CHIESE EUROPEE

Un pensiero, un diario

Aldo Giordano: da San Gallo (Ccee) a Strasburgo (CdE)

Dopo 13 anni a servizio della Chiesa e dell’Europa come segretario generale del Consiglio delle Conferenze Episcopali d’Europa (Ccee), mons. Aldo Giordano ha assunto dal 1° settembre l’incarico di Osservatore permanente della Santa Sede presso il Consiglio d’Europa di Strasburgo, organismo che riunisce i 47 Stati democratici d’Europa. Nel salutare l’équipe che ha lavorato con lui a San Gallo (in Svizzera dove è la sede del Ccee) e altri collaboratori, mons. Giordano ha detto: “In questo momento la realtà che mi sta più a cuore è quella di dire grazie”. Poi ha ripercorso i 13 anni vissuti al servizio della Chiesa e dell’Europa. SIR Europa, rappresentato dal suo direttore, Paolo Bustaffa, all’incontro di San Gallo, li ripercorre con lui.Strade da percorrere insieme. “La nomina come segretario del Ccee, ad Assisi nel maggio del 1995 – ricorda mons. Giordano – era stata per me una grande sorpresa: mi avevano chiamato in Europa dalle mie montagne del Piemonte e dalla filosofia! In quell’occasione, nella Basilica di Santa Maria degli Angeli avevo rivolto a Dio questa preghiera: Ti offro Signore le mie povere mani, perché tu possa usarle, se vuoi, per seminare un po’ di luce e di unità nel nostro continente”. L’incarico di segretario generale del Ccce, ha portato mons. Giordano a visitare in questi 13 anni “quasi tutti i Paesi d’Europa”: “Dal giorno della mia nomina – ha detto parlando ai suoi collaboratori – ho anche iniziato a scrivere un diario: ora ho 13 volumi di notizie e appunti che forse potrò rileggere quando sarò in pensione”. Questi viaggi – ha proseguito mons. Giordano – gli hanno dato la possibilità di tessere “una rete di amicizia e comunione europea che mi porto via come regalo straordinario. Il Ccee non si è mai capito come una piccola curia europea, ma piuttosto come uno spazio europeo di rapporti, dove le realtà esistenti a livello di singoli Paesi o Conferenze episcopali potessero incontrarsi, confrontarsi e anche trovare strade da percorrere insieme”.In compagnia di una frase. “Una frase del Cristo Risorto – ha ricordato mons. Giordano – mi ha accompagnato in questi anni: ‘Io vi precedo in Galilea’. Quando partivo per un viaggio o per un incontro mi è sempre piaciuto, e mi ha sempre dato grande fiducia, pensare che il Cristo Risorto mi aveva già preceduto lì dove stavo andando”. “Spesso mi è stato invece di luce il pensare che era il Cristo Crocifisso ad attendermi dove dovevo affrontare le fatiche e le lacrime di tante persone e situazioni”. “Quando sono stato nominato segretario del Ccee nel 1995, l’Europa viveva la tragedia della guerra fratricida dei Balcani. Il cardinale Pulijc di Sarajevo era arrivato all’assemblea di Assisi con un aereo militare, passando in cunicoli e in mezzo a colpi di mitraglia. Del vescovo Komarica di Banja Luka non si avevano notizie da settimane e si pensava fosse stato ucciso. Ho incontrato il Crocifisso nelle divisioni che ancora esistono tra noi cristiani, nella indifferenza per il cristianesimo di certi ambienti, nella fatica di tanti giovani europei di trovare un senso per la vita”. Cristianesimo: volti non maschere. Nel salutare i suoi collaboratori, mons. Giordano ha rivolto anche una riflessione personale sull’Europa di oggi. “Nel 1995, quando ho iniziato il mio servizio al Ccee – ha detto – l’Europa si confrontava con le conseguenze della caduta del muro, con il rapporto Est-Ovest, e la tragedia dei Balcani. Oggi lo schema Est-Ovest è in gran parte superato per comprendere l’Europa. L’Europa si deve confrontare in modo molto più decisivo con le grandi sfide del mondo: realtà degli altri continenti, terrorismo, ambiente, fame, emergere di nazioni enormi come la Cina”. Oltre alla riduzione dello “spazio”, l’Europa si deve confrontare anche con la “riduzione del tempo” e con cambiamenti “sempre più veloci” dettati dalle scienze “con rapidità incredibile” e problemi sempre nuovi. “Quando ho iniziato nel 1995 pochissime Conferenze episcopali avevano una commissione di esperti di bioetica per discutere di embrioni, cellule staminali, clonazione… Ora è una delle priorità per ogni Conferenza, dato che i temi in gioco toccano la stessa visione della persona umana e il suo futuro”. “L’ultimo grande capitolo che vorrei citare – ha aggiunto mons. Giordano – sono il riemergere della domanda di Dio, la questione del pluralismo religioso e l’urgenza di riproporre all’Europa il volto autentico del cristianesimo, perché troppo maschere di esso hanno circolato in questi anni”.”In queste prospettive – ha commentato Paolo Bustaffa – ci siamo posti con entusiasmo anche noi giornalisti di SIR Europa, coinvolti da mons. Giordano e dal vescovo Grab, allora presidente del Ccee, nell’impegno di comunicare il pensiero, il progetto e la vita della Chiesa cattolica e delle altre Chiese cristiane che sono in Europa. Quello che nel 2000 sembrava un “sogno”, grazie anche alla intelligenza di mons. Giordano, è oggi una originale realtà professionale in continua crescita”.