Croazia: dai francescani la prima rivista per homelessNasce in Croazia la prima rivista per gli homeless. Le prime mille copie della rivista sono state stampate nei giorni scorsi: l’iniziativa è stata promossa dall’Ordine francescano secolare di Trsat, che ha anche realizzato il primo ricovero per i senza casa a Rijeka (Fiume). Secondo il responsabile della testata, Sinia Puci? – che opera anche come volontario presso il ricovero -, il giornale non verrà venduto alle edicole ma dagli homeless. “Si tratta di persone che tentano in questo modo di recuperare il senso della dignità, temporaneamente perso per loro colpa o per lo più per colpa dei difetti del duro sistema sociale”, ha osservato. La rivista verrà venduta a partire dai primi di ottobre nelle strade e nei negozi di Rijeka e di altre città croate e illustrerà il lavoro compiuto in alcuni rifugi per i senzatetto in Croazia, nonché le testimonianze di chi usufruisce dei servizi e dei volontari. La rivista contiene inoltre una cartina della città di Rijeka con le indicazioni dei luoghi che erogano servizi per i poveri, come mense e altre strutture. Il prezzo della rivista è di 8 Kuna (poco più di un Euro): la metà verrà utilizzata per finanziare la stampa del numero successivo, l’altra metà verrà intascata dal venditore. Austria: più impegno contro la povertàUn maggiore impegno politico per la lotta alla povertà: è quanto chiede l’Ufficio di coordinamento della Conferenza episcopale austriaca (Koo). In occasione della Conferenza dell’Onu sugli obiettivi del millennio a New York , svoltasi il 25 settembre, il Koo ha diffuso una nota in cui si sottolinea che “il raggiungimento degli obiettivi del millennio è condizione ineludibile per la pace, la giustizia e lo sviluppo. Finora, il bilancio, è invece piuttosto insoddisfacente”, ha osservato nel documento Heinz Hödl, direttore del Koo. Hödl ha chiesto ai responsabili politici in Austria di accogliere l’appello del Segretario generale dell’Onu, Ban Ki-Moon e di incrementare gli aiuti allo sviluppo fino allo 0,51 per cento del Pil entro due anni. Nel comunicato si ribadisce che “la Conferenza episcopale austriaca osserva con crescente preoccupazione l’aumento drammatico della fame nel mondo. l’incremento dei prezzi degli alimentari ha peggiorato sensibilmente la situazione dei Paesi più poveri del mondo e il raggiungimento degli obiettivi del millennio, fissati dall’Onu è diventato ancora più irrealistico. Pertanto, ogni governo futuro dovrà fare di tutto per aumentare costantemente i fondi per la collaborazione allo sviluppo, fino a raggiungere l’obiettivo minimo entro il 2010”. Relativamente alla situazione attuale in Austria, il Koo ha deplorato il fatto che il 24 settembre scorso, il Consiglio nazionale austriaco non sia riuscito ad imporsi per l’introduzione di una tassa sulle transazioni finanziarie a livello di Ue.Portogallo: i poveri non devono essere colpevolizzati La Commissione nazionale Giustizia e Pace (Cnjp) ha criticato la tendenza di una parte dei mezzi di comunicazione sociale a colpevolizzare la supposta apatia e pigrizia delle persone che si trovano in uno stato di povertà, presentando, a conforto di tale opinione, anche un’immagine di inefficienza e di mancanza di equità nella gestione istituzionale del Reddito di Inserimento Sociale (Rsi). Isabel Roque de Oliveira, membro dell’associazione cattolica portoghese, ha ammesso che l’Rsi sia uno strumento migliorabile in alcuni aspetti riguardanti la sua applicazione: “Ciò che ritengo tuttavia importante è che le critiche che sono mosse siano fatte in modo tale da presupporre, al tempo stesso, un necessario rafforzamento dello spirito di solidarietà nei confronti delle persone in difficoltà, senza il quale questo strumento pubblico non può avere alcuna probabilità di successo”. “Evidenziando unicamente i lati negativi della sua applicazione, generalizzandone i difetti, si finisce solo per contrastare i veri e più importanti obiettivi dell’intervento” – ha dichiarato l’esponente della Cnjp – “Vorrei invece sottolineare che, oltre a venire incontro a gravi situazioni di mancanza di mezzi, l’Rsi ha un impatto potenzialmente rilevante sulla riduzione inter-generazionale della povertà: al di là dell’effettivo miglioramento delle condizioni materiali dei beneficiari e del rafforzamento della loro autostima, mediante quest’ausilio s’intendono favorire migliori opportunità d’accesso e di formazione professionale, che, a loro volta, potranno ripercuotersi favorevolmente sulle possibilità di successo scolare dei figli”. “È certo che i risultati positivi dipendono molto dalla qualità degli Accordi di Inserimento e dalla serietà degli impegni assunti da queste famiglie bisognose” – ha concluso Isabel de Oliveira – “Al fine di raggiungere un progressivo miglioramento lavorativo e sociale dei beneficiari, è dunque assolutamente necessario investire in questa direzione, creando commissioni tecniche preparate, ma anche solidariamente motivate”.