UE

Una maggiore efficacia

Il summit dei capi di Stato e di governo

Il summit dei capi di Stato e di governo Ue, svoltosi il 19 e 20 giugno Bruxelles, ha confermato dubbi, posizioni e incertezze emerse nei giorni precedenti. Il “no” alla ratifica del Trattato di Lisbona, espresso dagli elettori irlandesi mediante referendum, ha tenuto banco durante tutto il vertice, segnandone i lavori e le conclusioni. Trattato, serve più tempo. Se ne riparla a ottobre. “Abbiamo preso atto del no al Trattato di Lisbona arrivato dall’Irlanda”, ha spiegato nella conferenza stampa finale il premier sloveno Janez Jansa , che ha concluso con il vertice la presidenza di turno del suo paese. “Rispettiamo tale decisione democratica, ma allo stesso tempo si è deciso di proseguire con il processo di ratifica negli altri sette paesi che non lo hanno ancora concluso”. Esclusa ogni ipotesi di rinegoziare il Trattato, i Ventisette hanno stabilito che “occorre più tempo per i temi istituzionali” e quindi ne riparleranno al summit del 15 ottobre, sotto presidenza francese. “Allo stesso tempo – ha aggiunto Jansa – ci siamo trovati d’accordo sul fatto che bisogna andare avanti, insieme, per affrontare i problemi concreti che interessano i cittadini. Dalla riunione di questi due giorni emergono infatti diverse decisioni operative”. Sempre riguardo il Trattato, s’è convenuto che la Repubblica ceca provvederà a ratificarlo “solo dopo che sarà giunto il pronunciamento della Corte costituzionale sulla sua compatibilità” con il quadro giuridico nazionale. “Siamo pronti a ratificare il Trattato – si è impegnato il premier ceco Mirek Topolanek -, ma solo dopo il via libera della Corte”. Gli imprevisti degli ultimi mesi. “Quello raggiunto oggi è un accordo positivo, un passo avanti” per l’Europa. Janez Jansa ha abbozzato anche un bilancio del suo semestre di presidenza. Si è dichiarato soddisfatto per i risultati ottenuti, “anche se per noi era tutto nuovo, essendo stati il primo paese di recente adesione ad aver guidato l’Unione. Per me è stata una grande sfida, ma credo lo sia per ciascun paese. Noi, poi, abbiamo dovuto affrontare diversi imprevisti”: elenca il no irlandese al Trattato, l’escalation di prezzi, “i problemi dei Balcani occidentali”. Il capo del governo di Lubiana si è quindi soffermato sul tema dell’inflazione. “Abbiamo cercato risposte a breve, medio e lungo termine e la Commissione è stata incaricata di definire un quadro di interventi. Ma si tratta di questioni che non possono essere risolte in fretta. Ad esempio sull’energia bisogna muoversi non solo sugli approvvigionamenti di gas e petrolio, ma anche sul versante del risparmio, delle fonti sostenibili e ricercando nuove tecnologie”. Infine un accenno al semaforo verde per l’ingresso della Slovacchia nell’eurozona: “Credo sia un segnale forte per dire che l’Ue funziona e va avanti”. Aiuti alle famiglie e Istituto di tecnologia. “Gli irlandesi hanno chiesto più tempo” per la ratifica del Trattato di riforma “e lo avranno”. José Manuel Barroso è stato tra i protagonisti del summit. Riflettendo sui risultati dell’incontro al vertice ha però dedicato minor spazio ai nodi istituzionali, preferendo soffermarsi sui “temi concreti”. Anzitutto il livello dei prezzi alimentari e petroliferi: “Rafforzeremo il programma, già in funzione, che prevede aiuti alimentari alle persone e alle famiglie dell’Ue che ne hanno necessità. Sono stati indicati aiuti diretti ai pescatori”, soprattutto per quanto riguarda l’acquisto di carburante per i pescherecci, “e per gli agricoltori”, che erano sfilati per le vie di Bruxelles nei giorni precedenti. “Non abbiamo soluzioni immediate a tutti i problemi”, ha puntualizzato Barroso, perché “servono cambiamenti strutturali”. Il capo dell’Esecutivo si è detto invece “molto soddisfatto perché è stato fatto l’ultimo passo per rendere operativo l’Istituto europeo di tecnologia, che avrà sede a Budapest e che forse potrebbe essere inaugurato già il prossimo settembre”. Una soluzione prima delle elezioni europee. Il documento con le conclusioni del summit comprende 24 pagine. Il primo capitolo è dedicato al processo di ratifica del Trattato di Lisbona. Seguono i capitoli sulla giustizia e sicurezza, sui livelli dei prezzi, sui temi ambientali e sui Balcani occidentali. Alla voce “relazioni esterne” figurano alcuni paragrafi sugli Obiettivi del millennio, la politica euromediterranea, la situazione a Cuba. A questo proposito il ministro degli esteri sloveno, Dimitrij Rupel, ha affermato: “Abbiamo inviato un messaggio incoraggiante a Cuba”, revocando le sanzioni sinora in atto, “ma controlleremo che ci sia un vero processo di transizione”. Al termine della riunione dei 27, tutti i leader ne hanno commentato i risultati. Il presidente francese Nicolas Sarkozy, prossimo presidente di turno Ue, ha confermato: “Le ratifiche del Trattato di Lisbona devono andare avanti”. “Sul Trattato faremo il punto al vertice di metà ottobre”, ha aggiunto, sostenendo che “una soluzione va comunque trovata in tempo per le elezioni dell’Europarlamento” del giugno 2009.