PAPA IN FRANCIA
Un dossier di “La Croix”
Capo di Stato “come affermano all’Eliseo”, o pellegrino come “precisano a Lourdes”? In quale veste Benedetto XVI compirà la sua prima visita in Francia? Nel dossier del settimanale cattolico francese “Pèlerin” proposto dal sito web del quotidiano “La Croix” (www.la-croix.com), il viaggio papale che inizia oggi, 12 settembre, viene definito “due visite in una”, e il Pontefice viene presentato come “capo di Stato, pastore, pellegrino, uomo di cultura e di dialogo che non rinuncia mai all’esigenza della verità”. Il “capo di Stato”. “Accolto in primo luogo all’Eliseo – si legge nel dossier – è anzitutto come capo di Stato che Benedetto XVI arriva in Francia. Ritornerà, come ci si attende nell’entourage presidenziale, sul discorso pronunciato da Nicolas Sarkozy nello scorso dicembre, in Laterano?”. “Preoccupati di conservare gli equilibri acquisiti – in Francia non si discute impunemente sulla legge del 1905 – i vescovi e i movimenti ecclesiali – prosegue la Croix – hanno accolto con moderato entusiasmo la ‘laicità positiva’ cara a Sarkozy; la risposta del Papa contribuirà a smorzare le tensioni all’interno dell’opinione pubblica francese?”. Per il filosofo Thibaud Collin, “il discorso di Sarkozy va nella direzione con quanto scritto dalla maggior parte dei papi contemporanei sulla dimensione politica e sociale dell’impegno cristiano”, ma “Benedetto XVI, desideroso di avviare un dialogo con tutta la società, non è un uomo che si accontenta del minimo comune denominatore. Da teologo corre il rischio di porre l’accento sulla ricerca permanente della verità e della giustizia”. “Un linguaggio esigente – commenta il quotidiano cattolico – che, su temi quali il rispetto della vita dall’inizio al suo termine potrebbe richiamare quello di Giovanni Paolo II, spesso criticato in Francia per la fermezza del suo insegnamento morale”.Il pastore. Uno “spazio privilegiato nella sua agenda” viene riservato dal Pontefice, “anzitutto un pastore”, ai giovani, che gli riserveranno un’accoglienza che “promette di essere calorosa – osserva padre Jacques Gagey, cappellano generale degli scout e delle guide di Francia (Sgdf, 60mila aderenti), secondo il quale – la venuta di un Papa è un momento in cui la Chiesa addormentata nel cuore dei giovani si manifesta spontaneamente”. Ciononostante, si chiede la Croix, “Benedetto XVI troverà le parole per rivolgersi ai giovani dell’Esagono, di cui oltre il 40% si dice senza religione?”. Il Papa “chiarisce, per loro, il contenuto della fede – replica mons. Benoit Rivière, vescovo di Autun e responsabile della pastorale giovanile -. Come un catechista, spiega ai giovani che il credere non è solamente un grido del cuore, ma richiede l’adesione dell’intelligenza”. “Pedagogo della fede – avverte il quotidiano cattolico – Benedetto XVI ha fatto dell’ecologia uno dei suoi temi preferiti. La sua riflessione sull’argomento non potrà che trovare un’eco favorevole ben oltre la cerchia dei credenti”, dal momento che “la salvaguardia dell’ambiente è al centro delle preoccupazioni delle giovani generazioni”.Il pellegrino. Pellegrino a Lourdes, il Papa impartirà a una decina di malati l’unzione degli infermi: “un gesto significativo” osserva Erik Pillet, presidente de l’Arche in Francia, perché “riaffermare, in nome del Vangelo, il ruolo centrale che spetta ai più fragili, è mettere in discussione il fondamento stesso della nostra società: vogliamo il culto della performance e del successo, o incoraggiamo l’attenzione per l’altro?”. L’uomo di cultura. Che effetto avrà, si chiede ancora la Croix, “la leggendaria agilità di spirito di Joseph Ratzinger” sulle “centinaia di intellettuali, artisti e opinion leader” che incontrerà al Collège del Bernardins?. Il Papa dovrà “annacquare il suo vino?”. “Contrariamente a Giovanni Paolo II che accusava la filosofia occidentale di avere escluso Dio dal campo del pensiero, Benedetto XVI vede in questo patrimonio una prova benefica per la fede. Questa disposizione di spirito dovrebbe consentirgli di trovare il registro giusto” sostiene lo storico Philippe Levillain. Mons. Maurice de Germiny, vescovo di Blois e presidente dell’osservatorio “Fede e cultura”, attende da Benedetto XVI “un gesto significativo verso gli artisti” perché “ciò che creano musicisti, pittori e scultori non può lasciare la Chiesa indifferente: noi dobbiamo essere al crocevia di ciò che si dice e si vive nella società “. Per il quotidiano cattolico rimangono aperti alcuni interrogativi: al di là della tenace immagine di “papa conservatore”, incollatagli addosso dopo la sua elezione, Benedetto XVI sarà “a modo suo e con il suo stile, il papa d’apertura che la Francia attende? Sarà in grado di toccare, con lo stesso linguaggio, tutti i francesi?”.