Austria: l’adozione è un donoL’adozione come “opportunità e dono” è stata al centro di una riunione di studio della diocesi di Graz-Seckau svoltasi a Graz nei giorni scorsi. “Una donna che dà in adozione il proprio figlio, non lo dà via ma lo dona”, ha sottolineato Sissi Potzinger dell’Associazione delle famiglie cattoliche della Stiria durante l’incontro. “Le donne che nonostante gravi difficoltà donano la vita ad un bambino e lo danno in adozione, meritano un rispetto speciale”, ha aggiunto. “Non tutti i genitori che hanno bambini possono essere tali”, ha dichiarato Friedrich Ebensberger dell’Associazione dei genitori in affido della Stiria. “Chi riconosce ciò e lascia il proprio bambino ai genitori adottivi, gli offre una chance per una vita di amore e sicurezza e, così facendo, rende felice una coppia senza figli”. Michael Lehofer, primario della clinica Sigmund Freud di Graz, si è detto a favore di un’adozione quanto più precoce: “In tal modo, l’esigenza primaria della relazione, propria di ogni persona, viene soddisfatta al meglio”.Nel caso delle adozioni tardive, spesso a questo processo si sommano esperienze di violenze o la perdita improvvisa dei genitori naturali, ha aggiunto la psichiatra. “Tuttavia, se da un certo punto di vista il bambino adottato è un bambino abbandonato, dall’altro egli è anche scelto” dai genitori adottivi. Il “diritto del bambino a conoscere la propria origine”, qualora sia stato adottato, è stato sottolineato da Christian Theis, legale dei minori, che ha fatto riferimento alla Convenzione dell’Onu sui diritti del bambino. Ciò non avviene in Austria nel caso della “nascita anonima”, ossia della possibilità di rinunciare nell’anonimato alla potestà sul neonato. “Questa variante è prevista per donne in situazioni di estrema necessità: è una soluzione umana e al contempo rappresenta una possibilità di sopravvivenza per il bambino, ha sottolineato Corinna Pletz dell’ufficio Caritas per la nascita anonima “Babyklappe”. Alle donne che decidono in tal senso viene chiesto, prima o dopo la nascita del bambino, di lasciare una lettera su se stesse, sul padre, la famiglia e, ove possibile, sulle ragioni della propria scelta. Vengono richieste anche eventuali informazioni di carattere medico. “Ma le adozioni aperte, in cui i genitori naturali conoscono i genitori adottivi, sono da preferire”, ha aggiunto Pletz. Portogallo: una struttura centrale per le diocesiA conclusione delle Giornate Pastorali, tenutesi a Fatima, il presidente della Conferenza episcopale portoghese, mons. Jorge Ortiga ha rivelato che i vescovi portoghesi stanno pensando alla creazione di una struttura centrale che organizzi tutte le diocesi e che si occupi della gestione economica comune. “Una parrocchia o una diocesi non sono certo comparabili ad un’impresa – ha affermato mons. Ortiga – ma è possibile un certo apprendimento di moderni metodi di gestione: gli archivi ed i centri parrocchiali, le istituzioni di solidarietà, le dotazioni ecclesiali devono, per esempio, essere condivisi con dei laici, affinché i sacerdoti si concentrino maggiormente nel compito pastorale”. Mons. Carlos Azevedo, segretario della Cep, ha aggiunto che uno degli insegnamenti più importanti emersi dalle giornate di studio riguarda l’opportunità di elaborare una visione strategica previa: “È necessario che tutte le persone che si trovano implicate a livello decisionale siano ben coscienti della prospettiva programmatica, la quale non si deve soffermare solo sull’analisi delle risorse, ma deve contenere anche elementi d’innovazione a medio termine, almeno dai tre ai cinque anni”. Dall’assemblea plenaria straordinaria della Cep – ha concluso mons. Azevedo – è emerso che “alla Chiesa cattolica non basta più la sola buona volontà, ma, in un tempo come quello attuale dove si da fiducia di chi si mostra esperto, il principio della competenza deve essere centrale anche nel nostro modo di funzionare e nel momento in cui prendiamo decisioni, affinché le nostre risposte ai bisogni sociali si mostrino più efficienti e maggiormente efficaci”.Repubblica ceca: una biblioteca in latino on lineUna biblioteca in lingua latina. È stata aperta dai vescovi della Repubblica Ceca all’interno del loro sito ufficiale, al link www.cirkev.cz/en/library. Lo scopo dell’iniziativa è quello di mettere a disposizione delle persone interessate testi e documenti della Chiesa in lingua originale, non solo in latino, ma anche in greco, altre lingue, compreso il latino odierno (living Latine). Sarà così possibile consultare e leggere documenti della Santa Sede in lingua originale, testi antichi biblici, liturgici e preghiere. Molto utile a riguardo sarà la consultazione anche di dizionari di lingue antiche disponibili nel sito. La biblioteca on line è stata curata da Jiri Cepelak della facoltà di filosofia e arte della Charles università di Praga in collaborazione con l’ufficio stampa dei vescovi cechi.