Comece, Italia, Portogallo, Spagna

Comece: padre Mazurkiewicz nuovo segretario generaleÈ padre Piotr Mazurkiewicz il nuovo segretario generale della Comece (Commissione degli episcopati della Comunità europea). “È stato eletto – informa una nota dell’organismo europeo diffusa il 9 settembre – dai vescovi membri della Comece e in accordo con il Vaticano per un mandato di tre anni”. Padre Mazurkiewicz – di nazionalità polacca – succede a mons. Noël Treanor, ordinato vescovo di Down & Connor (Irlanda del Nord) il 9 giugno scorso ed entrerà in carica il 1° ottobre a Bruxelles. Mons. Adrianus van Luyn, vescovo di Rotterdam e presidente della Comece, ha salutato la nomina di padre Mazurkiewicz “come un segno di speranza per la Chiesa in Europa”. Nato nel 1960, il nuovo segretario generale della Comece è un sacerdote dell’arcidiocesi di Varsavia dove dirige l’Istituto di politologia all’Università “Cardinal Stefan Wyszynski”. Nel comunicato si dice anche che padre Mazurkiewicz è specialista di questioni europee, di filosofia politica e di dottrina sociale della Chiesa. Nel 2002, ha sostenuto una tesi di abilitazione sulla “Identità culturale dell’Europa nel contesto del processo di integrazione”. Al servizio della Conferenza episcopale polacca, è membro del gruppo dei consiglieri sull’Unione europea e a questo titolo ha collaborato più volte con la Comece, partecipando anche alla redazione del rapporto dei vescovi europei “Il divenire dell’Unione Europea e la responsabilità dei cattolici”. Italia: mons. Betori dalla Cei a FirenzeIl segretario generale della Conferenza episcopale italiana, mons. Giuseppe Betori, finora vescovo titolare di Falerone, sarà il nuovo arcivescovo di Firenze. Lo ha nominato, l’8 settembre, il Papa. Nato a Foligno il 25 febbraio 1947, mons. Betori è stato ordinato sacerdote il 26 settembre 1970 e incardinato nella diocesi di Foligno. Ha conseguito la licenza in teologia presso la Pontificia Università Gregoriana e il dottorato in Sacra Scrittura al Pontificio Istituto Biblico. È stato nominato segretario generale della Cei ed eletto alla Chiesa titolare di Falerone il 5 aprile 2001. La sua consacrazione episcopale ha avuto luogo nella cattedrale di Foligno il 6 maggio dello stesso anno. È stato confermato nell’incarico di segretario generale della Conferenza episcopale italiana, per un ulteriore quinquennio, il 6 aprile 2006. Una curiosità: mons. Betori, allora seminarista, nel 1966 era uno dei giovani che andò ad aiutare durante l’alluvione di Firenze, con altri seminaristi ora vescovi, mons. Monari, mons. Bianchi e mons. Coletti. Il card. Angelo Bagnasco, presidente della Cei, in questi gironi in Terra Santa, ha inviato una “comunicazione” in cui definisce la nomina “una notizia piena di gioia” e di mons. Betori cita “la dedizione generosa, puntuale e quotidiana, unita alle capacità di mente e di cuore”, che riscuote “stima e gratitudine da parte dell’episcopato italiano”. Il nuovo segretario generale della Cei sarà nominato dal Papa su proposta del prossimo Consiglio episcopale permanente.Portogallo: più laici accanto ai pretiSi è svolto a Fatima, il I Congresso missionario nazionale incentrato sul tema “Il Portogallo vive la missione, apre orizzonti”. Nel corso dei lavori, che si sono chiusi domenica 7 settembre, il presidente della Commissione episcopale delle Missioni, mons. António Couto, ha affermato che la prospettiva ecclesiastica non può essere caratterizzata dall’attendismo: “la maggioranza delle persone si trova fuori dalla Chiesa, e noi abbiamo il dovere di entrare in contatto con loro. I sacerdoti, però, non possono, né devono fare da soli: dobbiamo preparare dei fedeli laici che abbiano queste capacità di incontro”. Il vescovo ausiliare di Braga ha insistito sulla necessità del trasferimento di alcune funzioni sacerdotali ai credenti laici: “I moderni pronunciamenti della Chiesa ci insegnano che laddove nel mondo non esiste un serio ausilio laicale la fede non riesce a radicarsi: non basta infatti una gerarchia sacerdotale; è necessaria una profonda azione in quei nuclei sociali dove scorre realmente la vita delle persone: nelle famiglie, nelle scuole, negli ambienti di lavoro”. “Sono questi i luoghi dove deve vivere e fruttificare il messaggio evangelico, non solo nelle sacrestie, nelle sale parrocchiali o nelle chiese stesse – ha continuato il presidente: il sacerdote deve essere soprattutto un dinamizzatore di altri preparati coadiutori, lasciando da parte il vecchio ruolo di protagonista unico”. “Il vero spirito missionario deve trasferirsi all’interno delle parrocchie – ha ribadito mons. Couto: esse sono le case di Dio che si trovano tra le case degli uomini. Per questo è fondamentale rivitalizzarle con gruppi di laici seri ed evangelicamente preparati per accompagnare le persone bisognose all’interno, ed accogliere quelle che chiedono ausilio dall’esterno”. “Non si evangelizzano pareti – ha concluso – ma persone che vivono nel mondo, ed è importante aver esperienza di ciò che in esso accade per saper dire parole di conforto e dare un aiuto concreto”. Spagna: “no” alla nuova legge sull’aborto”È una questione essenziale di diritti umani in cui sono in gioco il diritto costituzionale alla vita e il diritto della donna a non essere abbandonata di fronte ai suoi problemi e pertanto non è una questione di esperti ma si tratta di una decisione politica di rispettare il diritto alla vita o meno”. È quanto ha evidenziato il Forum spagnolo delle famiglie, in una nota, dopo l’annuncio del Governo di una nuova legge sull’aborto. Il presidente del Forum, Benigno Blanco, ha sottolineato come “la commissione designata sia assolutamente di parte e una semplice scusa per mascherare la decisione del Governo di liberalizzare l’aborto” con l’aiuto di questi esperi designati. Il Forum spagnolo delle famiglie sottolinea che non si gioca a disorientare l’opinione pubblica su un tema tanto essenziale, ma quello che si deve chiedere al Governo è “un impegno esplicito e senza sfumature a favore del valore fondamentale della vita umana e della solidarietà con la donna incinta”. Il Forum richiama anche l’attenzione sul fatto che tra gli esperti c’è una deputata socialista ed ex presidente dell’Associazione delle cliniche accreditate per l’interruzione volontaria della gravidanza, mentre non c’è nessun rappresentante delle associazioni che difendono il diritto alla vita, né associazioni che assistono le donne in attesa. “Saremo la voce di quelli che il Governo non vuole sentire: i bambini non nati e indifesi e le donne abbandonate alla loro sorte per una gravidanza imprevista”, ha concluso il Forum.