CHIESE CRISTIANE

Russia-Italia, Anglicani, Luterani

Russia-Italia: presto un vescovo ortodossoIl Patriarcato di Mosca, “dopo una consultazione avuta con la Chiesa cattolica romana”, ha iniziato “il processo di registrazione ufficiale della Chiesa ortodossa in Italia” con la nomina, per la prima volta, di un vescovo. Lo ha annunciato il Patriarca di Mosca Alessio II nel corso di un incontro avuto il 17 luglio con il presidente della Repubblica italiana Giorgio Napolitano nel monastero di Danilov. Per arginare il problema – assai caro agli ortodossi – del territorio canonico, quella italiana non sarà una diocesi ma una struttura amministrativa ecclesiastica per le parrocchie russe in Italia. Il suo vescovo – che verrà nominato in futuro – vivrà in Italia ma avrà la sede titolare in Russia, a Bogoliubsk, una cittadina vicino a Mosca. L’Italia fino ad oggi era amministrata dal metropolita per l’Europa occidentale Innocent de Chersonèse, responsabile ora per la Francia, la Spagna, il Portogallo. L’Italia è stata distaccata perché -come ha rilevato il Patriarca Alessio al presidente Napolitano, “in Italia oggi vivono e lavorano molti che appartengono alla Chiesa russa” e secondo alcuni rapporti il loro numero raggiunge la cifra di un milione di persone. La cura pastorale di questi fedeli richiede “adeguate strutture” e “la presenza permanente di un vescovo russo nel Paese”. Il patriarca ha poi ringraziato le autorità italiane per aver “reso possibile la costruzione” della Chiesa di Santa Caterina a Roma che sarà inaugurata quest’anno a dicembre. e del trasferimento agli ortodossi russi della Chiesa di Bari dedicata a San Nicola. Il Patriarcato ha infine sottolineato “le buone relazioni” che la Chiesa di Russia intrattiene con la Chiesa cattolica in Italia e in particolare “lo sviluppo di proficui contatti con la Conferenza episcopale italiana e molte diocesi”. Segno di queste buone relazioni – si legge sempre nel comunicato del Patriarcato – saranno le visite in programma quest’anno dell’arcivescovo di Milano, Dionigi Tettamanzi e del card. Crescenzio Sepe, arcivescovo di Napoli, accompagnate da delegazioni “del clero e di laici”. “Scopo delle loro visite è prendere familiarità con la vita e la tradizione della Chiesa ortodossa russa”. Mons. Vincenzo Paglia, vescovo di Terni e presidente della Commissione episcopale della Cei per l’ecumenismo, dice di essere a conoscenza del progetto e esprime anche la sua gioia alla notizia. La presenza sempre più massiccia di fedeli della Chiesa russa in Italia “porta al nostro Paese il contributo di una spiritualità e di una tradizione liturgica assolutamente straordinaria”. Poi riguardo ai rapporti della Chiesa ortodossa russa con l’Italia afferma: “Questo legame così forte e singolare non è un caso e non può non far pensare che il primate della Chiesa cattolica in Italia è il Papa”. Anglicani: vescovi in ritiro spiritualeI 650 vescovi giunti a Canterbury per la 14ma Lambeth Conference, sono entrati da giovedì 17 in un periodo di ritiro spirituale. Per tre giorni, i vescovi seguiono un programma scandito da un intervento dell’arcivescovo di Canterbury dopo il quale ci sono momenti di silenzio, preghiera e riflessione. “Essere in ritiro – si legge nella nota – significa lasciare tutti i problemi della vita ordinaria per focalizzarsi sulla vita spirituale”. La Conferenza di Lambeth si era aperta mercoledì 16 con un discorso di apertura dell’arcivescovo Williams. “Penso – ha detto l’arcivescovo – che sia importante dire che è un grande dispiacere il fatto che molti dei nostri fratelli e sorelle nella Comunione non si siano sentiti in grado di essere con noi in queste settimane, un dispiacere perché noi abbiamo bisogno delle loro voci e loro hanno bisogno del nostro”. “Rispetto e accetto le decisioni che sono state prese ma insieme e nella preghiera dobbiamo prendere atto della ferita che queste hanno determinato nel nostro rapporto”. Williams ha quindi riaffermato il suo impegno personale perché “le relazioni che sono state ferite siano sanate”. Consapevole che questo processo non è “così facile”, ha aggiunto: “speriamo che le ferite aperte possano in qualche modo aprirsi a ricevere il lavoro dello Spirito di Dio nel nostro lavoro”.Luterani: perdono agli anabattistiIl principale organo direttivo della Federazione mondiale luterana ha aperto la strada per la elaborazione di una dichiarazione in cui si chiede perdono per le persecuzioni perpetrate dai luterani nei confronti degli “anabattisti”, molti dei quali morirono a causa della violenze scoppiate nel XVI secolo in Europa. La decisione è stata presa in seguito alla presentazione di una raccomandazione che la Commissione incaricata degli affari ecumenici ha rivolto al Consiglio della Federazione luterana mondiale nella riunione dal 24 al 30 giugno ad Arusha in Tanzania. In quella occasione il consiglio ha espresso la speranza che un rapporto finale su questo argomento possa essere presentato nel 2009.