Irlanda: un piano contro la drogaSi è tenuta il 4 ottobre, al St. Patrick’s college di Maynooth, nella contea di Kildare, la prima conferenza nazionale dell'”Irish Bishops’ Drugs Initiative”, il progetto che la Conferenza episcopale irlandese sta conducendo contro la droga. Si tratta di una iniziativa avviata nel 1997 dalla Chiesa irlandese come risposta al problema dell’abuso di droga e alcol che ha prodotto una rete di contatti nazionali per sostenere alcolizzati e drogati e una lettera pastorale dei Vescovi dedicata al problema della dipendenza pubblicata per la Quaresima dello scorso anno. Il convegno ha avuto al centro il contributo che le parrocchie possono dare per prevenire abuso di droga e alcol e sono stati presentati i risultati di progetti pilota condotti in parrocchie in tutto il Paese. Il vescovo Eamonn Walsh, vice presidente dell’ “Irish Bishops’ Drugs Initiative”, ha spiegato che vi sono modi diversi nei quali le parrocchie possono lavorare per prevenire problemi di droga e alcolismo, uno dei quali è il “Social Personal and Health Education Programme”, progetto dedicato all’educazione e alla salute che già viene usato dalle scuole legate alle diverse parrocchie. “Se una parrocchia offre a un gruppo di self-help, auto aiuto, una stanza, sta già dando una risposta pastorale a coloro che hanno bisogno di aiuto e hanno diritto di riceverlo. Il nostro progetto combina aspetti spirituali con aspetti pratici così che le nostre risposte considerino la persona nel suo insieme, corpo, mente e spirito”, ha concluso mons. Walsh. Inghilterra: lettere pro-life ai deputatiL’arcivescovo di Cardiff, mons. Peter Smith, responsabile del dipartimento per la cittadinanza cristiana della Conferenza episcopale cattolica di Inghilterra e Galles ha scritto a tutti i parroci spiegando le questioni più importanti della legge sulla fertilizzazione umana e l’embriologia che verrà discussa dal parlamento alla fine del mese. In una intervista al settimanale cattolico “The Universe” mons. Smith ha spiegato che è importante che i cattolici continuino a scrivere ai parlamentari della circoscrizione nella quale vivono per esprimere la loro opposizione all’aborto, alla sperimentazione sugli embrioni e al progetto di dare vita a embrioni metà umani e metà animali. Una campagna condotta dal movimento per la vita “Passion for life” ha portato due milioni di cartoline spedite ai parlamentari di Westminster. L’arcivescovo ha sottolineato l’importanza di azioni di questo tipo perché i parlamentari sono influenzati dal volume di posta che ricevono e ha spiegato che è importante scrivere lettere ragionevoli, non maleducate o dai toni esagerati. “Non possiamo dire in anticipo quale sarà il risultato del dibattito sulla nuova legge”, ha detto, “possiamo dire che c’è stato un cambiamento significativo nell’opinione pubblica negli ultimi anni grazie alle immagini di bambini di dieci settimane nel grembo della madre che hanno scioccato molte persone e dimostrato che cosa fa l’aborto. Smith ha invitato i cattolici a sostenere le organizzazioni legate al movimento per la vita.Repubblica Ceca: plenaria dei vescoviSi chiude oggi, 8 ottobre a Praga, la 74ª assemblea plenaria dei vescovi della Repubblica Ceca, l’ultima di questo 2008. Nel corso dei lavori i vescovi, con alcuni delegati degli ordini ed istituti religiosi presenti nel Paese, hanno fatto il punto sulla pastorale giovanile tracciando un bilancio della Giornata mondiale della Gioventù di Sydney e dell’evento Activ 8, che contemporaneamente si è svolto a Velehard, per quei giovani che sono rimasti a casa. Tra i vari temi discussi anche la collaborazione con il Consiglio ecumenico delle chiese in vista del semestre di presidenza Ue da parte della Repubblica ceca fissato nei mesi di Gennaio-Giugno 2009 e della persecuzione dei cristiani in alcune zone del mondo.Olanda: Utrecht, chiude la scuola per diaconiL’arcivescovo di Utrecht, mons. Willem Jacobus Eijk, ha comunicato che la formazione per il diaconato nella diocesi terminerà dal 1 luglio 2009. La notizia è contenuta in una lettera che lo stesso presule ha indirizzato ai fedeli diocesani interessati a corsi di formazione per il diaconato creato 25 anni fa. Nel testo si osserva che il numero di vocazioni al diaconato permanente non retribuito continua a diminuire nel corso degli ultimi anni rispetto alle attese al punto che tra il 2007 e il 2008 non si sono avanzate richieste. Il numero totale di studenti in questo percorso di formazione è solo di sei. In un simile contesto e per motivi di riorganizzazione e di economia nella arcidiocesi di Utrecht, per non parlare della dedizione delle persone e delle risorse investite nella formazione per un troppo basso numero di studenti, il vescovo ha deciso che questo La formazione non è più giustificata. Mons. Eijck sottolinea, inoltre, che resta convinto del significato e dell’importanza del diaconato permanente retribuito e non retribuito. Per consentire, tuttavia, la formazione dei futuri studenti si sta studiando una collaborazione con la diocesi di Haarlem.