EUROPA-AFRICA
Quale incontro tra i due continenti?
“Il dialogo deve fondarsi sulla verità”. In particolare “il dialogo interculturale esige il rispetto della dignità, delle convinzioni religiose e dei punti di vista dei differenti attori, senza per questo implicare un qualunque tentativo di attenuare le differenze culturali tra i popoli”. Hans-Gert Poettering, presidente dell’Europarlamento, riflette sul significato della “Settimana africana” che in questi giorni sta animando la sede di Bruxelles dell’Assemblea Ue.Due continenti che si tendono la mano. “Abbiamo accolto con grande piacere i nostri invitati al Parlamento europeo. Siamo felici di vedere europei e africani riunirsi per celebrare la cultura africana”. Poettering svolge il ruolo di “padrone di casa” in questi giorni (8-12 settembre) di grande animazione e serrate discussioni presso la sede dell’assemblea comunitaria. L’iniziativa avviene nell’ambito del 2008 Anno del dialogo interculturale e ha portato nella capitale belga politici, studiosi, scrittori, artisti, esponenti della società civile, che affrontano i principali temi della cooperazione tra i due continenti e le sfide in atto, dalle migrazioni allo sviluppo economico, dai diritti umani all’educazione. “Costruire ponti anziché muri”. “Il dialogo interculturale – specifica Poettering – richiede incontri, lo scambio di idee, l’ascolto dell’altro e, se possibile, un’azione comune”. E prosegue citando un proverbio swahili: “È meglio costruire ponti anziché muri”. “Ebbene – aggiunge il politico tedesco – costruiamo insieme dei ponti. Noi dobbiamo operare per vedere la diversità come una fonte di arricchimento reciproco e di forza”. Il presidente dell’Emiciclo ha assegnato particolare enfasi all’avvenimento, che definisce come “uno dei principali dell’Anno del dialogo tra le culture” e che inserisce nel solco dei rapporti ufficiali tra Ue e Stati africani, citando l’ultimo vertice svoltosi a Lisbona nel dicembre scorso. Comprendersi per arricchirsi. “Questa settimana – gli fa eco Mahamat Saleh Annadif, rappresentante permanente dell’Unione africana a Bruxelles – è un’occasione per molteplici scambi, certo a livello culturale, ma anche politico”. “Nel movimento della globalizzazione oggi in atto, non si insisterà mai abbastanza sull’importanza del dialogo, della discussione e del confronto delle idee, necessario per comprendersi meglio e arricchirsi” gli uni gli altri. Annadif si dice inoltre convinto che la Settimana in corso “è un’occasione per far meglio conoscere il nostro continente, conducendo i nostri partner europei a portare uno sguardo rinnovato” sui valori, la cultura e le specificità africane. Quale rapporto fra tradizione e modernità? Nel programma sono inseriti seminari, proiezioni di film, dibattiti, feste, meeting informali, letture di testi letterari. Lunedì 8, ad esempio, è stato presentato un film realizzato in Burkina Faso, seguito da un dibattito sul rapporto fra tradizioni e modernità. Martedì 9 s’è tenuta una tavola rotonda con alcune ambasciatrici sulla questione dei diritti delle donne e una serie di micro-eventi, fra cui menu etnici, mostre fotografiche e concerti. Interessante anche la verifica, nel corso di un seminario realizzato dall’ufficio del Parlamento europeo per la promozione della democrazia parlamentare, delle possibilità di collaborazione fra le assemblee legislative dei paesi dei due continenti. Per mercoledì 10 settembre sono previste sessioni di lavoro sui meccanismi di aiuto finanziario alle importazioni, il dialogo interculturale, la sicurezza alimentare, le “sfide dell’integrazione delle diversità etniche, culturali e religiose”.Diritti umani, opere d’arte. Alla Settimana africana giovedì 11 settembre sarà la volta di un confronto pubblico con l’ambasciatore Mahamat Saleh Annadif e di un seminario sul ruolo delle istituzioni africane nell’ambito della tutela e promozione dei diritti e delle libertà fondamentali. Inoltre si svolgerà una conferenza cui prenderanno parte lo stesso Poettering, il presidente della Commissione Ue José Manuel Barroso, lo scrittore nigeriano e premio Nobel per la letteratura Wole Soyinka, il commissario dell’Unione africana per gli affari sociali e la cultura Bience Gawanas, il fotografo del Mali Malick Sidibé. Nel calendario è stata fra l’altro inserita una tavola rotonda sulla “Diaspora africana”, che dovrà considerare l’impatto della “fuga dei cervelli” e le sue ricadute sullo sviluppo futuro dei paesi africani. Particolarmente ricco l’elenco degli artisti che stanno animando gli edifici dell’Europarlamento. All’esterno dei palazzi e nei corridoi interni è possibile visitare esposizioni di immagini e sculture, installazioni visive e sonore, manufatti di vario genere, prodotti tipici che consentono una sorta di “viaggio” nella cultura e nella creazione contemporanea dell’Africa.