Cresce la festa

GMG 2008

Il 15 luglio è iniziata ufficialmente con la messa a Barangaroo presieduta dall’arcivescovo di Sydney, card. George Pell, la 23ª Giornata mondiale della gioventù. Circa 150 mila i giovani partecipanti, assiepati sull’area del vecchio porto della cittadina australiana. Davanti a loro, l’altare dove hanno concelebrato 26 cardinali, 400 vescovi e 4 mila sacerdoti. Ma già da una settimana sono iniziati i primi arrivi di giovani di tutto il mondo in Australia (cfr SIR Quotidiano su www.agensir.it).

Dalla delusione… Sembra essere svanito il sogno dei giovani iracheni di essere presenti alla Giornata mondiale della gioventù. Il volo che li avrebbe dovuti portare da Erbil a Sydney passando per Dubai e Singapore ha subito una cancellazione nella tratta finale Singapore – Sydney. A dare la notizia è padre Rayan P.Atto che al sito Baghdadhope ha espresso tutta la sua delusione per questo ulteriore intoppo dopo la questione dei visti di ingresso: “Siamo persi. Siamo andati in aeroporto ma ci ha chiamato l’agenzia di viaggi dicendoci che il nostro volo era stato cancellato”. Padre Atto dichiara di non sapere i motivi della cancellazione: “Sembra però che il volo non fosse confermato. Dovevamo essere gli ultimi ad arrivare a Sydney, ma sembra che saremo gli assenti. È davvero un peccato. Nonostante tutto l’agenzia cerca di rimediare, non ci resta che sperare”, conclude il sacerdote caldeo.

alla speranza. Dalla delusione dei giovani iracheni alle speranze degli spagnoli. “È tipico della Spagna partecipare sempre, con tanti giovani generosi. Lo sforzo, anche economico, richiesto per quest’occasione, che ci ha portato qui dall’altra parte del mondo, significa che ci sentiamo giovani della Chiesa e vogliamo parlare al mondo come testimoni del Vangelo”. Ad affermarlo è mons. Gregorio Roldán, delegato della pastorale giovanile dell’arcidiocesi di Madrid. Osservando le folle di pellegrini giunti in Australia, mons. Roldán sottolinea come Giovanni Paolo II prima, e ora Benedetto XVI, abbiano “il potere di attrarre i giovani verso la Chiesa”. Ragazzi e ragazze giunti da un capo all’altro del globo, e tra di essi vi sono numerosi europei. Da qui un auspicio: “Noi madrileni – dice il presule – stiamo sperando che Benedetto XVI convochi in Spagna la prossima Gmg, magari proprio nella nostra città. Per ora è solo una speranza: chissà che domenica 20 non diventi realtà…”.

Nel segno della solidarietà. Il contributo di solidarietà versato anche dai 750 giovani austriaci che partecipano alla Gmg ha consentito la realizzazione di un viaggio storico: per la prima volta dalla sigla del trattato di pace in Sudan, un gruppo di 44 giovani proveniente da tutte le diocesi – sia dal Sud cristiano che dal Nord musulmano – potrà prendere parte all’incontro col Papa. I giovani austriaci hanno aderito insieme a giovani di altri Paesi all’iniziativa organizzata dall’opera caritativa “Kirche in Not”, che prevedeva un versamento extra di 10 euro per finanziare il viaggio a Sydney dei sudanesi. “È la prima volta nella storia della Chiesa del Sudan, che abbiamo una delegazione di giovani da tutto il Sudan, in cui siano rappresentate tutte le diocesi cattoliche”, ha affermato il missionario comboniano Celestino Prevedello, coordinatore della Gmg per il Sudan. Nel Paese vivono quasi 4 milioni di cattolici, pari a circa il 15% dell’intera popolazione. Durante le giornate delle diocesi, i giovani africani hanno incontrato anche connazionali, le cui famiglie erano fuggite dal Paese durante la guerra civile, e che si sono stabiliti in Australia.

In viaggio dal Medio Oriente. “Nei saluti iniziali non sono stati nominati i giovani che provengono da Libano, Siria, Giordania e dagli altri Paesi del Medio Oriente. Una dimenticanza che ci è dispiaciuta – ha lamentato al SIR padre Gregoire Sasseen, dell’eparchia di Sidone – perché noi siamo qui a testimoniare come ci siano ancora dei cristiani in Libano e in tutta l’area mediorientale, laddove nacquero le prime comunità cristiane”. Il gruppo dei libanesi è costituito da circa 300 persone, che hanno deciso di venire per “testimoniare, ma anche essere incoraggiati nella nostra fede”, aggiunge padre Sasseen. Dal Libano, a causa della difficile situazione politica, molti giovani emigrano, e diversi sono anche in Australia, “ma – conclude il religioso – noi amiamo la pace e vorremmo che i nostri ragazzi non fossero costretti ad andarsene, impoverendo il Paese delle energie e delle intelligenze migliori. La gente, sia noi cristiani sia i musulmani, vuole la pace, non ama la guerra o il terrorismo: è la politica che fa delle scelte che non capiamo”. Maria Abdel Nour è un’insegnante di una scuola cattolica della stessa diocesi. Racconta che dal 1997 ha partecipato a tutte le Gmg perché “per me, che vengo da un Paese dove ormai i cristiani sono la minoranza, è emozionante incontrarmi con persone di tutto il mondo con cui sono unita da una sola fede e da un solo Battesimo”.

servizi a cura degli inviati SIR a Sydney
Daniele Rocchi, Francesco Rossi, Simona Mengascini
con la collaborazione di Francesca Baldini e Michela Cubellis

(16 luglio 2008)