Incontro dei vescovi romeni e ungheresiLa vita ecclesiastica, gli impegni sociali, la restituzione dei beni e la pastorale delle minorità etniche: sono stati questi i temi affrontati dai vescovi romeni e ungheresi, riuniti per la prima volta insieme a Budapest, il 15 e 16 settembre, presso la sede della Conferenza episcopale ungherese. L’incontro, che mons. Ioan Robu, arcivescovo di Bucarest e presidente della Conferenza episcopale romena, ha definito come “una première”, è stato proficuo, tanto che i vescovi hanno deciso di continuare simili iniziative. “È un inizio”, ha dichiarato mons. Robu. “Continueremo a fare simili incontri, che hanno lo scopo di informarci a vicenda e di conoscerci meglio gli uni gli altri”. Da parte della Conferenza episcopale romena, all’incontro di Budapest hanno preso parte l’arcivescovo Robu, il vescovo Petru Gherghel di Iasi, il vescovo Martin Roos di Timisoara e l’arcivescovo György Jakubinyi di Alba Iulia. Secondo i dati dell’ultimo censimento della popolazione (2002), i cattolici di etnia ungherese sono il 57% del totale dei cattolici presenti sul territorio romeno. Nelle diocesi di Bucarest, Iasi e Timisoara i cattolici ungheresi sono una minoranza, mentre nell’arcidiocesi di Alba Iulia e nelle diocesi di Satu Mare e Oradea costituiscono la maggioranza dei fedeli. Per avvicinare di più la Chiesa romena a quella ungherese sono stati inviati a Budapest due sacerdoti – uno dell’arcidiocesi di Bucarest e l’altro della diocesi di Iasi – che svolgeranno servizio pastorale in diverse parrocchie della capitale ungherese e nello stesso tempo approfondiranno la loro formazione teologica. Giovani solidali con bambini-vittime delle inondazioni Non bisogna aspettare sempre aiuto dall’esterno o dall’estero. E poi, la solidarietà non ha età. Così avranno pensato i quattordici giovani della parrocchia “Beato Geremia da Valacchia” di Bacau (diocesi di Iasi) quando hanno deciso di fare un regalo ai bambini di Schineni, nel primo giorno di scuola. I giovani hanno fatto una raccolta di materiale scolastico presso due grandi supermercati della loro città. In tre giorni sono riusciti a mettere insieme un bel numero di quaderni, penne, pennarelli, matite e zainetti. Il 15 settembre, primo giorno di scuola in Romania, i quattordici giovani, insieme ai sacerdoti della loro parrocchia, hanno portato il materiale scolastico raccolto agli alunni di Schineni, i quali hanno mostrato di gradire i regali ricevuti. “È stata un’esperienza unica per me. Quei bambini avevano veramente bisogno del mio aiuto, del nostro aiuto”, ha dichiarato alla fine dell’azione uno dei giovani. Schineni è un paesino della provincia di Bacau che ha sofferto grandi danni in seguito alle inondazioni avvenute nel mese di luglio, con più di 400 case distrutte dalle acque. Alcune famiglie vivono ancora da parenti o negli accampamenti sociali organizzati dalle autorità.In visita alla comunità romena di Milano”I romeni che sono qui in Italia devono sentire che la Chiesa romena è loro vicina”. Lo ha dichiarato a SIR Europa mons. Petru Gherghel, vescovo di Iasi, che si trova in questi giorni a Milano in visita alla locale comunità romena. Il vescovo ha incontrato i responsabili della pastorale delle comunità cattoliche romene di Milano e le autorità milanesi responsabili per le migrazioni. Seguiranno incontri con il card. Tettamanzi e con i responsabili della pastorale delle comunità ortodosse romene. Nei prossimi giorni mons. Gherghel parteciperà alle celebrazioni per la festa patronale di Cesano Boscone (Mi), che include nel programma un “incontro con la Romania”. “La scelta d’incontrare la Romania – spiega mons. Franco Agnesi, parroco a Cesano Boscone – c’invita a superare con coraggio e intelligenza pregiudizi e chiusure e a scoprire le ricchezze di cultura, laboriosità e religiosità che provengono da questo Paese”. Alle celebrazioni dei cesanesi prenderà parte anche il sacerdote ortodosso Traian Valdman, del Patriarcato ortodosso romeno di Bucarest, e don Maricel Mititelu, responsabile della pastorale dei romeni cattolici nella diocesi di Milano. La comunità cattolica romena di Milano è la più numerosa in Italia, dopo quella di Trento.