Gli “stati generali” del multilinguismo”Multilinguismo: una risorsa per l’Europa e un impegno comune”: è il titolo dell’ultimo documento adottato dalla Commissione, il 18 settembre, che affronta il tema della pluralità degli idiomi nel contesto “più ampio della coesione sociale e della prosperità”. “La coesistenza armoniosa di numerose lingue in Europa rappresenta – secondo il commissario Leonard Orban – un simbolo forte dell’aspirazione comunitaria all’unità nella diversità. Con questa comunicazione incitiamo gli Stati membri, le autorità locali e le parti sociali a unire le forze e ad agire”. Dopo gli ultimi allargamenti, l’Unione conta ora 23 lingue ufficiali e oltre 60 lingue parlate in specifiche regioni o da gruppi locali. “La globalizzazione e i flussi migratori ampliano la gamma di lingue utilizzate quotidianamente dagli europei”. Il multilinguismo può così divenire una opportunità, se valorizzato, oppure rappresentare un ostacolo all’integrazione. Nel documento si affrontano vari aspetti: il ruolo delle lingue nella società multiculturale; il modo in cui le lingue migliorano le prospettive di occupazione o garantiscono un vantaggio competitivo per le imprese; le misure da adottare per incoraggiare i cittadini a parlare due lingue oltre alla loro lingua madre. Il 26 settembre, poi, l’Ue promuove alla università Sorbona di Parigi gli “stati generali del multilinguismo”, nel corso dei quali “si discuterà sulle politiche degli Stati europei che mirano a migliorare le competenze linguistiche dei cittadini, in ambito scolastico ma anche nel corso di tutta la vita”. Forum su povertà ed esclusione socialeSecondo le stime Ue, il 16% della popolazione europea “vive al di sotto della soglia di rischio di povertà”. Nei giorni scorsi la Commissione ha proposto ai 27 di accrescere i fondi di bilancio per fornire le persone e le famiglie indigenti di generi alimentari di prima necessità, stanziando dal 2009 la cifra di 500 milioni di euro l’anno. Nel 2006 oltre 13 milioni di cittadini comunitari aveva beneficiato del regime di aiuti, che viene realizzato grazie alla collaborazione di associazioni senza scopo di lucro e con i servizi sociali locali. Per far luce sulle azioni comuni e su quelle dei singoli Stati indirizzate alle fasce economicamente più deboli della popolazione, la presidenza di turno francese dell’Unione ha organizzato per il 15 e 16 ottobre a Marsiglia il settimo Forum europeo sulla povertà e l’esclusione sociale, che intende “riunire l’insieme degli attori coinvolti per elaborare proposte concrete” in questo ambito. In particolare i lavori, guidati da Martin Hirsch, alto commissario francese alla solidarietà, si articoleranno intorno alla “strategia di inclusione attiva delle persone più lontane dal mercato del lavoro”. Tale strategia si basa su tre pilastri complementari: “La garanzia di un reddito minimo sufficiente, politiche che favoriscano l’inserimento nel mercato del lavoro e servizi sociali di qualità e accessibili”. L’appuntamento di Marsiglia dovrebbe consentire anche di preparare l’Anno europeo della lotta alla povertà e all’esclusione sociale del 2010. Le conclusioni del forum saranno trasmesse ai ministri Ue incaricati dei problemi sociali che si riuniranno proprio il 16 ottobre.EuroparlTV, la tv dell’Assemblea Ue”Avvicinare il Parlamento europeo ai cittadini attraverso un mezzo moderno e creativo”. È questo il principale obiettivo di EuroparlTV, il canale televisivo dell’Assemblea Ue inaugurato la scorsa settimana dal presidente Hans-Gert Poettering. EuroparlTV è accessibile all’indirizzo www.europarltv.europa.eu. “Chiunque abbia un accesso a internet è ora in grado di guardare una serie di programmi, aggiornati di continuo, sulle attività del Parlamento”. Poettering ha aggiunto: “Avvicinandosi le elezioni di giugno 2009, EuroparlTV dovrebbe essere un ottimo strumento internet per i cittadini, in particolare per i giovani, al fine di essere informati sulle attività e le decisioni” dell’Eurocamera; “decisioni che hanno un impatto diretto sulla vita quotidiana di circa 500 milioni di cittadini dell’Unione europea”. Il canale è accessibile mediante un collegamento internet a banda larga: gli internauti possono scegliere tra Windows e Flash 9. I programmi possono essere visti in 20 lingue, alcuni con una voce fuori campo, altri invece con i sottotitoli. La nuova tv comunitaria – ancora in fase di messa a punto – non ha una sola programmazione, essendo un bouquet di quattro canali, ognuno dei quali si rivolge a un pubblico diverso. “Il vostro Parlamento” punta “a coloro che hanno un interesse particolare per la politica a livello comunitario”. “La vostra voce” è concepito per il grande pubblico e “offre la possibilità di caricare contenuti realizzati dagli utenti”. “Europa giovane” è diretto in particolare alla fascia giovanile in età scolastica. Infine “Il Parlamento in diretta” propone una copertura continua degli eventi assembleari.