ROMANIA
Ortodossi e cattolici dopo due casi che hanno fatto molto discutere
“Il movimento ecumenico, cioè di ricostruzione dell’unità visibile dei cristiani nel mondo intero, accolto con entusiasmo ai suoi inizi, oggi è indebolito e spesso contestato a causa di alcune sue debolezze e fallimenti”. Lo ha detto il Patriarca Daniel della Chiesa Ortodossa Romena all’apertura dei lavori del Santo Sinodo, svoltosi a Bucarest l’8 e 9 luglio scorsi. Nell’agenda del Santo Sinodo il dibattito sul “comportamento liturgico” di due membri del clero ortodosso in relazione ad altri culti, considerato da alcune importanti figure dell’Ortodossia romena non conforme ai canoni della Chiesa ortodossa.Due gesti di “cosiddetta intercomunione”. Nella festa dell’Epifania, il vescovo ortodosso Sofronie Drincec di Oradea e il vescovo greco-cattolico Virgil Bercea di Oradea hanno celebrato insieme la cerimonia di benedizione dell’acqua. Qualche mese più tardi, il 25 maggio, il metropolita ortodosso Nicolae Corneanu di Banat – molto conosciuto in Europa per il suo impegno ecumenico – si è avvicinato al sacramento dell’Eucaristia durante una messa greco-cattolica. Le due Chiese “sorelle”, Cattolica e Ortodossa, hanno tanto in comune – sette sacramenti, tanti santi nel calendario, un’organizzazione ecclesiastica simile, monachismo -, ma non ancora la “comunione eucaristica”. I gesti dei due gerarchi ortodossi, che hanno sollevato una forte polemica nel mondo ortodosso, sono stati descritti dal Patriarca Daniel come gesti di “cosiddetta intercomunione” che, anche se compiuti “in un contesto di fraternità cristiana”, “diminuiscono le differenze dogmatiche tra la Chiesa Ortodossa e la Chiesa Cattolica e indeboliscono l’unità di fede quale fondamento della ricostruzione della comunione tra le due Chiese”. “La Santa Eucaristia non è un mezzo o una tappa verso l’unità cristiana ecclesiale – ha spiegato il patriarca – , bensì la manifestazione più intensa dell’unità della Chiesa, il suo coronamento”.Difendere l’Ortodossia nel rispetto degli altri cristiani. Il Santo Sinodo della Chiesa Ortodossa Romena ha tanti compiti e responsabilità, ma la prima e la più grande di tutte – ricorda il Patriarca – è “preservare l’unità della fede e della comunione con la Chiesa ortodossa universale”. In questo spirito, il Santo Sinodo riunito nei giorni scorsi a Bucarest “ha disapprovato i gesti non canonici dei due gerarchi e ha accolto il loro ripensamento e pentimento come primo segno della loro correzione”. Inoltre, il Santo Sinodo ha deciso che non è permesso a nessun ortodosso fare la comunione in un’altra Chiesa cristiana e che nessun chierico ortodosso può celebrare sacramenti e benedizioni con ministri di altri culti. Il Patriarca Daniel ha spiegato che con questa decisione “non desideriamo diffamare o trattare con arroganza o disprezzo gli altri cristiani, oppure interrompere il dialogo teologico e la cooperazione nell’ambito sociale”, e ha sottolineato che da parte della Chiesa Cattolica e di altre Chiese dell’Occidente, “si manifesta molta disponibilità nel prestare luoghi di culto alle nuove parrocchie ortodosse dell’Europa occidentale, che non hanno possibilità economiche per costruire le proprie chiese”.Un dialogo teologico sincero e profondo. “Grazie al nuovo spirito ecumenico – ha spiegato il Patriarca Daniel ai membri del Sinodo – , si è passati dalla polemica al dialogo, dal confrontarsi alla cooperazione e all’aiuto fraterno, dal presentare innanzitutto quello che ci separa al sottolineare soprattutto quello che ci accomuna”. E ha ribadito la volontà della Chiesa Ortodossa Romena di portare un dialogo teologico “sincero e profondo” con la Chiesa Cattolica. Questo desiderio lo ha espresso anche don Francisc Dobos, il portavoce dell’arcidiocesi cattolica di Bucarest, dopo aver appreso la notizia della decisione presa dal Santo Sinodo della Chiesa Ortodossa Romena riguardo al metropolita Corneanu di Banat e il vescovo Sofronie di Oradea: “Consideriamo giusto che ogni Chiesa risolva i suoi problemi secondo i propri canoni e regolamenti. Nutriamo la convinzione che il dialogo tra le due Chiese progredisca nella direzione della comunione dallo stesso calice”. Negli ultimi anni il dialogo tra la Chiesa Cattolica e la Chiesa Ortodossa in Romania è stato reso difficile dal problema della restituzione degli edifici di culto, già appartenuti alla Chiesa Greco-Cattolica e nel 1948, con decreto governativo, passati alla Chiesa Ortodossa. Nel 2005 La Chiesa Ortodossa Romena ha deciso di interrompere il dialogo con la Chiesa Greco-Cattolica nella Commissione Mista di Dialogo perché la Chiesa Greco-Cattolica aveva scelto di appellarsi alla giustizia per risolvere il problema della restituzione delle sue proprietà da parte della Chiesa Ortodossa. Il dialogo tra le due Chiese è tuttora interrotto.