PARLAMENTO EUROPEO
Importanti novità nella lotta al terrorismo
Pacchetto telecom, dividendo digitale, pacchetto marittimo, prezzi energetici, crisi finanziaria mondiale: sono alcuni dei temi di carattere economico affrontati dal Parlamento europeo riunito in sessione plenaria la scorsa settimana (22-25 settembre) nella sede di Bruxelles. Come sempre accade, i dossier giunti in aula affrontavano anche argomenti a carattere sociale, culturale e di politica internazionale. L’Assemblea ha fra l’altro respinto una proposta di risoluzione riguardante le priorità legislative della Commissione per il 2009.Lotta al terrorismo: tre nuovi reati. Il Parlamento, consultato nell’ambito della strategia Ue contro il terrorismo, ha sostenuto la necessità di armonizzare le disposizioni nazionali per perseguire con maggiore efficacia tre nuovi tipi di reato: la “pubblica istigazione a commettere atti di terrorismo”, il “reclutamento” e l'”addestramento a fini terroristici”. Lo scopo è di “rendere perseguibili questi tipi di condotta, anche se commessi attraverso internet”. Approvando ad ampia maggioranza la relazione predisposta dalla deputata francese Roselyne Lefrançois, l’Assemblea ha però precisato che nella lotta contro la violenza organizzata resta valido il dovere di rispettare i diritti fondamentali dei cittadini, “come la libertà di espressione, di stampa e di associazione” e che non deve essere limitata “la diffusione di informazioni a fini scientifici, accademici o di comunicazione”. Una sottolineatura particolare riguarda il fatto che l’azione Ue contro il terrorismo “dovrebbe essere condotta in stretta cooperazione con le autorità locali e regionali”, “dato che gli autori e gli istigatori di atti terroristici vivono in seno a collettività locali, interagiscono con la loro popolazione e ne utilizzano i servizi e gli strumenti di democrazia”.Pluralismo e libertà dei media. L’Eurocamera, dopo ampio dibattito, ha dato il via libera di stretta misura (307 favorevoli, 262 no, 28 astensioni) a un documento presentato dalla deputata estone Marianne Mikko e inteso a difendere il pluralismo dei mezzi d’informazione, tutelarne l’indipendenza dal potere politico, nonché assicurare il libero mercato nel settore dei media. I deputati chiedono così l’adozione a livello comunitario di una direttiva in grado di garantire “che i cittadini dell’Ue abbiano accesso, in tutti gli Stati membri, a mezzi d’informazione liberi e diversificati”. Tv, giornali, radio, internet sono infatti “uno strumento di influenza politica”, mentre si ravvisa il pericolo che oggi essi “non siano in grado di svolgere la propria funzione di organo di controllo della democrazia”. L’Assemblea ritiene pertanto necessari: un quadro giuridico stabile che “garantisca un elevato livello di protezione del pluralismo”; l’applicazione delle regole della concorrenza per limitare le concentrazioni proprietarie; una “carta per la libertà dei mezzi d’informazione”; “criteri obiettivi per assegnare le frequenze”; tv “statuti editoriali” che “prevengano l’ingerenza dei proprietari, degli azionisti o di organi esterni, come i governi, nel contenuto dell’informazione”.Oltre 1500 petizioni in un anno. Nel corso dei lavori l’Assemblea ha approvato la relazione del deputato spagnolo David Hammerstein riguardante l’attività della commissione per le petizioni relativa al 2007. Ne risulta che i cittadini si rivolgono in misura crescente al Parlamento europeo, opportunità consentita dai Trattati comunitari, per segnalare il mancato rispetto delle leggi Ue nei 27 Stati membri e per ottenere giustizia. Hammerstein ha spiegato che lo scorso anno l’Europarlamento “ha registrato 1.506 petizioni (+ 50% rispetto al 2006), di cui 1.089 sono state dichiarate ricevibili”. La Spagna “è lo Stato membro da cui è pervenuto il maggior numero di petizioni (254), seguita da Germania (212), Romania (143) e Italia (126)”. Vengono poi Grecia, Polonia, Regno Unito, Irlanda, Francia, Bulgaria. “Delle petizioni ricevute, 288 riguardavano temi ambientali, 226 i diritti fondamentali, 207 gli affari sociali e la discriminazione”. Fra gli altri argomenti affrontati si notano la tutela dei consumatori, le questioni legate all’urbanizzazione, la salute e l’istruzione. Dall’Europarlamento scaturisce così un richiamo agli Stati membri e alle autorità regionali e locali “per il pieno rispetto delle direttive e dei regolamenti” Ue. Combattere la tratta dei minori. La maggioranza dei deputati ha infine sottoscritto una dichiarazione – che diviene posizione ufficiale dell’Assemblea – che chiede agli Stati membri di “riconoscere la lotta alla tratta di bambini come priorità obiettiva delle politiche nazionali di protezione dell’infanzia”. Nel documento si legge che la tratta di minori “è tuttora un problema persistente”, “con più di due milioni di bambini annualmente oggetto di traffico per lavori forzati e sfruttamento sessuale”. Il testo invoca maggiore cooperazione transfrontaliera tra le forze dell’ordine e la giustizia.