DIALOGO INTERRELIGIOSO

Madrid, Londra, Mosca

Madrid: conclusa la conferenza interreligiosaSi è conclusa a Madrid dopo tre giorni di lavoro la Conferenza interreligiosa convocata dal 16 al 18 luglio dal re saudita Abdallah. Alla Conferenza hanno partecipato 250 rappresentanti delle tre grandi religioni monoteiste – cristiana, musulmana ed ebraica. Per il Vaticano è intervenuto il presidente del Pontificio Consiglio per il dialogo interreligioso, cardinale Jean-Louis Tauran, per il Consiglio mondiale delle Chiese (in rappresentanza delle Chiese ortodosse, evangeliche e anglicana) ha preso la parola il metropolita per l’Europa Occidentale Emmanuel. Al termine della Conferenza è stata resa nota una “Dichiarazione di Madrid” che rigetta l’idea dello scontro tra civiltà, invitando ad un accordo internazionale per combattere il terrorismo, ritenuto “uno dei maggiori ostacoli allo sviluppo del dialogo e della convivenza”. “Il terrorismo – si legge nella dichiarazione – è un fenomeno che deve essere combattuto seriamente, in maniera giusta e responsabile attraverso un comune sforzo internazionale”. I rappresentanti religiosi chiedono pertanto all’Assemblea generale dell’Onu di convocare una sessione speciale per la comprensione fra religioni e culture. E si afferma che il dialogo è “il miglior modo per favorire la reciproca comprensione e cooperazione nelle relazioni umane così come nella pacifica coesistenza tra le nazioni”. A promuovere l’iniziativa è stato il re saudita Abdallah che è capo di una delle monarchie considerate più ultraconservatrice dal punto di vista religioso, guidata dal wahhabismo, dottrina di rigorosa osservanza musulmana. L’idea della Conferenza era stata illustrata dallo stesso re Abdullah, il “custode delle due Sante Moschee”, nel corso dello storico incontro a novembre in Vaticano con papa Benedetto XVI. Londra: una marcia contro la povertà nel mondoCattolici, anglicani, musulmani, ebrei, buddisti, indù e sikh, guidati dai loro leader, attraverseranno il centro di Londra, giovedì prossimo, per ricordare ai 189 capi di stato di tutto il mondo che hanno ratificato la Dichiarazione del Millennio nel 2000 con i suoi otto obbiettivi, compreso dimezzare la povertà nel mondo e garantire istruzione elementare universale entro il 2015, che non stanno mantenendo le loro promesse. Alla “marcia della testimonianza”, così si chiama la manifestazione, parteciperanno Cormac Murphy-O’Connor Primate cattolico e Rowan Williams, il Primate anglicano, il rabbino capo del Regno Unito Jonathan Sacks e il presidente del Consiglio musulmano della Gran Bretagna Ibrahim Mogra. Tra i millecinquecento leader religiosi vi saranno anche i 670 Vescovi che si trovano a Canterbury per la Lambeth Conference, l’appuntamento che riunisce ogni dieci anni i leader della comunione anglicana. Il segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ky Moon, ha organizzato un incontro per il 25 settembre per discutere la mancata adesione alla promessa fatta con la firma degli obbiettivi di sviluppo del millennio. I leader religiosi durante la marcia porteranno cartelloni che diranno “Mantenete le promesse. Dimezzate la povertà entro il 2015” e la residenza del Primate anglicano, Lambeth Palace, sarà coperta con cartelloni con lo stesso slogan.Mosca: incontro russo-iraniano Si è tenuto a Mosca dal 16 al 17 luglio la VI Assemblea della Commissione russo-iraniana per il dialogo tra l’ortodossia e l’Islam, presieduta per la parte della Chiesa ortodossa russa dal vescovo Alessandro di Baku e per la parte musulmana dall’ayatollah Ali Akhbar Rachchad. Tema dell’incontro era “L’insegnamento su Dio e sull’uomo nell’ortodossia e nell’Islam”. In un comunicato finale – reso noto dall’agenzia russa Interfax – si afferma che secondo i rappresentanti ortodossi russi ed islamici iraniani i diritti umani e le libertà devono collegarsi necessariamente alle norme morali. “La storia dell’umanità – si legge nel comunicato – prova che la distruzione della moralità provoca una crisi a livello sia personale che sociale, ed induce le persone al vuoto interiore. È pertanto nostro dovere affermare attraverso i mezzi della educazione e dei mass-media che i valori morali trovano il loro fondamento nel Creatore”.