Portogallo, Austria, Belgio

Portogallo: i bambini ascoltano la BibbiaCon l’intenzione di agevolare la catechesi infantile, la Fondazione cattolica portoghese Ais, Ajuda à Igreja que sofre (Aiuto alla Chiesa che soffre), ha realizzato un audiolibro dal titolo “Dio parla ai suoi figli”. L’opera, che si compone di tre cd rom per una durata totale di otto ore, consente di presentare ai bambini 99 testi biblici scelti, mediante una modalità comunicativa attuale, dinamica e attraente. “In pieno anno Paolino – hanno affermato i responsabili della sezione portoghese dell’Ais – è del tutto coerente che si commemorino i duemila anni della nascita del maggiore apostolo della Chiesa, e si cerchi di imitare il suo esempio evangelizzatore, ricorrendo a strumenti comunicativi nuovi e più adatti ai nostri tempi”. Inoltre, “un’altra ragione simbolica di questa realizzazione ha a che fare con la prossimità temporale del Sinodo dei vescovi”, che verterà sul tema: “La Parola di Dio nella vita e nella missione della Chiesa”. Dal 1979 uno dei progetti maggiormente seguiti dall’Ais è proprio quello di riuscire a dotare milioni di bambini di tutto il mondo di un esemplare della Bibbia adatto a loro. “Questo audiolibro – ricorda la Fondazione – realizza una prova tangibile di volontà e solidarietà missionaria, dato che, ad esempio, consentirà a dieci bambini del Congo di ricevere il messaggio cristiano nella loro lingua materna, lo tshiluba”. “Occorre tener presente – hanno concluso i responsabili Ais – che in Africa ed in Asia le nostre piccole Bibbie sono purtroppo i primi ed unici libri posseduti da questi bambini, che servono loro anche da manuali di alfabetizzazione nelle misere scuole delle comunità”. Austria: più impegno per la vitaUn impegno maggiore per la vita: lo ha annunciato nei giorni scorsi il vescovo della diocesi di Graz, mons. Egon Kapellari, annunciando l’istituzione di un fondo per donne in attesa. Il fondo, che dispone inizialmente di 50.000 euro all’anno, sarà realizzato a dicembre e rappresenta “un frutto concreto dell’«Anno per la vita» in Stiria”, ha affermato mons. Kapellari nel discorso d’inaugurazione della settimana delle parrocchie della diocesi di Graz-Seckau, pronunciato presso il castello di Seggau. Il vescovo ha ricordato il messaggio della Giornata dei cattolici mitteleuropei del 2004 a Mariazell: “I cristiani sono amici della vita nata e non ancora nata, di quella sviluppata e di quella con disabilità, della vita che finisce e di quella eterna”, ha aggiunto, ricordando che nonostante quanto già fatto per la tutela e la promozione della vita, “con l’iniziativa «Anno per la vita» si è voluto intensificare ulteriormente gli sforzi”. Nel suo intervento, Kapellari ha menzionato anche il problema della crisi delle vocazioni e della discussione sul celibato. “Non intendo minimizzare i problemi e rispetto il parere di chi invoca modifiche alle condizioni di ammissione al sacramento dell’Ordine”, ha detto, sottolineando al contempo che “riflettere profondamente sul celibato e sulla vita dedicata a Dio rappresenta una sfida proprio nell’era attuale del mondo occidentale”. “Questo celibato è un segno di fedeltà e di trascendenza dal mondo all’interno di una società sconvolta dalla disintegrazione di numerose unioni nel matrimonio e nella famiglia”, ha spiegato, invitando a considerare l’opposizione alle proposte di abolire il celibato sacerdotale “come un comportamento istintivamente profetico della Chiesa universale nei confronti dello spirito dei tempi”.Belgio: per i sans-papiersSoddisfazione dei vescovi del Belgio per la scelta del Governo di non trattenere più i bambini e le loro famiglie irregolari in centri d’accoglienza chiusi. Il dramma dei “sans-papiers” è da sempre a cuore dell’episcopato belga che, in una nota diffusa nei giorni scorsi, accoglie positivamente “la volontà dei nostri governanti di raggiungere una soluzione globale che faccia uscire i sans-papiers dal disagio provocato dall’incertezza e che permetta una politica di regolarizzazione realistica, giusta e generosa”. Nella loro dichiarazione i presuli affermano di “comprendere che ciò non può essere fatto improvvisando”; per questo fanno appello a tutti i politici affinché “non perdano di vista l’urgenza umanitaria della situazione”. Ai sans-papiers che sono impegnati in uno sciopero della fame per denunciare la situazione, i vescovi chiedono di sospendere la loro azione e “con vigore” lanciano un monito ai “rappresentanti politici perché si assumano le responsabilità di questo problema”.