UE
Le istituzioni ancora in attività mentre rimane aperta la questione ratifiche al Trattato di Lisbona
Non è ancora tempo di vacanze per le istituzioni comunitarie. In questi giorni sono in corso una serie di azioni politiche e legislative di primaria importanza, mentre in cima all’agenda della presidenza di turno francese rimane la questione delle ratifiche al Trattato di Lisbona.Bilancio ed Eurolandia. La scorsa settimana il Consiglio affari economici e finanziari (Ecofin), presieduto dal ministro francese del bilancio Eric Woerth, ha approvato in prima lettura il progetto di bilancio dell’Unione europea per il 2009. Si tratta del primo passo di un iter piuttosto complesso che, coinvolgendo Consiglio, Parlamento e Commissione, dovrebbe concludersi entro dicembre, affinché il bilancio possa entrare in funzione il 1° gennaio 2009. Nel frattempo la Commissione segue i preparativi per l’introduzione della moneta unica in Slovacchia dal prossimo anno: un rapporto steso nei giorni scorsi ha constatato il buon grado di preparazione rispetto ai conti pubblici, mentre restano molte azioni da svolgere per sensibilizzare gli operatori economici e i consumatori. “Ora che ha avuto il semaforo verde per Eurolandia – ha spiegato il commissario agli affari monetari Joaquìn Almunia – la Slovacchia si deve concentrare sugli ultimi preparativi affinché il passaggio all’euro avvenga senza problemi”. E Almunia cita ancora consumatori, imprese e controllo sui prezzi al dettaglio. Trattato di Lisbona. Tra gli impegni di luglio, l’Ue ha inaugurato sabato 19 l’Agenzia per il controllo della pesca, la cui sede è stata installata a Vigo, in Spagna. Mercoledì 23 luglio viene reso noto il rapporto della Commissione su Romania e Bulgaria, gli ultimi due Stati che hanno aderito alla “casa comune”, sui progressi nei settori delle riforme giudiziarie e della lotta alla corruzione. Per il 25 luglio è invece fissato il summit tra Ue e Sud Africa che si svolgerà a Bordeaux. Nel calendario che attende il presidente di turno Ue, Nicolas Sarkozy, spicca la ratifica del Trattato di riforma, che necessita dell’approvazione definitiva dei 27 Stati membri per entrare in vigore. Dopo il “no” giunto dal referendum irlandese, l’argomento era stato affrontato dal summit dei capi di Stato e di governo di fine giugno che aveva invitato a proseguire le ratifiche per poi fare il punto della situazione durante un ulteriore vertice (15 ottobre). Lo stesso Sarkozy sta ora facendo pressione su Dublino affinché maturi una via d’uscita all’impasse. Le ratifiche sono comunque giunte a quota 23: mancano all’appello solo i voti dei parlamenti ceco, italiano e svedese. Prezzi agricoli: iniziativa Ue. La Commissione è invece impegnata sul fronte dei prezzi, altro tema sul quale il summit di giugno non era giunto a progetti condivisi. Così l’Esecutivo ha lanciato il 18 luglio una proposta volta a sostenere le produzioni agricole nei paesi in via di sviluppo per contenere i prezzi delle derrate alimentari sui mercati mondiali e per aiutare al contempo le popolazioni più povere del pianeta. La Commissione intenderebbe stanziare a questo proposito 1 miliardo di euro per il biennio 2008-2009; i fondi verrebbero tratti dagli stanziamenti non utilizzati del bilancio agricolo dell’Unione. Ma, trattandosi di una procedura in codecisione (che richiede cioè il via libera sia dal Consiglio che dal Parlamento Ue), l’Esecutivo vorrebbe stringere i tempi. Il via libera deve infatti giungere entro novembre, “per evitare di perdere gli stanziamenti non utilizzati del bilancio 2008”. “I finanziamenti – spiegano fonti della Commissione – saranno erogati ai paesi in via di sviluppo che più ne necessitano e che saranno selezionati sulla base di una serie di criteri obiettivi”. Tra le priorità di questo “sistema di allerta rapida” figurano “misure volte a stimolare l’offerta e a favorire un migliore accesso ai mezzi di produzione agricola, quali sementi e fertilizzanti, eventualmente mediante l’erogazione di crediti”.Solidarietà e stabilità. Il presidente della Commissione europea, José Manuel Barroso, ha dichiarato: “Il rincaro dei generi alimentari ha un impatto particolarmente pesante per le popolazioni più povere e rischia di compromettere gli sforzi compiuti verso la realizzazione degli obiettivi di sviluppo del millennio e di esacerbare le tensioni nei paesi poveri, in modo particolare in Africa”. Con questa dotazione finanziaria “si intende dare una risposta forte e rapida in termini di offerta agricola. Si tratta nel contempo di un atto di solidarietà con i paesi più poveri e di una misura per rafforzare la stabilità”. Il commissario per lo sviluppo e gli aiuti umanitari Louis Michel ha aggiunto: “L’aumento dei prezzi dei generi alimentari ha colpito duramente soprattutto gli agricoltori e le popolazioni dei paesi in via di sviluppo. Il notevole apporto di liquidità garantito dal sistema aiuterà a risollevare la produzione agricola in tali paesi. È questa l’Europa che reagisce con azioni efficaci” e che “propone soluzioni per aiutare gli agricoltori dell’Africa e di altre regioni in via di sviluppo”.