CCEE
Il comunicato finale della plenaria dei presidenti del Ccee a Esztergom
Si terrà a Parigi dal 1° al 4 ottobre 2009 la prossima assemblea plenaria del Consiglio delle Conferenze episcopali europee (Ccee). A dare la notizia a Esztergom/Budapest, dove si è conclusa l’assemblea 2008, il card. Peter Erdő, presidente del Ccee e primate d’Ungheria. “Questi momenti di confronto e di studio che si avvalgono anche di ricerche in diversi ambiti – ha affermato il cardinale riferendosi agli incontri annuali dei presidenti delle Conferenze episcopali europee – hanno assunto sempre più consistenza, rendono visibile la comunione della Chiesa cattolica in Europa ed esprimono la comune attenzione pastorale alla crescita dell’Europa con i suoi problemi, le sue incertezze, le sue attese. Ma viene anche sempre più espressa attenzione al futuro degli altri continenti, basti pensare alla presenza in questi giorni dei rappresentanti degli episcopati dell’Africa e dell’America Latina con i quali si tengono costanti rapporti”. Le assemblee, ha ricordato il presidente Ccee, hanno come riferimento “il lavoro pastorale delle Chiese cattoliche, sono uno scambio di doni e un momento comune di preghiera”. L’attenzione è “soprattutto rivolta a situazioni di sofferenza in Europa e nel mondo: in questi giorni il pensiero è andato ai cristiani perseguitati in India, per loro abbiamo chiesto tutela e rispetto”. Il 6 ottobre il Ccee ha diramato il comunicato finale dell’assemblea nel quale vengono passati in rassegna i temi principali dibattuti dai presidenti (servizi precedenti sull’assemblea Ccee in SIR Europa 65-66-67/2008). Chiesa e media. “L’attenzione della Chiesa per i mass-media e quella dei media per la Chiesa cresce in Europa – si legge nel comunicato – numerose sono le iniziative messe in campo dalle Conferenze episcopali e gli strumenti, tv, radio, quotidiani, agenzie stampa e siti internet, a loro disposizione. Tuttavia, non sono rari i casi in cui nei media la Chiesa è soggetta a calunnie e o diffamazioni”. I vescovi parlando di rapporto, “a volte difficile”, hanno deciso “un rafforzamento della rete delle Conferenze episcopali, nella condivisione delle risorse, e nella formazione di laici maturi nella fede. S’impone – afferma il testo – un impegno maggiore verso i new media, in particolare internet e tv digitale”. “Compito della Chiesa, infatti, “è trovare vie sempre nuove per l’evangelizzazione”, pertanto, affermano i vescovi, “anche se non possiamo trasmettere tutta la ricchezza del contenuto della nostra fede, dobbiamo trovare le forme adeguate per usare in modo efficace” i media. A questo scopo, è stata decisa la creazione di “una commissione di esperti per verificare le modalità per un migliore collegamento tra le conferenze episcopali e una messa in comune delle risorse a disposizione”. Bioetica e dialogo. Nel corso dell’assemblea di Esztergom, i vescovi hanno anche affrontato altri temi di attualità come, la ricerca sulle cellule staminali, l’eutanasia e il dialogo con l’Islam. Nel comunicato finale i presidenti ribadiscono il loro ‘no’ “alla ricerca con le cellule staminali embrionali e all’eutanasia. La Chiesa cattolica rifiuta questo tipo di ricerca, poiché essa presuppone l’uccisione di embrioni umani. La ricerca scientifica su cellule staminali adulte apre invece nuove possibilità che tuttavia necessitano di un’ulteriore riflessione e inquadramento etico”. Sull’eutanasia i presidenti sottolineano che “in Europa, le richieste per una cultura della vita fanno fatica a farsi spazio contro la potente cultura della morte. L’uomo non deve morire per la mano di un uomo ma tra le sue mani. Per questo motivo la Chiesa appoggia e sostiene tutto quello che permette di alleviare le sofferenze del malato terminale e il suo accompagnamento verso la morte naturale”. Relativamente al dialogo con l’Islam il comunicato riafferma “la necessità del dialogo e l’esigenza di confronto sul tema della convivenza sociale delle comunità cristiane e musulmane nella quotidianità”.Unità delle chiese. I temi esposti nel testo finale erano già riecheggiati in una conferenza stampa conclusiva del card. Erdő, presidente del Ccee: “se dobbiamo denunciare una certa e, a volte, grave disinformazione nei confronti della Chiesa dobbiamo anche dire che la stessa Chiesa non soffre di vittimismo e risponde con responsabilità proponendo, da un lato, una specifica formazione degli operatori della comunicazione sociale e, dall’altro, il rafforzamento dei media cattolici da unire alla presenza di professionisti cattolici nei media laici”. Il cardinale ha, inoltre, posto in evidenza “l’unità delle Chiese europee sulle questioni etiche, culturali e sociali tenendo conto delle diverse situazioni in cui le stesse Chiese si trovano”. “L’unità nella diversità – è stato il commento – è una ricchezza che viene da un’esperienza di fede che si mantiene viva e integra nell’incontro con diverse culture”.