GERMANIA
Il card. Meisner sulla moschea di Colonia e la chiesa di Tarso
È stato vietato all’ultimo momento il cosiddetto Congresso europeo contro l’islamizzazione, che doveva svolgersi il 20 e il 21 settembre a Colonia. Il provvedimento, giunto dopo proteste in parte violente, è stato disposto dal responsabile della polizia della città in quanto sarebbe stata messa a rischio la sicurezza di circa 15.000 contromanifestanti che si opponevano al raduno. Al centro delle manifestazioni contro l’islam è la costruzione di una moschea a Colonia. Sull’argomento più volte si è pronunciato il card. Joachim Meisner, arcivescovo della città renana, che è tornato sul tema in un’intervista pubblicata il 19 settembre dal giornale dell’arcidiocesi, di cui riportiamo alcuni passaggi salienti. Nell’intervista, il cardinale si è anche soffermato sullo stato di avanzamento delle trattative con il governo turco per la costruzione di una Chiesa e di un centro per pellegrini a Tarso, luogo di nascita di san Paolo.Sì alla libertà di religione. Sul fatto che il comune di Colonia abbia dato l’autorizzazione alla costruzione della grande moschea di Ehrenfeld, il card. Meisner ha ribadito che “la Chiesa nel nostro Paese, così come ovunque, s’impegna per la libertà di religione”. La costruzione della moschea, ha aggiunto, è “un bene elevato”, in quanto “significa che dei fedeli costruiscono case di Dio e vi si possono incontrare per pregare e celebrare le funzioni. Naturalmente, nel nostro Paese, i concittadini islamici possono, se lo desiderano e ottemperano alle necessarie condizioni finanziarie ed edili, costruire moschee a Colonia o altrove. Come e dove queste debbano sorgere non dev’essere deciso dalla Chiesa o dall’arcivescovo di Colonia”, ma “è responsabilità di chi pianifica e di chi decide a livello politico”. Alla domanda circa eventuali nessi tra moschee e chiese (con riferimento agli sforzi di Meisner per ottenere la costruzione di una chiesa a Tarso), Meisner ha risposto: “Nel dibattito su Tarso, si tratta dello stesso diritto fondamentale di cui ho appena parlato relativamente alla moschea. La libertà di religione vale in Turchia così come in Germania. Si tratta di un diritto umano e qualsiasi Stato, tanto più se intende essere ammesso nell’Unione europea, lo deve garantire a livello internazionale. Noi cristiani non vogliamo niente di più dalle autorità turche, ma neanche di meno”.Una chiesa a Tarso. Sullo stato delle trattative con la Turchia, Meisner ha riferito che “le autorità turche hanno accordato ai cristiani di Tarso il permesso di poter utilizzare la vecchia chiesa per le Messe e di non pagare il biglietto d’entrata per la chiesa durante l’Anno paolino. Lo Stato considera infatti l’edificio non come chiesa, ma come museo; dal punto di vista della libertà di religione garantita a livello giuridico, ciò è insufficiente. I cristiani in Turchia, e in particolare a Tarso, hanno bisogno anche dopo l’Anno paolino di una casa di Dio e di un centro per i pellegrini. Questo è il nostro obiettivo. Per questo ci stiamo adoperando, affinché la decisione delle autorità turche non giunga al termine dell’Anno paolino, bensì prima possibile”. Riguardo a cosa potrebbe accadere alla moschea di Colonia, qualora la decisione turca non arrivi o la situazione dei cristiani in Turchia diventasse ancora più precaria, Meisner ha dichiarato che ciò “non ha direttamente a che fare con la moschea a Colonia”. “Non esiste un nesso”, ha ribadito, aggiungendo di chiedere tuttavia “ai musulmani locali di mostrare comprensione e sostegno nei confronti della nostra richiesta in Turchia. I cristiani non hanno bisogno in Turchia di così tante chiese quante sono le moschee che vogliono i musulmani qui in Germania. Per questo non ha senso voler fare una compensazione tra le due cose. So solo che dove vivono cristiani e dove il cristianesimo esiste fin dai suoi inizi, così come a Tarso, i cristiani devono poter vivere la loro fede in modo libero e sicuro. Questo è un diritto dell’uomo”. Imparare da San Paolo. Relativamente alle tendenze anti-islamiche, quali quelle mostrate dal cosiddetto Congresso contro l’islamizzazione, Meisner si è richiamato all’esempio dell’apostolo Paolo, sottolineando che “proprio nell’aumento della costruzione di grandi moschee in Germania si vede che i principi di Paolo continuano ad essere validi. Le sfide politiche e culturali sono enormi, questo è un dato di fatto. Tuttavia, la soluzione non può consistere nell’alimentare o sfruttare intenzionalmente le paure; dobbiamo invece far valere la nostra fede e rendere tangibile la nostra solidarietà, dobbiamo puntare sullo scambio e il dialogo, come si evince da Paolo”.