Italia: missioni cattoliche in EuropaPartendo dal vissuto degli emigrati italiani, che conoscono bene la realtà della mobilità umana, “cercheremo di capire meglio” cosa significa “stare in Europa, condividere una grammatica antropologica e lavorare insieme per il bene comune”. Così le Missioni Cattoliche Italiane di Germania, Svizzera, Benelux e Inghilterra, spiegano gli obiettivi del seminario e convegno europeo su “Per quale persona? Nella diversità percorsi di condivisione e solidarietà” che si svolgerà a Lione dal 15 al 21 settembre con la collaborazione della Fondazione Migrantes, Inas -Cisl (Istituto Nazionale Assistenza Sociale), Acli (Associazione Cristiana Lavoratori Italiani) e Fai (Fondo Ambiente Italiano). I promotori dell’iniziativa intendono “contribuire alla riflessione sui fenomeni economici, culturali e sociali che stanno vivendo in Europa le persone, le famiglie, le comunità. Crescono infatti – spiegano – l’emarginazione, la povertà, la disuguaglianza, l’ingiustizia”. Per questo “le questioni sociali e della cittadinanza” assumono “una nuova centralità, attraversate come sono dalle problematiche legate alla crescente mobilità, vecchia e nuova, che impatta con contesti interculturali e interreligiosi con cui occorre dialogare e confrontarsi”. Per i promotori dell’iniziativa:”chi oggi lavora nel sociale non può non «fare rete» perché solo unendo le forze può rendere efficace la propria azione di promozione della persona umana”. Il seminario-convegno delle Missioni Cattoliche Italiane in Europa si articola due momenti, uno formativo e l’altro convegnistico, ed è stata preceduto da una serie di incontri nazionali. Secondo il Rapporto Italiani nel Mondo della Fondazione Migrantes in Europa risiedono oltre duemilioni di nostri connazionali che hanno conservato la cittadinanza: la Germania è il primo Paese per emigrati con circa 600mila italiani. Nel Vecchio Continente sono attive 214 strutture pastorali nelle quali operano 12i sacerdoti italiani diocesani e un centinaio di religiosi, per la metà appartenenti alla Congregazione dei Missionari di San Carlo, fondata da mons. Scalabrini. Francia: i giovani e l’incontro con il PapaIn occasione del viaggio apostolico di Benedetto XVI in Francia per il 150° anniversario delle apparizioni di Lourdes (12-15 settembre 2008) e a poche settimane dalla Gmg di Sydney, le diocesi propongono delle iniziative ai giovani Prima di recarsi a Lourdes il Papa trascorrerà due giorni a Parigi (il 12 e il 13), e nella sera del 12 saluterà i giovani sul sagrato della cattedrale di Notre-Dame. I giovani parteciperanno anche ad una veglia e al “Cammino di luce” che, partendo a mezzanotte dalla cattedrale raggiungerà l’Esplanade des Invalides. “Andare all’incontro con il Papa non è certo come andare all’incontro con una star – precisa il card. Philippe Barbarin, arcivescovo di Lione -; si tratta piuttosto di un percorso spirituale, una sorta di pellegrinaggio”. Di qui l’invito ai giovani della sua diocesi ad “una 24 ore a Parigi o una 48 ore a Lourdes” nella certezza del loro “impegno totale” affinché “i frutti spirituali di tale incontro possano giovare a tutti”. Una “visita-pellegrinaggio” è la proposta della diocesi di Rennes che ha organizzato un viaggio a Parigi. Dopo la veglia e la fiaccolata i giovani saranno alloggiati in un liceo della capitale. Il Movimento dei focolari organizza la venuta a Parigi dei giovani di Strasburgo che campeggeranno a Bruyèle le Chatel per approfondire, prima dell’incontro con il Papa, il tema “Tu mi hai chiamato: eccomi”. “Adoramus te” è invece il titolo del “Festival giovani” promosso a Lourdes dalla comunità Emmanuel, in collaborazione con la comunità Saint-Jean. Concerti e momenti di preghiera. La veglia di adorazione di sabato 13 sarà guidata dal card. Barbarin.Spagna: verso la Gmg 2011″Una chiamata alla responsabilità”: così definisce la Gmg di Madrid nel 2011 il vescovo di Siguenza-Guadalajara, mons. Jose Sánchez Gonzáles in una lettera pastorale rivolta ai giovani. Per il presule è tempo di “cominciare a prepararsi a vivere quest’evento di grazia”, non dimenticando “la ricchezza dell’insegnamento del Papa” nella Gmg 2008. La Gmg, ha continuato il vescovo, “non è un spettacolo, piuttosto costituisce uno speciale momento di grazia. È un atto di fede e di comunione, un dono di Dio, un regalo alla gioventù e alla chiesa”. Invece l’arcivescovo di Pamplona, mons. Francisco Pérez González, direttore nazionale dell’Opera missionaria pontificia di Spagna, ha scritto una lettera a Benedetto XVI, dove racconta l’esperienza degli ottocento giovani spagnoli di diverse diocesi a Javier di Navarra in contemporanea alla Gmg di Sydney 2008. “Grazie mille – scrive mons. Pérez González – per avere scelto Madrid per la Gmg del 2011: ci impegniamo a mostrare al mondo e alla società che la fede in Cristo è il miglior regalo che abbiamo ricevuto”. L’arcivescovo di Madrid, card. Antonio Maria Rouco Varela, ha chiesto alle istituzioni pubbliche (Governo, comunità autonoma e sindaco di Madrid) “un aiuto” per la celebrazione della prossima Gmg per la quale si può immaginare “una presenza considerevole di giovani”.