Germania, Irlanda, Austria

Germania: ignorate le persecuzioni contro i cristianiL’indifferenza dell’opinione pubblica tedesca nei confronti delle persecuzioni dei cristiani nei Paesi extraeuropei è stata aspramente criticata da Hans Joachim Meyer, presidente del Comitato centrale dei cattolici tedeschi (ZdK). Nel corso della riunione del comitato direttivo del Zdk, svoltasi nei giorni scorsi a Bonn, Meyer ha fatto riferimento alla situazione dello Stato federale di Orissa, nell’area nord-orientale dell’India, in cui finora oltre 100 cristiani sono stati uccisi da nazionalisti indù e oltre 60.000 cristiani sono stati costretti a scappare, rifugiandosi nelle foreste. “Il governo centrale indiano ha condannato l’accaduto ma ha rinunciato a prendere provvedimenti efficaci”, ha accusato Meyer, aggiungendo che “gli attacchi ai cristiani e alle istituzioni ecclesiastiche esprimono lo sprezzo delle garanzie giuridiche della Repubblica dell’India”. A ciò si aggiunge l’atteggiamento dell’opinione pubblica tedesca che “praticamente ignora questi crimini”: “Evidentemente molti dei nostri concittadini considerano un atto di tolleranza, l’ignorare le discriminazioni e le persecuzioni di Cristiani in non pochi Paesi del mondo. Tutt’al più queste persone riescono a prendere posizione solo nei casi in cui sembra trattarsi di un episodio tra tanti altri, per non dare l’impressione di solidarizzare in alcun modo con i Cristiani”, ha aggiunto. Meyer ha citato al riguardo l’esempio delle persecuzioni dei cristiani in Iraq, “quando i provvedimenti di aiuto ai Cristiani perseguitati e scacciati sono stati sabotati, e ciò nonostante le persecuzioni e le uccisioni perdurassero”. “Purtroppo”, ha concluso, “non poche persone nella politica e nei media sono ancora particolarmente fiere del loro atteggiamento di noncuranza nei confronti delle sofferenze dei Cristiani. Considero una vergogna questo atteggiamento di ampie parti dell’opinione pubblica tedesca”. Irlanda: II edizione del “pellegrinaggio dei nonni”In oltre settemila hanno partecipato al pellegrinaggio dei nonni nella basilica del santuario di Knock, nella contea di Mayo, nell’Irlanda ovest domenica 14 settembre. L’iniziativa, avviata per la prima volta lo scorso anno e suggerita da una nonna Catherine Wiley, continua ad essere un successo e si inserisce bene nell’anno che la Chiesa cattolica irlandese ha deciso di dedicare al tema della vocazione. Proprio la vocazione ad essere nonni è stato il tema guida della giornata cominciata con la benedizione dei malati alle 14.30 e seguita dalla Messa durante la quale il vescovo di Killala, mons. John Fleming ha parlato del ruolo unico dei nonni all’interno della famiglia come “story tellers”, ovvero “narratori di storie” che garantiscono la continuità del messaggio cristiano. Un messaggio, ha detto il vescovo, “che nella Chiesa Cattolica irlandese di oggi rischia di essere dimenticato e di non essere passato ai più giovani col risultato che perdiamo la speranza e la forza di resistere”. “Siete voi che conoscete il passato dal quale veniamo e la fede cristiana che abbiamo ereditato”, ha detto mons. Fleming ai nonni. Il presule ha concluso leggendo la preghiera che Benedetto XVI ha scritto proprio per questo pellegrinaggio, “Maria, madre di tutti I viventi, continua a proteggere i nonni e ad accompagnarli nel loro pellegrinaggio terreno e, con le tue preghiere, concedi che tutte le famiglie possano un giorno essere riunite nella tua patria, il paradiso dove aspetti tutta l’umanità per il grande abbraccio di una vita senza fine”. La giornata è stata anche rallegrata da una canzone dedicata ai nonni scritta dal sacerdote cantautore Liam Lawton e dalla musica di tre cori locali.Austria: comunicare la fedeLa comunicazione della fede è al centro dell’attività pastorale della diocesi di Linz nel nuovo anno: lo ha sottolineato mons. Ludwig Schwarz, vescovo della diocesi, durante la presentazione del programma dei lavoro, avvenuta a Linz nei giorni scorsi. “I principali messaggi cristiani devono essere sempre elaborati, presentati e comunicati attivamente ex novo”, ha ricordato Schwarz, annunciando: “vogliamo stimolare e intensificare la comunicazione della fede a più livelli”. Il programma di comunicazione della fede è rivolto primariamente ai collaboratori della diocesi, oltre 50.000 nell’Austria superiore. “Vogliamo rafforzare la fede personale delle persone impegnate nella Chiesa e nei campi di attività di loro pertinenza”, ha spiegato il vescovo, aggiungendo che “si tratta di avviare e sperimentare un colloquio dialogico”. L’azione è coordinata da Ferdinand Kaineder, direttore dell’ufficio della comunicazione della diocesi. “Oggi vengono messe in discussione tante cose, anche la fede. Consideriamo ciò un’occasione per riparlare delle aspirazioni centrali della fede cristiana nella Chiesa cattolica”, evidenziando “i tesori della Chiesa per i propri collaboratori, così come per le persone che sono alla ricerca” della fede.