PUGLIA

Un bando atteso

Finanziamenti di strutture e interventi sociali

Scade il prossimo 22 settembre l’avviso pubblico promosso dalla Regione Puglia per il finanziamento di strutture e interventi sociali a carattere innovativo e sperimentale, con uno stanziamento di 12,2 milioni. I beneficiari sono, tra gli altri, Comuni, enti ecclesiastici, Ipab, imprese sociali, organizzazioni di volontariato, che possono realizzare tra loro anche partenariati e associazioni temporanee. Gli interventi dovranno riguardare, in particolare, ristrutturazioni e/o adeguamenti funzionali di strutture già funzionanti, realizzazione di nuove strutture sociali, socioeducative e sociosanitarie, iniziative e interventi di carattere sperimentale per, tra l’altro, l’inclusione sociale e sociolavorativa di persone e famiglie portatrici di bisogni sociali. Verrà data priorità ad anziani, non autosufficienti, disabili, minori, donne, stranieri e ad attività effettuate con innovazioni tecnologiche. Gli interventi non devono essere stati avviati prima del 24 luglio 2008.Ragionevole compromesso. “È un bando atteso da tempo sia perché corrisponde alle esigenze del settore, in particolare della cooperazione sociale di tipo A, che ha bisogno di investimenti di natura strutturale, sia perché era stato ampiamente annunciato”, esordisce Vito Micunco, delegato per la pastorale sociale e del lavoro della diocesi di Bari-Bitonto. “Gli investimenti strutturali – riprende – impegnano la parte più importante delle risorse a disposizione, il 70%, mentre il 30% è destinato ai progetti innovativi. Gli investimenti strutturali sono importanti soprattutto per il mondo della cooperazione perché è solitamente povero di mezzi”. Però, “oggi che i bisogni sono di natura relazionale”, il problema “essenziale” nella erogazione dei servizi è “l’accessibilità dei servizi sociali da parte dell’utenza e quindi il tema della innovazione è il principale”. “Immagino – continua – che il bando sia un ragionevole compromesso tra le due esigenze”.Integrazione pubblico-privato. “L’iniziativa – prosegue – va nell’ottica della legge 328 del 2000: far interagire l’intervento pubblico con il privato sociale, costruendo reti sociali sul territorio”. È, inoltre, “interessante che vengano premiate le partnership tra pubblico e privato”. Un elemento “importante previsto nel bando è il poter replicare buone prassi sperimentate in altre regioni in materia di migliore accessibilità ai servizi”. Dal punto di vista della pastorale sociale, “il problema è che oggi molti dei bisogni non sono solo materiali e, quindi, da soddisfare con prestazioni o con l’elargizione di denaro” ma sono da soddisfare attraverso “l’accompagnamento e il sostegno, che si possono assicurare con il coinvolgimento attivo delle comunità locali, intese come l’unione tra il sistema pubblico e gli attori sociali soggetti privati”. Secondo Micunco, così come nella “Centesimus Annus” ha scritto Giovanni Paolo II, secondo il quale può soddisfare meglio il bisogno chi si fa vicino al bisognoso, “il bando aiuta la mobilitazione di questo tipo di energie”. “Alcune cooperative sociali che fanno parte del progetto Policoro – continua – hanno manifestato un forte interesse e stanno predisponendo progetti da candidare a finanziamento”. La somma messa a disposizione “appare un po’ esigua come forse lo è il massimo di agevolazione concedibile (200mila euro) per i privati per alcuni interventi strutturali. Tuttavia, sembra che ad ottobre uscirà un ulteriore bando sulla stessa scia di questo ma mirato a progetti di dimensioni più grandi”. La Regione, conclude, “deve riflettere sulla capacita di risposta. Per esempio, sul numero di proposte che arriveranno e sulla qualità della progettazione”. Una sfida seria. Il giudizio sul bando “è positivo” perché “è aperto ad una serie di soggetti”, ed è una “sfida a fare le cose seriamente”. Il bando, inoltre, non è rivolto “alle singole associazioni poco strutturate, ma a soggetti che svolgono attività di impresa”. È l’opinione di Vincenzo Santandrea, responsabile provinciale di Bari dell’Associazione nazionale famiglie numerose. Quelle finanziabili dal bando “sono operazioni complesse per servizi che devono durare nel tempo e non per servizi con interventi spot”. È quindi un’operazione che “guarda al medio e lungo periodo”. Poiché “è previsto il cofinanziamento da parte dei Comuni, con risorse da trovare al di fuori di quelle assegnate per i piani di zona, si tratta – continua Santandrea – di un intervento addizionale ai piani di zona e, quindi, in teoria, ci dovrebbe essere una maggiore qualificazione dell’offerta di servizi sociali”. Santandrea muove, comunque, una critica al bando: “Ci sono pochi soldi e i finanziamenti per i privati e il pubblico sono di dimensioni ridotte. Forse ne saranno stanziati altri, però si poteva fare uno sforzo rispetto alle ambizioni del bando”. Santandrea prevede che i progetti finanziati saranno “circa venti in tutta la Regione” e che ci saranno iniziative per categorie di persone non contemplate in questo bando, che costituisce, comunque, un’iniziativa “che è la prima volta che viene promossa in Puglia”.a cura di Antonio Rubino(10 settembre 2008)