Il tempo dei frutti

GMG 2008

Bandiere, cappelli e maglie multicolori lungo le strade di Melbourne alla vigilia della 23ª Giornata mondiale della gioventù. Sono dei ragazzi giunti per i “giorni nelle diocesi”, momento di gemellaggio con le comunità cattoliche australiane prima dell’evento che culminerà con la veglia e la messa del Santo Padre, domenica 20 luglio. Ieri pomeriggio (10 luglio) i giovani hanno affollato la cattedrale di St. Patrick per un momento di preghiera e di adorazione eucaristica, e oggi (11 luglio) parteciperanno alla messa presieduta dall’arcivescovo di Melbourne, mons. Denis Hart. Dall’Austria al Cile, dalla Germania alla Corea, dal Bahrain al Kuwait, senza dimenticare l’Italia, gli Stati Uniti, il Sudafrica, lo Zambia… Alcuni numeri danno il senso dello sforzo prodotto dall’arcidiocesi per accoglierli: alla celebrazione di oggi (11 luglio) saranno presenti 4 cardinali, mille vescovi, mille preti, 300 ministri straordinari dell’Eucarestia assistiti da 650 volontari.

Testimoni della Chiesa del futuro. “Abbiamo lavorato duramente per tre anni e adesso è tempo di raccogliere i frutti. Melbourne, Sydney e tutta l’Australia usciranno arricchite dalla fede di questi giovani”, dichiara al SIR mons. Christopher Prowse, vescovo ausiliare di Melbourne, che il 10 luglio ha aperto in cattedrale i “Giorni nelle diocesi”. Melbourne, a riguardo, ha organizzato (10-14 luglio) un programma di eventi che coinvolgeranno i 25 mila giovani che hanno scelto la capitale dello Stato di Victoria per queste giornate. Nel centro di accoglienza dei pellegrini non cessa l’affluenza di giovani che fanno la fila per avere le informazioni necessarie su alloggio, vitto e trasporti. Ad accoglierli è lo stesso vescovo: “Confidiamo molto in questa Gmg -afferma – per ridare forza e coscienza alla nostra gioventù. I giovani sono destinati ad essere i testimoni della Chiesa del futuro in tutto il mondo, la loro forza non va dispersa. Melbourne verrà svegliata dalla Gmg”.

Sotto il segno della mitezza.
Dalla Toscana all’Australia, i 70 giovani della diocesi di Massa Carrara – Pontremoli hanno fatto un percorso in preparazione alla Gmg partendo dalla vita di alcuni testimoni della fede dei nostri tempi, tra cui San Francesco Fogolla, martire cinese originario della diocesi di Pontremoli. Ora, nell’avventura australiana, li accompagna il vescovo, mons. Eugenio Binini, che come loro indossa un giubbotto rosso con la scritta “Beati i miti perché erediteranno la terra”. “Un gesto simbolico – spiega – perché crediamo in una lettura della missionarietà alla luce della mitezza”. “Siamo alla Gmg – prosegue mons. Binini – anche per ribadire che il senso della testimonianza cristiana non sta nell’imporre un messaggio, ma nel proporlo a tutti attraverso la forza di un amore che spinge a donare la propria vita per gli altri”.

In missione a Manila.
Tra le esperienze che hanno preceduto la Gmg si distingue quella di 44 giovani del Movimento giovanile missionario, che prima di arrivare in Australia sono stati nelle Filippine, dall’1 all’8 luglio. “Desideravamo fare un’esperienza forte di missione”, spiega uno di loro, Fabio Cento. E così è stato: negli occhi hanno i poveri di Tondo, la parrocchia dei canossiani nelle “Smokey Mountains” di Manila. I ragazzi, provenienti da tutte le Regioni italiane, hanno visitato diverse missioni nel Paese asiatico, ma l’impatto con la “montagna fumante” dei rifiuti di Manila, dove vivono migliaia di persone in baracche di legno e lamiera, ha lasciato un segno. Fabio Cento era già stato in varie terre di missione, tuttavia “la povertà estrema che abbiamo visto a Tondo – racconta – io non l’avevo mai incontrata”. Anche se – aggiunge – “non hanno mai chiesto niente e, anzi, i filippini ci hanno offerto un’ospitalità unica. Per non parlare dei giovani, impegnati molto più di noi nella missione”. Il gruppo è adesso ospite nelle famiglie di Melbourne per vivere i giorni del gemellaggio con le diocesi australiane, poi si sposterà a Sydney, dove allestirà anche uno stand per far conoscere le proprie attività missionarie.

Un pellegrinaggio nel pellegrinaggio. Infine, c’è anche chi già da giorni va in giro per l’Australia per “essere testimone di fede”. È il caso di tre giovani giunti dall’Italia lo scorso 1° luglio, che dopo l’atterraggio a Sydney hanno affittato un’auto e sono partiti alla scoperta del country side , unendo al turismo l’incontro con le famiglie e le comunità locali. “Una volta arrivati nelle parrocchie siamo stati ospitati dalle famiglie, che ci hanno accolto con grande generosità”, racconta Elena Mauri (22 anni), milanese. Addirittura, continua, “c’è stata una signora che, nonostante avesse il minimo indispensabile per vivere, ci ha offerto il suo camper in giardino”. “I giovani devono prendersi la responsabilità di testimoniare ciò in cui credono, perché su di noi poggia il futuro della Chiesa”, aggiunge Massimiliano Re (29 anni), che ha anticipato le ferie estive per partecipare a quest’esperienza. I tre giovani vivranno le giornate a Sydney come volontari, assistendo i pellegrini; dopo la Gmg, infine, proseguiranno il loro viaggio-testimonianza lungo la costa australiana.

a cura degli inviati SIR a Sydney

(11 luglio 2008)