora la realtà è diversa – resta molto da fare per trarre il massimo vantaggio dall’appartenenza all’Unione Europea. La Bulgaria deve migliorare la gestione delle proprie politiche interne e l’Unione Europea fornisce le regole per farlo. Solo attuando una serie comune di regole, i benefici diventano reali. Basti pensare a quanto eravamo lontani dallo “scenario di vita” europeo. Se si guarda al passato, si vede quanto abbiamo ridotto il tasso di disoccupazione; abbiamo aumentato gli investimenti in turismo, imprese, costruzioni, infrastrutture e iniziative culturali, e abbiamo migliorato il sistema sociale. Ora i bulgari si sentono sicuri di sé come veri cittadini europei!”. Quali sono i settori in cui la Bulgaria cerca di migliorare le proprie performance e quali sono le vostre aspettative sui futuri sviluppi interni?“La Bulgaria è riuscita ad armonizzare notevolmente le proprie leggi e i propri standard verso i requisiti europei. Dobbiamo migliorare la nostra capacità amministrativa per il miglioramento delle norme e la diminuzione degli oneri per le imprese. In altri settori: l’applicazione della legge prevede la lotta alla corruzione e alla criminalità organizzata; una migliore qualità della vita secondo la qualità delle produzioni e dei servizi; il miglioramento dell’immagine – prodotti culturali e turistici diversificati; bioeconomia; un settore pubblico moderno. Stiamo migliorando la nostra qualità della vita, il che significa che le politiche future si concentreranno sulle riforme sociali e pensionistiche, sull’istruzione, sulla salute e su un miglior clima imprenditoriale”. Come ritiene che il nuovo scenario internazionale e la presenza della Bulgaria nella maggior parte delle organizzazioni internazionali regionali e mondiali contribuisca a fare sentire maggiormente la voce e i problemi del popolo bulgaro?“La Bulgaria è membro dell’Unione Europea e della Nato, il che aumenta la fiducia dei nostri partner politici. La collaborazione regionale è una notevole priorità nelle iniziative che contribuiscono a rinnovare e ricostruire l'”architettura europea” dopo l’ingresso nell’Unione Europea. La ratifica del Trattato di Lisbona da parte di tutti gli stati membri è l’unica via per il consolidamento dell’architettura europea e per dare una chance alla stabilità dei Balcani occidentali”. SchedaSucceduta nel 1990 alla Repubblica Popolare Bulgara dopo la cessione volontaria del potere da parte del Partito Comunista e le prime elezioni libere dopo il 1931, la Repubblica di Bulgaria ha aderito alla NATO il 29 Marzo 2004 e all’Unione Europea il I Gennaio 2007. Secondo il censimento di quest’anno, gli abitanti sono 7 milioni e 640 mila. Due le minoranze importanti: l’etnia turca (9,4%) e quella Roma (4,7%), cui va aggiunto il 2% di popolazione proveniente da almeno 40 etnie diverse. Per quanto concerne la religione, l’82,6% dei Bulgari appartiene alla Chiesa Ortodossa Bulgara, il 12,2% è di fede musulmana, lo 0,8% cristiano di rito protestante e lo 0,5% cristiano cattolico di rito romano.Amministrativamente, il territorio bulgaro è suddiviso in 6 Regioni e 28 Province.A Bruxelles la Bulgaria è rappresentata ufficialmente dalla Commissaria per le politiche dei consumatori, Meglena Kuneva, e da 18 Eurodeputati. Per il periodo 2007-2013, la Bulgaria beneficia di poco meno di 7 miliardi di Euro per le sei Regioni dell’Obiettivo “convergenza”.